Seguici e condividi:

Eroica Fenice

"Reti resilienti per le sinergie di comunità": intervista alla Prof.ssa Fortuna Procentese

“Reti resilienti per le sinergie di comunità”: intervista alla Prof.ssa Fortuna Procentese

“Reti resilienti per le sinergie di comunità” è un progetto realizzato a cura della psicologa Fortuna Procentese, professoressa alla Federico II di Metodologie dell’intervento in psicologia di comunità, che si è avvalsa di un giovane team di studenti per tracciare un percorso partecipativo in collaborazione con cittadini e rappresentanti delle associazioni sociali di San Giovanni a Teduccio, che si propone come un’occasione di dialogo critico e costruttivo circa le maggiori problematiche della zona.

La Prof.ssa Fortuna Procentese ci parla del concetto di “resilienza”, che negli ultimi anni è divenuto un riferimento fondamentale per orientare l’innovazione nel campo delle politiche e delle strategie di sviluppo  del territorio. Le istituzioni e le organizzazioni sociali impegnate nella tutela, gestione e cura dell’ambiente e intenzionate a promuovere progetti di rigenerazione e sviluppo territoriale e urbano.

Il progetto parte dall’osservazione della difficoltà di creare una rete sociale sul territorio e mettere in contatto le varie realtà associative e cittadine. L’obiettivo è che il dialogo con i cittadini diventi dialogo tra i cittadini: riconnettere dunque il tessuto sociale e promuovere l’empowerment della comunità e la sua resilienza, attivare un processo di crescita a partire dalla consapevolezza critica dei cittadini circa i problemi attuali. Mettere in risalto delle risorse sociali e ragionare insieme su come possano essere al meglio sfruttate.

Fortuna Procentese  è una psicologa sociale, dottore di ricerca in studi di genere;  ha esperienza di lavoro nell’ambito degli interventi di promozione e supporto della famiglia, ha approfondito lo studio in relazione alle metodologie di partecipazione locale.

L’incontro tra la Prof.ssa Fortuna Procentese, studenti e cittadini, è gratuito ed aperto a tutti gli interessati. Si terrà nella sala Falcone-Borsellino della Biblioteca Antonio Labriola, sita in piazza Pacicchelli 5, a San Giovanni a Teduccio.

Intervista a Fortuna Procentese, professoressa di Metodologie dell’intervento in psicologia di comunità

Come nasce il progetto?

Al momento non vi è un progetto commissionato ma a partire all’osservazione del territorio, avvenuta durante altre attività di studio e ricerca, abbiamo trovato una comunità locale attiva e con grandi risorse sociali, con cui si poteva avviare un percorso di conoscenza e così ho iniziato a pensare a come avviarlo utilizzando gli strumenti propri della psicologia di comunità che si propone di lavorare con le persone per l’avvio di percorsi di trasformazione e sviluppo sociale. La nostra esperienza si iscrive anche nelle attività del Community Psychology Lab.

Nello specifico, in che cosa consiste questa collaborazione e qual è l’obiettivo?

Nello specifico di S. Giovanni abbiamo avviato un percorso di conoscenza attraverso osservazioni del territorio e le parole di cittadini e referenti di associazioni. Questo iniziale percorso ci ha aiutato a comprendere la loro rappresentazione di convivenza sociale a S. Giovanni. Questa attività ha coinvolto gli studenti dei corsi di laurea in Psicologia della Federico II, nonché dottorandi e tirocinanti che collaborano con la cattedra di Metodologie dell’intervento in Psicologia di Comunità. In una seconda fase abbiamo dialogato con i referenti della zona avviando incontri di gruppo, con l’obiettivo di conoscere il punto di vista di chi vive quotidianamente la comunità di San Giovanni e si attiva in vario modo ed a vario titolo per essa.

Quali difficoltà hanno maggiormente ostacolato la realizzazione del progetto? Quali elementi comuni e quali divergenze avere riscontrato fino ad ora dal dialogo tra e con queste associazioni?

La principale difficoltà incontrata è stata nel superare la diffidenza ed ottenere la partecipazione di una comunità che sembra dividersi tra “combattenti” e “sopiti”; questo è anche l’elemento che accomuna i referenti delle associazioni con cui abbiamo interloquito, nonché la difficoltà che più frequentemente ci è stata descritta, insieme alla percezione di non sentirsi adeguatamente ascoltati dalle istituzioni locali. Anche le persone con cui abbiamo interloquito hanno sottolineato più volte come credano nella possibilità di “risvegliare” la comunità locale, per renderla più attiva e partecipe in riferimento alle iniziative da loro proposte, che sembra essere anche il principale obiettivo comune. Grosse divergenze non ne abbiamo incontrate, ma nonostante questo la rete sociale andrebbe rafforzata, come ci hanno detto durante le interviste.

In cosa consisterà l’incontro del 23 ottobre?

L’incontro del 23 ottobre è un momento di confronto tra cittadini, associazioni e rappresentanti della municipalità, a partire dalle parole e dalle immagini di S. Giovanni che sono emerse dalle interviste e dagli incontri effettuati con la comunità locale. Auspichiamo che attraverso l’incontro tra gli attori sociali, i cittadini e la municipalità emergano le idee e gli obiettivi comuni, per la costruzione di una rete sociale più coesa.

Queste associazioni sono già state impegnate in diverse attività ad impatto sociale e urbano per la loro comunità, (come manifestazioni contro la camorra e progetti con le scuole) . Qual è il vantaggio che possono trarre dalla collaborazione con voi psicologi?

Noi stiamo provando a facilitare un incontro tra attori sociali che hanno gli stessi obiettivi, ma che sembrano a volte dimenticarlo. Da qui anche il nome che abbiamo scelto di dare all’incontro, “Reti resilienti per le sinergie di comunità”, perché una rete sociale coesa, nata dalle sinergie tra i diversi attori presenti nella comunità locale, può aiutare una comunità ad affrontare le difficoltà ed i momenti di crisi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *