MontesantoArte: la riscoperta del territorio grazie alla Fondazione Donnaregina

MontesantoArte: la riscoperta del territorio grazie alla Fondazione Donnaregina

MontesantoArte, programma promosso dalla Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee, in collaborazione  con Quartiere Intelligente  attrattore e attivatore di pratiche ecologiche, culturali e partecipative, grazie al bando “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura” promosso dalla SIAE Società italiana degli autori e degli artisti, è riuscita a dare un nuovo volto al quartiere Montesanto.

Nel progetto sono state coinvolte quattro giovani e brillanti artiste, Mariangela Bruno, Francesca Borrelli, Elena Mazzi e Valentina Miorandi, le quali hanno avuto come fulcro del progetto il rapporto tra natura-cultura.

Ognuna di loro con idee e progetti molto diversi, usando linguaggi e mezzi molto diversificati e trasversali, hanno dato voce e risalto al quartiere in cui si trovavano.

La Fondazione Donnaregina promuove la cultura attraverso quattro artiste

Mariangela Bruno ha progettato l’istallazione site-specific “The Dot” ossia una sfera tridimensionale posta sul tetto della sede di Q.I. realizzata fondendo due arti tradizionali locali, le luminarie e l’antica tradizione artigianale.
Francesca Borrelli ha realizzato un site-specific Fern’Bookcese fondendo insieme due concetti semplici ma essenziali: natura e cultura.
Elena Mazzi ha ideato il progetto Speech “Karaoke. A che serve parlà si nisciuno te dà aurienza?” utilizzando il confronto Vdiretto con gli abitanti del quartiere, raccogliendo materiale audio visivo mostra gli elementi principali della comunità che costituiscono l’identità di un popolo.
Valentina Miorandi, con il Video-sequel Conkè, realizzato con la diretta partecipazione degli abitanti, fa emergere la vera anima del quartiere e  più in generale della città di Napoli.
Adempiendo a pieno a quello che era l’obiettivo del progetto, le artiste attraverso le loro opere sono riuscite a dare vita a lavori che sono nati sul territorio, con il territorio e per il territorio. Inglobando il territorio, i luoghi ma prima di tutto le persone si è riusciti a compiere quello che è l’aspetto più difficile dei progetti, ossia far in modo che essi siano sentiti.

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