C’è un sottile filo rosso che lega le iniziative di maggior respiro sul territorio: la capacità di trasformare i luoghi della memoria in spazi vivi, dinamici, da abitare nel qui e ora, hic et nunc. Reduce dall’enorme successo del 25 aprile all’Umoya e dalla raffinata rassegna di colazioni in Floridiana, Drop Eventi ha alzato ulteriormente l’asticella e lo ha fatto intrecciando cultura del vino, gastronomia indipendente e clubbing d’autore in una delle dimore storiche più affascinanti del Miglio d’Oro. Stiamo parlando di “DROP a Campolieto”, un format dalle vibes squisitamente contemporanee. Invitati dalla giornalista Valentina Castellano, ci siamo stati e…
Dettagli dell’evento e lineup
| Dettaglio dell’evento | Descrizione |
|---|---|
| Location | Villa Campolieto (Corso Resina 283) |
| Comune | Ercolano (NA) |
| Organizzazione | Drop Eventi |
| Ospiti musicali | Walter Ricci, DJ Kowu, Lunare Project, Irene Ferrara, Jo Brigante, Silvestri |
| Ingresso e consumazioni | Ticket d’ingresso a partire da 10 euro. Food & Beverage gestiti tramite pratico sistema a Token interno |
| Attività | Vini naturali, Gin artigianali, Food court, Live & dj set, Visita alla mostra “Dall’uovo alle mele” |
Indice dei contenuti
Un’esperienza immersiva tra storia e tramonti

Drop Eventi ha saputo portare nel mondo dell’intrattenimento partenopeo un livello di eccellenza tecnica, artistica e immersiva senza compromessi. Il primo, fondamentale elemento di questa “super-produzione” è stato il palcoscenico: Villa Campolieto. Edificata a partire dal 1755 e portata a compimento dall’estro di Luigi e Carlo Vanvitelli, la villa (oggi gestita dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane) è una delle meraviglie della nostra regione. Passeggiare lungo le simmetrie perfette del portico ellittico proprio nel momento in cui la luce dorata del tramonto infiammava lo scenografico Belvedere affacciato sul mare è stato davvero spettacolare. Spettacolare come la proposta beverage.
Il vino naturale come manifesto: Agricoltori, Artigiani, Artisti
Se la location è stata d’eccezione, lo è stato altrettanto il fondamento concettuale dell’area wine, che ha preso in prestito le tre lettere dal celebre manifesto “Triple A” ideato da Velier per i vini naturali. L’offerta enologica si è basata su un rifiuto della standardizzazione, poggiando invece su tre pilastri inderogabili:
- “A” come Agricoltori: la convinzione che solo chi coltiva direttamente il vigneto possa instaurare un legame autentico con la terra.
- “A” come Artigiani: processi produttivi che assecondano, senza alterare, la struttura originaria del frutto.
- “A” come Artisti: il talento del produttore come unica lente per esaltare l’identità del territorio.
Passeggiando tra gli stand, il percorso portava a dialogare con produttori di riferimento (da Musella a Occhipinti, passando per Foradori e Calafata), per scoprire le storie dietro ogni singola etichetta.
Una food court identitaria: dal padellino “salutista” al fusion

A latere dei calici, l’esperienza gustativa è stata garantita da una food court ben variegata, le cui specialità erano acquistabili grazie a un sistema di pagamento in token. Si partiva dalle proposte di Quostro, un progetto ristorativo – sito all’interno della FOQUS – basato sulla valorizzazione del territorio campano e della zona flegrea in particolare. Sposando la filosofia Slow Food e la stagionalità, la loro cucina presta grande attenzione alla sostenibilità, tanto da aver ottenuto la certificazione VeganOK per diverse loro preparazioni etiche. In fiera hanno deliziato il pubblico con la fresca Insalata di lattuga e alici, la Pasta Ancestrale e il sapido Scapece Sandwich.
L’innovazione nel mondo pizza ha trovato casa da Terra Nera Pizza & Lab, rinomata pizzeria con sede a Torre del Greco in via Scappi. La loro proposta all’evento si è concentrata su un impasto speciale, il “padellino”, realizzato appositamente con una farina a basso indice glicemico per garantire la massima leggerezza e digeribilità. Questa base salutista ha accolto ingredienti di prima scelta, componendo padellini gourmet come la Ciambotta Cilentana o il Nerano e Maiale (con provolone e pancetta tesa), unendo la golosità della tradizione campana all’attenzione per il benessere.

Per chi cercava sapori esotici, Lala Asian Street Food ha offerto un piccolo viaggio in Oriente. Nato quattro anni fa a Fuorigrotta (e raddoppiato di recente con una sede nel centro storico) dall’intuizione di due fratelli con esperienza in ristoranti stellati esteri, questo progetto fusion abbraccia la cucina coreana, giapponese, cinese e tailandese. Il loro vero punto di forza è l’artigianalità assoluta: ogni singola preparazione, dagli involtini fino alle salse che accompagnavano le ricche Bento Box servite all’evento, è rigorosamente homemade e studiata nei minimi dettagli.
Dei dolci, invece, si è occupato Pintauro. Storica istituzione partenopea, l’insegna è tornata a deliziare Napoli dopo quasi un anno di chiusura, accolta con grande calore dal pubblico. Pur mantenendo intatta la ricetta antica e segreta della loro iconica sfogliatella, la nuova gestione ha ampliato notevolmente l’offerta introducendo dolci come le zeppole e la pasticceria moderna alla frutta. Una visione più completa per il brand, che rinnova il proprio menù senza mai tradire la maestria artigianale della vecchia scuola napoletana.
A completare l’offerta, una selezione di Gin Artigianali che ha elevato la mixology al livello della proposta vinicola.
Visioni sonore: il programma della giornata dalle 12 a mezzanotte

Se i sapori hanno definito il perimetro, la musica ha scandito il respiro dell’evento con una lineup che ha seguito costantemente l’evoluzione della luce. Dalle 12:00 alle 18:00, l’apertura è stata affidata al dj set di Jo Brigante e Silvestri, rivelandosi la colonna sonora ideale per il warmup pomeridiano. Alle 18:00 il ritmo è decisamente salito grazie all’energia di DJ Kowu, vero e proprio maestro dei mash-up tra hip-hop e clubbing moderno. Alle 20:00 è arrivato il momento clou del live con l’esibizione di Walter Ricci, voce jazz dal respiro internazionale e dalle inconfondibili sfumature da crooner contemporaneo. A seguire, alle 21:00, lo spazio è stato conquistato dall’impronta balearica ed elettronica di Lunare Project (in collaborazione con Radio Yacht), per poi lasciare la consolle alle 22:30 all’elegante set di chiusura firmato da Irene Ferrara.

La vera forza di DROP a Campolieto è stata senza dubbio la sua natura fluida: si poteva ballare, degustare al tramonto oppure cogliere l’occasione per una visita culturale alla mostra “Dall’uovo alle mele” (aperta fino alle 22:00) al piano nobile della Villa, un viaggio tra i piaceri della tavola dell’antica Ercolano. Una sintesi perfetta, quindi tra natura, cultura e socialità d’eccellenza.

