La Venere degli stracci torna a Napoli

La Venere degli stracci torna a Napoli

La Venere di Michelangelo Pistoletto, conosciuta come la Venere degli stracci, torna a Napoli a Piazza Municipio. L’installazione dell’artista, dopo l’incendio avvenuto a Luglio 2023, è stata riscolpita e ridonata al Comune di Napoli. Più imponente di prima, diventa simbolo di resistenza, di speranza e di rinascita: è stata infatti reinstallata e inaugurata, dopo otto mesi dall’incidente della prima. Una nascita, se non una rinascita.

L’artista piemontese ha ricostruito l’opera dopo che, dall’installazione del 28 giugno 2023 a Luglio 2023, era stata incendiata. La sua importanza simbolica rappresentava l’apertura della città di Napoli all’arte contemporanea, l’importanza dell’arte per la rigenerazione urbana e sociale della città. E soprattutto, con questa statua Pistoletto aveva voluto lanciare un messaggio di attenzione all’ambiente, ai consumi, al recupero, ecco perché è definita Venere degli stracci. Un’installazione importantissima per una città che, in un tempo non troppo lontano, era stata colpita da una drammatica emergenza rifiuti.

Il significato della Venere degli stracci

Nell’antichità alla Venere di Milo, per un motivo accidentale, caddero le braccia, ma l’amputazione non riuscì a intaccare la dolcezza delle forme e la sua delicata bellezza eterna, ellenistica, e  classica. La prima Venere degli stracci bruciata aveva resistito 15 giorni e messa al rogo da vandali, già all’inaugurazione aveva provocato, come spesso accade in una cittadinanza di migliaia di osservatori, scetticismo e clamore. Michelangelo Pistoletto nel 1967 ideò il prototipo di quest’opera, sulla riproduzione della Venere con mela di Thorvaldsen, così volle celebrare il mito della dea che porgeva a Paride il pomo dorato. La dea della Bellezza Venere nascosta da una montagna di stracci, ossia deturpata dai rifiuti, elementi che rappresentano lo strapotere del consumismo odierno in contrasto con il classicismo ellenico, quando i rifiuti erano di tutt’altro genere e non c’era bisogno di donare spazi verdi alle discariche. Povertà, immondizia, miseria, sembrano soggetti strappati. Una parte del popolo antico partenopeo riusciva secoli fa a sfamarsi con la stessa miseria, a vestirsi di stracci senza mai perdere la dignità e con orgoglio appartenere alla bellezza della sua terra. Terra storicamente ricca di una vivacità popolare, artistica e intellettuale. Terra concimata spesso a malavita, ma che ha saputo dare al mondo intero prelibati frutti filosofici e poetici.

La nuova installazione

Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte il sindaco del Comune di Napoli, Gaetano Manfredi, l’artista Michelangelo Pistoletto, il consigliere del Sindaco e curatore di Napoli Contemporanea, Vincenzo Trione e il vicepresidente di Altra Napoli EF, Antonio Roberto Lucidi. La “nuova” Venere degli stracci rimarrà in Piazza Municipio solo per tre mesi, al termine dei quali troverà la sua definitiva collocazione. Probabilmente verrà trasferita nella Chiesa di S. Pietro ad Aram, luogo di grande valore storico alle porte di Napoli che potrebbe essere valorizzato proprio con l’esposizione di opere di arte contemporanea. Il sindaco Gaetano Manfredi ha commentato: «Abbiamo voluto ricollocare la Venere degli stracci in piazza Municipio per ribadire il fondamentale principio dell’arte pubblica e gratuita come strumento di bellezza ed inclusione. Grazie al maestro Pistoletto per la nobile scelta di donare la Venere alla città».

Fonte immagine in evidenza: archivio personale

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