Identità nell’equilibrio. Fantasia negli abbinamenti. Sapori orgogliosamente campani. Impastovivo è una pizzeria unica nel suo genere, un piccolo franchise che in poco tempo ha riscosso grandissimi consensi, e non solo dal pubblico di quartiere.
Abbiamo avuto modo di approfondirne la storia e assaggiare le ultime creazioni in occasione di una cena stampa organizzata il 26 marzo dalle giornaliste Veronica Caprio e Maria Carla Palermo.
| Caratteristiche della pizzeria | Dettagli e informazioni |
|---|---|
| Prezzo medio pizze | 9 euro |
| Prezzo pizza Margherita | 5,50 euro |
| Lievitazione impasto | Minimo 36 ore (fino a 48 ore) |
| Quartieri delle sedi | Colli Aminei, Arenella, Vomero |
Indice dei contenuti
Pizzeria Impastovivo: dalle origini alla crescita sul territorio

Partiamo dalle origini. Impastovivo nasce da un’idea di tre soci: Luigi Galiero, Andrea Del Coro e Daniele Tenneriello, discendente di una famiglia di ristoratori napoletani attiva da quasi 80 anni.
Il progetto prende forma nel 2018 in zona Colli Aminei, con l’obiettivo di offrire fin da subito un servizio solido e riconoscibile per il quartiere.
Il primo locale apre come punto dedicato all’asporto; in pochi anni, però, la risposta del pubblico porta a un ampliamento con sala interna (30 i posti a sedere) e, successivamente, a una crescita sul territorio con due nuove sedi in zona vomerese: in via Domenico Fontana 18/20 (60 coperti) e in piazza dell’Immacolata 32, quest’ultima focalizzata su delivery e take away. Gli ambienti, decisamente pop, sono coerenti tra loro: colori caldi, luci soffuse e arredi essenziali. L’atmosfera, raccolta e confortevole, è ideale per una cena romantica ma anche per una serata tra colleghi o amici.
Alla guida del progetto, insieme ai soci, c’è anche il pizzaiolo Vincenzo Sansone.
L’impasto e la costruzione del menù
Nomen omen, l’impasto è la vera eccellenza di questa pizzeria. Si tratta di un impasto indiretto con prefermento, con una maturazione minima di 36 ore — spesso estesa fino a 48 — realizzato con un blend dei Molini Lario. Le tecniche di idratazione e lievitazione sono studiate per garantire leggerezza, fragranza e digeribilità.
Per la pala, invece, l’approccio cambia completamente: viene utilizzata una farina tipo 1, che restituisce un prodotto più profumato e leggermente più scuro rispetto alla versione tradizionale. La stessa ricerca si ritrova anche nelle varianti: per il padellino, ad esempio, viene utilizzata una farina tipo 1, con cottura in forno elettrico su biscotto refrattario e una seconda scottatura dopo il riposo, passaggio che contribuisce a definire il crunch finale. La doppia cottura — con seconda scottatura dopo il riposo — è ciò che definisce il crunch finale, elemento sempre più centrale nella proposta contemporanea.
La stessa attenzione si ritrova in un menù ampio, con circa venticinque pizze tra classiche e proposte più strutturate, realizzate anche con ingredienti provenienti da presìdi Slow Food e con alcune contaminazioni, in particolare dalla Calabria.
Molte di queste si ispirano alla letteratura, alla cultura pop o alla città di Napoli. Un esempio è la Napoli Velata, con salsiccia selezione Carni d’Autore, provola, friarielli, arachidi caramellate, pistilli di peperoncino e lardo di maialino nero casertano. Il nome richiama proprio l’effetto visivo del lardo in uscita, che crea una sorta di velo sul cornicione. Accanto a questa, meritano attenzione anche proposte come la Scarpariello, con salsa di pomodorini piccadilly, pecorino romano, grana, aglio, olio EVO, basilico e peperoncino, servita con una ciotola extra per accompagnare il cornicione.

I fritti e la proposta beverage
L’esperienza non si esaurisce con la pizza. Degna di nota è anche la sezione dei fritti, costruita su consistenze e contrasti. Nel menù troviamo proposte originali come i tacos di pizza, i Gladiatori, tris di crocchè di patate di Avezzano con panatura extra croccante, propongono tre varianti: cacio e pepe, carbo-crema con guanciale croccante e pepe nero, e gricia. Ma anche classici come la frittatina e l’arancino. Le montanare, asciutte e “bionde”, come da tradizione, chiudono il goloso cerchio.
A completare, una discreta scelta di birre: etichette artigianali e referenze più note, dalla Arteteca Parthenhop alla California West Coast IPA, fino alla Monkey Cappelli Blanche e alla Dorian Red Extra Special Bitter, senza escludere soluzioni più riconoscibili come la Stella Artois.
Come vino: Falerno del Massico, Fiano di Avellino e Greco di Tufo, oltre a proposte più strutturate e bollicine come il Franciacorta Ca’ del Bosco.
La degustazione

La cena stampa è stata costruita per sottolineare le peculiarità di Impastovivo e per presentare il menù nella sua interezza.
In apertura, un prosecco di benvenuto Foss Marai Valdobbiadene Superiore, seguito dai tacos pizza fritti, farciti con polpettine al ragù e fonduta di grana: un antipasto goloso, pensato per giocare su morbidezza e intensità.
Grandi protagoniste della degustazione sono state due pizze della casa. Da un lato la già citata Napoli Velata, ricca ma ben calibrata; dall’altro la Zucca e Scottona, con crema di zucca, provola agerolese e salame artigianale di scottona bavarese stagionato 40 giorni. In uscita, il conciato romano — presidio Slow Food — aggiunge una nota intensa e stratificata.
A seguire sono arrivate anche alcune anteprime della sezione in pala, al momento non ancora inserite stabilmente in menù e in fase di testing (più che superato). Tra queste, la Uru-Gaucha, con stracciatella di vaccino, pesto di rucola, affettato di picanha stagionata e pomodorino rosso confit, e la Mortazza Mia, con mortadella artigianale, robiola di capra e crema al tartufo nero.
In chiusura, tiramisù della casa.
Qualità accessibile e proposte vegetariane e vegane

Ma i prezzi? Nonostante la proposta sia di indubbia qualità, il costo medio delle pizze si aggira intorno ai 9 euro. Nel 2026 una margherita a 5,50 euro è una rarità da apprezzare. Discorso analogo per le proposte vegetariane e vegane, numerose e sfiziose.
Impastovivo è, in definitiva, un indirizzo da non perdere: una pizzeria che convince per identità, coerenza e capacità di rinnovarsi senza perdere equilibrio. Tra impasti ben studiati, abbinamenti originali, fritti curati, proposte vegetariane convincenti e interessanti sperimentazioni, si conferma come una delle migliori realtà collinari.
Le sedi e gli orari di Impastovivo a Napoli
| Sede | Indirizzo | Contatti | Orari |
|---|---|---|---|
| Colli Aminei | Viale Colli Aminei, 183 – Napoli | +39 081 18827229 | Tutti i giorni: 19:00 – 23:30 (circa) |
| Arenella | Via Domenico Fontana, 18/20 – Napoli | +39 081 0487917 | lunedì – giovedì: 19:00 – 23:00 venerdì: 12:00 – 14:30 / 19:00 – 23:30 sabato: 12:00 – 15:00 / 19:00 – 23:30 domenica: 19:00 – 23:00 |
| Vomero | Piazza dell’Immacolata, 32 – Napoli | +39 081 3146606 | Tutti i giorni: 19:00 – 23:30 (circa) |

