Il 16 dicembre, nella Cappella del tesoro di San Gennaro, si è sciolto il sangue di San Gennaro durante la celebrazione in onore del Patrocinio. La Santa Messa, dopo essere stata introdotta dall’Abate Prelato Monsignor Vincenzo de Gregorio, è stata presieduta da Monsignor Nicola Longobardo. Sull’altare erano presenti membri della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, un organismo della città che ha il compito di promuovere il culto del santo, di tutelarne le reliquie e di custodirne i tesori, insieme a Teresa Armato, assessore al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli in rappresentanza del sindaco che è anche il presidente della Deputazione. Il 16 dicembre è la terza celebrazione dell’anno alla quale si accompagna il prodigio della liquefazione del sangue del santo. In questa occasione speciale abbiamo assistito alla liquefazione del sangue di San Gennaro, che da sempre ha funto da buon auspicio per la popolazione napoletana. Il prodigio è stato accompagnato dagli applausi dei fedeli accorsi dalla mattina per unirsi in preghiera con le “parenti” di San Gennaro, che con dei canti hanno esortato il santo a non tardare il miracolo. Alla celebrazione hanno anche assistito il prefetto di Napoli Michele di Bari e Emanuele Filiberto di Savoia.

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Quando si scioglie il sangue di San Gennaro?
| Data | Ricorrenza |
|---|---|
| Sabato precedente la prima domenica di maggio | Traslazione delle spoglie da Pozzuoli a Capodimonte |
| 19 settembre | Giorno del martirio del santo |
| 16 dicembre | Miracolo laico (eruzione del Vesuvio del 1631) |
Napoli e San Gennaro
San Gennaro non è solo il santo patrono di Napoli e della Campania dal 16 luglio 1980, ma è il suo protettore. Nel corso del tempo tra la città e il suo santo si è andato a creare un rapporto indissolubile. Ciò ha fatto in modo che ai fedeli non importasse dare una spiegazione scientifica sulla natura del liquido contenuto nelle due ampolle e del ripetersi di questo evento surreale che si ripete tre volte l’anno. Gli scienziati ipotizzano che si possa trattare di un gel tissotropico che diventa liquido se agitato, anche se non vi è conferma riguardo questa teoria poiché la chiesa non ha mai permesso dei rilievi per preservare la reliquia. La leggenda narra che il sangue è stato raccolto secondo una tradizione che risale al III e al IV secolo di raccogliere in ampolle il sangue dei martiri subito dopo l’esecuzione. Un sangue santo, che alterna stati liquidi e solidi stando in un’ampolla di vetro. Il culto del santo divenne, infatti, presto collegato alla protezione della città da eventi disastrosi, come nel caso di terremoti, epidemie o delle eruzioni del Vesuvio. Vi sono tre momenti durante l’anno in cui il sangue può liquefarsi:
- Il sabato che precede la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle spoglie di San Gennaro per spostarle da Pozzuoli alle catacombe di Capodimonte;
- Il 19 settembre, giorno della morte di San Gennaro;
- Il 16 dicembre, giorno dell’eruzione del Vesuvio del 1631 fermata, secondo credenza popolare, dall’intervento di San Gennaro.
Il miracolo laico
Il 16 dicembre è noto come il miracolo laico e risale al 1631 durante un’eruzione del Vesuvio che minacciava di abbattersi sulla città. I fedeli in un momento di disperazione decisero di affidarsi a San Gennaro portando il suo busto in processione fino a ritrovarsi nei pressi della lava: a quel punto rivolsero la statua verso il vulcano. Leggenda vuole che in quell’istante il sangue si sciolse e l’eruzione si placò fino a fermarsi. Passa alla storia come miracolo laico poiché è l’unico dei tre completamente gestito dalla Deputazione di San Gennaro che dal 1527 custodisce il tesoro per conto del popolo. È bene notare che nonostante la Chiesa cattolica approvi la venerazione popolare, non ha mai definito la liquefazione del sangue un miracolo ma un evento prodigioso.
Fonte immagine in evidenza: archivio personale

