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Wapo, il senza glutine per tutti al Vomero

Wapo Natural Food (Vomero), il senza glutine per tutti

A Napoli, nel cuore elegante del Vomero, più precisamente in Piazza Ferdinando Fuga 9, ha sede uno dei ristoranti più ricercati e innovativi del quartiere: Wapo Natural Food.

Inaugurato nel mese di luglio, questo locale, che è stato disegnato dall’architetto Alessandro Castellano, ha tra le sue particolarità quella di essere realizzato con 13 diversi legni, tutti naturali. La cucina, a vista, si sviluppa intorno a due enormi vaporiere, design e arredamento si ispirano, invece, alla cultura orientale così come i piatti che abbiamo avuto il piacere di assaporare durante la cena dedicata alla stampa di martedì 20 novembre.

Il menù di Wapo Natural Food offre solo pietanze naturalmente prive di glutine, materie prime selezionate a km 0 e preparate con metodi di cottura naturali, prima fra tutti, appunto, quella a vapore che ne ispira anche il nome. I piatti, ideati dal giovane chef ercolanese Giovanni Gentile,  formatosi nella grande scuola di Vico Equense, propongono un viaggio gastronomico nei sapori della cucina napoletana con sentori e influenze dal Sol Levante. Il menu del ristorante è un viaggio vaporoso, gourmet senza essere pretenzioso, fortemente esperienziale, che cambia a seconda delle stagioni. Il viaggio da Wapo è iniziato per noi con una entrée che lascia tutti a bocca aperta grazie alla “Sorpresa al vapore”, caratterizzata da un soffice bignè con tartare di tonno e misticanza, accompagnata da due tipi di pane cotti al vapore rigorosamente gluten free.

A seguire la proposta vegetariana, “Non ci resta che piangere“, una zuppa di cipolle appassite al vapore in crosta di Provolone del Monaco stagionato dodici mesi, e ancora “Polpettina al Tartufo“, ovvero tartare di filetto di manzo al cucchiaio con scaglie di tartufo nero senese; a chiudere la proposta di antipasti “Il Buono, il Brutto, il Cattivo“, una trilogia di carciofo violetto in tre cotture, il “Buono” ripieno di ‘nduja e crema di patate posato su crema di formaggio, il “Brutto” accompagnato con crema di cipolla e ripieno con pane e cubetti di salame, il “Cattivo” servito a freddo con scaglie di parmigiano.

Tra i primi piatti, ci sono stati offerti il “Napoli – Pechino A/R“, trio eclettico di ravioli cotti al vapore e abbrustoliti con fiamma di cannello, in una leggerissima pasta di riso con colatura di alici, spuma di ricotta e fonduta di parmigiano, nei tre sughi imponenti scelti per il saporoso ripieno: puttanesca, ragù, genovese, e la  “Tagliatella Afrodisiaca”, pasta fresca fatta in casa con tartufo nero e burro di Normandia.

Ops… Mi è cascato il Calamaro!” è la proposta per i secondi,  caratterizzata da calamaro cotto al vapore, caduto sul suo nero, con brunoise di patate e lacrime di ‘nduja calabrese. A concludere degnamente la degustazione sono stati i dessert della casa che si presentano semplici e dai sapori morbidi. Abbiamo assaggiato i cannoli ripieni con crema al limone, una piccola caprese e un tortino al cioccolato. Ad accompagnare le portate ci sono stati alcuni tra i vini migliori del territorio, come la Falanghina “Trama”, un bianco snello, agile e dai profumi delicati e floreali e l‘Aglianico “Manent”, vino rosso morbido, fresco e succoso.

Wapo, senza glutine ma con molto vapore e gusto

Wapo si presenta come un ristorante pensato con un’unica e semplice missione: il benessere dei suoi ospiti. La doppia W del nome, iniziale della parola Wellness, intende esprimere proprio questa missione, insieme con i vini infatti in tavola si trova anche l’acqua di Telese, dalle proprietà benefiche e curative.  Inoltre, come afferma il gestore Mario Rubino, il nome del locale si ispira al termine spagnolo “guapo” con il significato di “migliore”, dato che proprio offrire i prodotti “migliori” è l’obbiettivo che si sono posti Mario Rubino e lo chef Giovanni Gentile, che sono stati tra i primi in Italia a dedicarsi a un lavoro di ricerca affatto semplice ma che si è tradotto in un grandioso successo. Quello che nasce da una esigenza familiare e dalle idee di Mario Rubino e Giovanni Gentile nel voler proporre piatti basati su contrasti apparentemente improponibili, che si rivelano essere piatti “etici”, prende vita e si trasforma in realtà in un locale intimo e rilassante, con appena una trentina di posti a sedere, che svela ispirazioni a filosofie e giochi orientali, come I Ching, le cui simbologie adornano pareti e tavoli del locale, offrendo il benvenuto agli ospiti già con la frase incisa sulla porta d’ingresso: “Non è quanto si possiede ma quanto si assapora a fare la felicità“!

E noi vi invitiamo a condividere questa felicità assaporando le squisitezze di Wapo e immergendovi in una dimensione “altra”, diversa, nuova nei sapori e nelle percezioni.