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Eroica Fenice

Il Maschio Angioino e il percorso archeologico La linea del tempo

Il Maschio Angioino e il percorso archeologico “La linea del tempo”

“Nulla si crea, ma tutto si distrugge e si trasforma”: non si offenderà Lavoisier se modifichiamo leggermente e prendiamo in prestito la sua legge sulla massa per raccontare come si è trasformata Napoli nel corso dei secoli. L’associazione Timeline Napoli, attraverso l‘apertura dell’area archeologica sottostante il Maschio Angioino, ha in mente proprio questo ritornello, al fine di mostrarci la stratificazione urbana e architettonica di una città che non butta via niente del passato, semmai lo ingloba e lo riutilizza.

Il percorso La linea del tempo, nell’ambito del progetto Il Graal a Napoli, per il momento sarà fruibile solamente il sabato e la domenica con orari stabiliti ed una guida, ma si auspica che in futuro le visite saranno disponibili anche per il resto della settimana.

Maschio Angioino prima e dopo

Carlo d’Angiò fece iniziare i lavori di costruzione del Maschio Angioino nel 1279, scegliendo come punto strategico la vicinanza col mare al fine di prevedere attacchi nemici e di conseguenza difendersi. Il territorio su cui poggiano le fondamenta della fortezza, tuttavia, cela strati urbani e architettonici molteplici. Muniti di elmetto, scendiamo ad incontrarli uno ad uno.

In questo modo si tocca con mano il retaggio del passato. Per secoli e secoli la terra, come una madre feconda, ha custodito nel suo ventre le tracce del passaggio di uomini e culture. È possibile osservare le varie colate di lava che fungevano da fondamenta alle varie costruzioni, i resti della tanto splendida quanto smisurata villa di Lucullo, databile al I secolo a.C; e poi ritrovamenti di scheletri e di oggetti preziosi – tra cui anche frammenti di dipinti di Giotto!-, fino ad ammirare la base quadrangolare delle torri e le mura perimetrali del precedente Castello Aragonese, ripreso e modificato radicalmente dagli Angioini.

Dopo una discesa è d’obbligo una salita, per cui dal sottosuolo si passa alla luce: la falsabraca della torre del Beverello e la terrazza più in alto sono incluse nella visita e, con le loro storie, impreziosiscono ancora di più un racconto di per sé già entusiasmante. Avreste mai immaginato che le torri del Maschio Angioino sono state costruite grazie alle tasse imposte sul guadagno delle prostitute?

Dall’alto, inoltre, si ha una visuale privilegiata sugli scavi della metropolitana, interrotti più volte a causa dei numerosi rinvenimenti di reperti archeologici, tra cui tre navi romane, attualmente custodite in un museo.

La linea del tempo non è l’unico percorso disponibile; l’associazione, infatti, è promotrice di altri quattro itinerari, tra cui Graal tra storia e mistero La fortezza del tempo, nonché organizzatrice di cacce al tesoro per i più piccini e di combattimenti con armature medievali.

Il ritorno alle radici fa parte dell’istinto vitale che, innato, si muove in ognuno di noi; ma la conoscenza del terreno in cui affondano queste stesse radici è un privilegio ancora più grande, un regalo destinato a pochi che, grazie a questa iniziativa, viene distribuito a tutti.

 

 

 

 

 

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