1947 Pizza Fritta: la storia di Napoli in un morso

Un morso di storia, il profumo della strada e un’anima che sa di Napoli. “’A teng bionda bionda” gridavano le donne di Forcella, mentre friggevano con le loro votapesce pezzi di una bellezza semplice ma piena di gusto. La pizza fritta era un pasto frugale, una carezza contro la fame del dopoguerra. Bastava quella sfoglia dorata, croccante fuori e morbida dentro, per sentirsi sazi, felici, vivi. 

Gli anni sono passati, ma certe sensazioni restano impresse nel DNA: quella pizza, mangiata per strada o al tavolo, è ancora oggi un gesto d’amore quotidiano. È proprio da questa eredità che nasce 1947 Pizza Fritta, un locale che si propone come baluardo di memoria e ricerca, un omaggio alle radici del quartiere reinterpretate con esperienza e creatività.

L’anima del locale: tra pop e passione

1947 Pizza Fritta: la storia di Napoli in un morso
Uno dei dettagli di 1947 Pizza Fritta

Questa filosofia si respira non appena varcata la soglia. L’atmosfera è conviviale, pop nell’arredamento moderno e colorato. Ma è la cucina a vista a catturare lo sguardo, è lì che il piacere inizia ancor prima del primo morso, osservando gesti che non sono mai meccanici, ma che raccontano, tramandano, rinnovano.

Il patron del locale è Vincenzo Durante, un pizzaiolo DOC con un’anima “vecchio stampo” ma contemporaneo nella ricerca, che nel dicembre del 2014 ha dato vita al primo “1947 Pizza Fritta” in via Pietro Colletta 16, proprio di fronte a un tempio sacro come la pizzeria Da Michele. Un artigiano del gusto che ha fatto della pizza fritta una dichiarazione d’amore verso Napoli e il suo caotico labirinto di vicoli. Un successo che ha portato, nel giugno 2017, all’apertura di un secondo locale, sempre nella stessa via ma al civico 29, diventato poi l’unico del marchio dopo aver ceduto la prima sede al fratello. Il nome stesso della sua attività è una dichiarazione d’intenti: come racconta Vincenzo, il 1947 non è una data casuale. Segna la fine del biennio 1945-1947, il periodo in cui la pizza fritta divenne un’ancora di salvezza, ma è anche l’anno di nascita di suo padre, Gennaro. Un doppio omaggio che lega la storia collettiva a quella familiare.

1947 Pizza Fritta: la storia di Napoli in un morso
Vincenzo Durante e la sua creazione

Dieci anni di attività (e quasi undici): una festa tra sapore e solidarietà

Per celebrare i suoi primi dieci anni di attività, 1947 Pizza Fritta ha organizzato una serata speciale che ha unito alta cucina e solidarietà. Protagonista è stata la nuova pizza “Marisa”, un omaggio a Marisa Laurito, a cui Durante è legato da una forte stima e amicizia. Ispirata alla genovese, questa pizza è il fulcro di un progetto solidale: l’intero ricavato della sua vendita, prevista dal 12 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, sarà devoluto all’Associazione L’Altra Napoli EF che, attraverso il Progetto la Porta dei Sogni, offre percorsi musicali gratuiti a bambini e ragazzi per l’acquisto di strumenti musicali per la Piccola Orchestra di Forcella.

Francesco Fascione e Vincenzo Durante

Il percorso degustativo della serata, curato dalla giornalista Laura Gambacorta, ha visto la collaborazione dello chef Francesco Fascione del bistrot “Quostro”, situato all’interno della fondazione Foqus, e delle Cantine Astroni. Ad accompagnare le pizze è stato lo spumante di Falangina “Astro”, una bollicina “Made in Naples” perfetta per la sua semplicità e piacevolezza.

Ecco le pizze proposte:

MARISA (omaggio a Marisa Laurito): una deliziosa crema di genovese avvolta da provola, con pecorino, pepe e basilico.

CARMELA – LA CLASSICA: con provola, cicoli, pomodoro, pepe e basilico. Dedicata alla madre del patron, la signora Carmela.

FACCIA GIALLA: con provola, cacioricotta salata, pomodorini gialli, peperoncino e basilico. Un doppio omaggio: a San Gennaro (“faccia gialla”) e al padre del patron, Gennaro.

SUD (creazione di Francesco Fascione): un viaggio nel Sud con ‘Nduja, peperone crusco, burrata e scorzetta di limone.

CANNOLI DI PIZZA (creazione di Durante & F. Fascione): un’originale cialda di pizza fritta con ricotta di bufala, composta di pomodorino del piennolo, gocce di cioccolato fondente e polvere di pomodorino del piennolo.

Pizza fritta classica o completa: qual è la differenza?

La questione su cosa ci sia dentro la pizza fritta classica merita un approfondimento. Per Vincenzo Durante, che a Forcella ci è cresciuto, la risposta è una sola ed è frutto delle sue indagini: la ricetta storica non include la ricotta, una convinzione condivisa dagli abitanti del quartiere che la chiedono ‘chin e pepe’ (piena di pepe) e senza ricotta. Ecco perché la Carmela. la sua “classica”, non è “completa”. 

Caratteristica Descrizione
La classica di Forcella (la “Carmela”) La versione considerata autentica dalla tradizione popolare del quartiere. Il ripieno non prevede la ricotta, esaltando il sapore degli altri ingredienti come cicoli, provola, pepe e pomodoro.
La completa (con ricotta) Questa variante, molto diffusa e amata, aggiunge la cremosità della ricotta al ripieno classico. Sebbene oggi sia popolarissima, per gli abitanti di Forcella non rappresenta la ricetta originale del dopoguerra.

Com’è la pizza?

La pizza di 1947 è leggera, asciutta e fragrante. Ma al di là dei ripieni, che narrano storie di omaggi e territori, la domanda fondamentale resta una: com’è l’impasto? La risposta è semplice: impeccabile. La frittura ad immersione, eseguita a regola d’arte, sigilla l’esterno rendendolo croccante e dorato, mentre l’interno rimane morbido e arioso. Equilibrato e profumato, lascia il palato pulito, senza alcuna sensazione di untuosità. Palato che ha l’imbarazzo della scelta. Sono molte, infatti, le proposte in carta, che racchiudono il meglio della cucina campana in uno splendido involucro dorato. Grande è l’attenzione alla stagionalità e alle materie prime locali, come denotano le collaborazioni con piccole attività del territorio.

I prezzi? Onesti, è difficile trovare di meglio con la stessa qualità.

1947 Pizza Fritta: amore e olio su teglia

Con i suoi 45 coperti interni e 20 esterni, 1947 Pizza Fritta è un racconto vivente del quartiere. Una pizzeria dove passato e presente si incontrano, dove gli echi delle signore del quartiere ancora riecheggiano e la frittura profuma ancora di casa, di strada, di tradizione. Un luogo da condividere con chi si ama. Una visita è d’obbligo, soprattutto se la pizza la cercate bionda bionda.

Cannolo di pizza fritta

1947 Pizza Fritta
Via Pietro Colletta, 29-31
Napoli
Tel. 081 18226812

Fonte foto: archivio personale

Altri articoli da non perdere
Lola Miller – American Easy Diner | Recensione ed opinioni
Lola Miller - American Easy Diner | Recensione ed opinioni

Lola Miller è un locale piccolo quanto sorprendente, un microcosmo di sapori, idee e creazioni, tutte rigorosamente a stelle e Scopri di più

La Pasticceria Napolitano Poderico presenta il dolce San Gennariello
Pasticceria Napolitano

In piazza Poderico 2, nel cuore del quartiere Arenaccia, la pasticceria Napolitano, nota al pubblico mediatico anche per la sua Scopri di più

Bacco, con le loro bontà, è dolce la vita!
Bacco

Bacco è una realtà artigianale veramente fuori dal comune, quasi un unicum se osserviamo la situazione dolciaria di un Paese, Scopri di più

Capasanta, chef Paolo del Giudice continua a sorprendere!
Ristorante Capasanta a Pompei di chef Paolo del Giudice

Siamo tornati nel ristorante Capasanta dello chef Paolo del Giudice. Ecco come è andata! Tutto parla di mare. Ed è Scopri di più

Christmas Wine Fest: arriva il Natale nel borgo dei vini

È proprio in questi weekend che si sta svolgendo la prima edizione del “Christmas Wine Fest”, un evento che ha Scopri di più

Gaetano Paolella e Alfonso Crisci: la pizza diventa PizzArt
Gaetano Paolella e Alfonso Crisci: la pizza diventa PizzArt

Gaetano Paolella e Alfonso Crisci, rispettivamente pizzaiolo e chef, hanno presentato e raccontato in anteprima le nuove creazioni nate dal Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Marcello Affuso

Direttore di Eroica Fenice | Docente di italiano e latino | Autore di "A un passo da te" (Linee infinite), "Tramonti di cartone" (GM Press), "Cortocircuito", "Cavallucci e cotton fioc" e "Ribut" (Guida editore)

Vedi tutti gli articoli di Marcello Affuso

Commenta