Eroica Fenice

Gattò Bistrot

Gattò Bistrot a Portici, il primo in Campania

Gattò Bistrot, il primo in Campania, si trova a Portici, in Viale d’Amore, 29 (nei pressi della Vesuviana di Bellavista),  ed è stato inaugurato da qualche settimana.

Il gatto, si sa, è il felino più popoloso al mondo. Si contano una cinquantina di razze differenti. E’ essenzialmente “territoriale” e “crepuscolare”, un predatore dalle fusa e dai vocalizzi facili.

Se siete amanti dei gatti e del buon cibo, il Gattò Bistrot è sicuramente il posto che fa per voi. Già dal nome del locale, infatti, si percepisce l’obiettivo “animal friendly” ma, soprattutto, con una cucina che unirà tradizione, salute e contaminazione.

La tendenza arriva dal Giappone, dove i “Neko Cafè” sono ormai diffusi da circa dieci anni, con l’apertura del primo locale dedicato agli amanti dei gatti a Osaka. Lentamente, la formula del “Cat Cafè” ha messo radici anche in Europa e in Italia, arrivando proprio fino a Portici.

“Qui gatta ci cova” è lo slogan scelto da Valentina, titolare del locale, che ha accuratamente scelto i sei felini che faranno compagnia ai suoi futuri clienti.

Il nome scelto per il suo locale, “Gattò”, è un’italianizzazione del “gateau”, celebre piatto francese.

Il Gattò Bistrot è un luogo in cui rilassarsi sfogliando un libro, gustando piatti adatti a tutti i palati (vegetariani, vegani, intolleranti al lattosio o al glutine), ma soprattutto è un luogo da vivere insieme ai piccoli felini.

Le “special guest” del Gattò Bistrot hanno tutte un passato da randagi e a curarli è stata l’associazione “I gatti della traversa” di Portici, che li ha condotti all’ambulatorio veterinario di San Sebastiano per la profilassi necessaria. L’associazione, infatti, è da circa tre anni fortemente attiva sul territorio, sia per il recupero dei felini abbandonati, sia per la ricerca di una sistemazione per ognuno di loro.

Gli abitanti del Gattò Bistrot si chiamano Procolo, Sole, Ciancioso, Luna, Perla e Piccolina, e sono la vera e propria attrazione del locale.

Come già accade, peraltro, al “Romeow”, il cat bistrot di Roma, nel quartiere Ostiense, dove il design del locale segue essenzialmente le esigenze feline e l’offerta gastronomica è incentrata su una proposta vegana e crudista. O al “Nero Miciok”, il cat café di Palermo (nel quale vengono organizzati anche diversi eventi culturali), che ha seguito le orme del “MiaGola Caffè”, a Torino.

Chi sceglierà il Gattò Bistrot per trascorrere il proprio tempo potrà fare amicizia e giocare con tutti i felini del locale, ma non potrà portarne dall’esterno.

Infine, un’altra iniziativa lodevole messa in campo da Valentina è la “libreria a scaffale aperto”. Tutti i suoi clienti, infatti, tra un pasto e l’altro, potranno fermarsi e concedersi una lettura, grazie alla vasta scelta di libri messa a disposizione nel locale. Sempre in compagnia di Procolo o Sole, s’intende.

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