All’A’Mbasciata va in scena il genio di Vincent Van Gogh

A'Mbasciata

Vincent Van Gogh all’A’Mbasciata: l’associazione culturale A’Mbasciata, in via Benedetto Croce a Napoli, propone un’immagine intima e personale del celebre artista.

Diretto da Sharon Amato e interpretato da Valerio Lombardi, Vincent è il primo spettacolo del nuovo format “Aperitivo dell’arte”: il format, proposto dall’associazione culturale A’Mbasciata, prevede una serie di corti teatrali, della durata di 35 minuti,  incentrati su figure significative del mondo dell’arte e della musica. Il corto è alla sua seconda messa in scena, dopo il successo registrato nella prima di Aprile.
L’attore Valerio Lombardi porta in scena un Van Gogh delirante, in preda all’ebbrezza, frustrato, solo e isolato, intrappolato nel suo genio e nella sua diversità. L’immagine che fuoriesce dal lungo monologo è di un artista consapevole e fiero di essere ex grege, ma anche desideroso di affermazione, di veder riconosciuto il talento che sa di avere:
“Se varrò qualcosa un giorno, la valgo anche adesso. Perché il grano è sempre grano, anche se i cittadini lo scambiano per erbaccia.”
Un uomo, che nel delirio dato dai disturbi psichici e dall’alcool, si confessa con trasparenza, pur consapevole che “la sincerità spaventa, distrae”, davanti ad un immaginario interlocutore, cercando una soluzione che sciolga una serie di nodi asfissianti: il rapporto con il padre, il rapporto con la società, la ricerca di Dio. Il padre e la società lo vorrebbero borghese e realizzato: “guadagna denaro e la tua vita diventerà onesta” gli ripete il padre. Tuttavia Vincent ha come sua unica religione, non quella di Cristo, ma quella della bellezza, come unica compagna la pittura, come sua regola di vita l’arte. L’arte quindi diventa un mestiere, non inteso come un lavoro che gli dia da vivere, ma come una strada, la sola percorribile, per imparare a vivere. Ma l’arte e la bellezza investono anche la sfera della religiosità confondendosi con Dio. La sua delirante riflessione approderà alla convinzione che la ricerca di Dio passa necessariamente attraverso l’amore: l’amore per un amico, per una persona cara, ma soprattutto l’amore per la conoscenza, la passione che è alla base della ricerca storica, letteraria, artistica.
“Ama e sarai sulla buona strada per saperne di più”.
Tutto avviene nell’ambiente decadente e vagamente bohémien di Palazzo Venezia, sede dell’associazione culturale, in via Benedetto Croce. L’associazione A’Mbasciata nasce dall’idea di recuperare le stanze di un palazzo storico come Palazzo Venezia e dare voce “a chi ha da dire qualcosa”, culturalmente parlando.
“Tutto è partito da quando siamo entrati in questa casa abbandonata e fatiscente, altro che film horror, fin da subito ci siamo rimboccati le maniche per rendere quantomeno respirabile l’aria e vivibili le stanze, ben dieci mesi! Una casa così grande e importante non poteva rimanere vuota e sconosciuta, da lì l’idea di “A’Mbasciata”, un punto di ritrovo e di condivisione di arte, musica, teatro, moda e le più disparate attività che partono dalle tradizioni nostrane napoletane fino ad arrivare alle StartUp innovative, tutto questo è possibile offrendo uno Spazio della nostra Grande Casa a chi ha da dire qualcosa, insomma Tagg’à fa n’ AMmasciata”
L’associazione, infatti, oltre agli appuntamenti dell’Aperitivo dell’arte, ospita anche eventi, set cinematografici, come quello della web serie “Coffe time” di Sara Borrelli, mostre, come la personale di Gennaro Branca, a Palazzo Venezia fino al 13 maggio.
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