Paola De Rosa a Castel dell’Ovo: metafisica del contemporaneo e Vie Crucis

 

La mostra Vie Crucis a Napoli

Il 12 Aprile, nella splendida cornice del Castel dell’Ovo, è stata inaugurata la mostra d’arte contemporanea dal titolo “Vie Crucis”, dell’architetto Paola De Rosa. La mostra, che sarà aperta al pubblico fino al 25 Aprile, è stata realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli.

La personale è stata allestita nelle Sale delle Terrazze dove le bianche pareti hanno assunto colore con le geometrie meta–surrealiste dell’artista Paola De Rosa. Il progetto espositivo esprime ciò che esiste oltre l’apparenza sensibile della realtà empirica.

La prospettiva dei lavori presenti in sala è costruita secondo molteplici punti di fuga incongruenti tra loro, l’occhio del fruitore dell’opera è costretto a ricercare l’ordine di disposizione delle immagini. Superfetazioni architettoniche riempiono lo spazio vuoto di personaggi.

Analisi critica: influenze e stile

L’opera di Paola De Rosa nasce da una profonda rielaborazione di maestri antichi e moderni. Ecco una sintesi delle influenze dichiarate dall’artista e del loro impatto visivo.

Fonte di ispirazione Elemento ripreso nell’opera
Giotto, Masaccio, Piero della Francesca Rigore formale, struttura compositiva solida e spazialità antica.
Giambattista Piranesi Riferimento alle “Carceri d’Invenzione” (1745-1760), architetture complesse e labirintiche.
Francis Bacon e il ‘900 Deformazione della carne, cromie ridotte all’osso, drammaticità espressionista.

Intervista a Paola De Rosa: il meta-surrealismo

Paola De Rosa, architetto vinto dalla pittura, ci ha concesso una breve intervista per approfondire la genesi delle sue opere.

Una riflessione sulla mostra

La mostra è una doppia raccolta di lavori dal medesimo titolo. La prima datata 2012, la seconda del 2015. Da pittrice prima e da architetto dopo ho subito anche il fascino dell’arte antica. Da giovanissima ho metabolizzato la pittura di Giotto, Masaccio, Piero della Francesca. Si può notare un chiaro riferimento alle “Carceri d’Invenzione di Giambattista Piranesi” incise tra il 1745 e il 1760. Ho fatto una indigestione di tutto il ‘900: Balla, Boccioni, Soutine, Ensor, Bacon per approdare, infine, ad un mio stile.

Nelle tue opere non ci sono personaggi. Geometrie immateriali e carni al sangue sono protagoniste. Perché?

La carne come simbolo è un chiaro riferimento alla passione di Cristo. Della figura umana resta solo il lacerto e la carne sanguinante dell’agnello di Dio. La scelta della carne come soggetto principale dei miei lavori trova una risposta poco artistica. Mi piace la carne. Ho un ottimo macellaio. La carne diventa segno e simbolo, con forme ben delineate, seppur opportunamente deformate per accentuare la loro bellezza. La gamma cromatica è ridotta all’osso e le singole Stazioni più drammatiche diventano frammenti di nature morte.

Il titolo della mostra è molto forte. C’è un messaggio cristiano che vuoi lanciare?

Ho scelto un titolo che nasce da una ricerca artistico-teologica. Il messaggio è soggetto ad interpretazioni, ma prima bisogna passare per tutte le Stazioni della mia Via Crucis.

Dettagli dell’esposizione

Vie Crucis è visitabile a Napoli – Castel dell’Ovo, Sala delle Terrazze dal 12 al 25 aprile 2017.
Orari: dal lunedì al venerdì (14-19); sabato (10-19); domenica e festivi (10-14)
Ingresso: libero.

Articolo aggiornato il: 28 gennaio 2026

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