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Eroica Fenice

Street of Naples

“Streets of Naples” di Danilo Marraffino: un racconto audiovisivo in un preciso tempo e luogo

“Streets of Naples”, il nuovo progetto di Danilo Marraffino

Rossana Rossanda in Quando si pensava in grande scriveva: «Queste interviste sono piuttosto liberi dialoghi, colpi di sonda, che raccontano come questo o quel personaggio vedeva il mondo in quel preciso tempo e luogo». La giornalista italiana continua scrivendo: «E quando non si è ragazzi convinti che il mondo sia cominciato ieri, ci sussurrano di che materia siamo fatti, se anche nelle persone più lucide gioca qualche cosa di simile al sogno». Ecco, bisogna partire da qui e distanziarsi da quel sussurro per convincersi di altro, per avere uno sguardo più lungo, per intenderci. Raccontare, in questo modo, diventa una voce che si distingue da quel sussurro degli uomini. Ma qual è il medium più efficace per raccontare ciò che si vede? Quasi per documentarlo. La parola, la fotografia, la sequenza rapida, le immagini?

La scelta di Danilo Marraffino, giovane artista napoletano, cade sull’audiovisivo per “raccontare” la realtà napoletana “in quel preciso tempo e luogo”. L’idea di creare un mosaico culturale partenopeo ha dato luogo al progetto “Streets of Naples” e a detta dell’artista per «fare qualcosa che unisse la mia visione di Napoli nel raccontarla unendo il tecnico all’artistico, creando, così, qualcosa di istintivo con un minimo di struttura. Mi sono inventato questo racconto di un minuto audiovideo con la collaborazione di Gian Paolo Fioretti che cura la musica». Ogni episodio, infatti, non è solo dedicato ad una strada di Napoli, ma ha una sua musica, una base creata da Gian Paolo Fioretti, in arte Mux, proprio per quel minuto di realtà presa singolarmente dalla quotidianità.

“Streets of Naples” di Danilo Marraffino, la dinamicità per raccontare

Danilo per girare Streets of Naples si muove con una camera professionale piccola, senza microfono o supporti, in modo da potere «essere agile senza dare nell’occhio. È tutto a mano per la dinamicità». Inoltre, raccontare qualcosa attraverso le immagini in un minuto è per Danilo una sfida in più, non solo perché ormai ciò che il mondo degli internauti offre è un prodotto visivo estremamente sintetico (questo tipo di procedimento ha intaccato anche la musica), basti pensare alle promo, alle pubblicità. Ma al di là dei social e di questo “range” standardizzato, è qualcosa che si avvicina al pubblico, o alle abitudini del fruitore. La vera sfida è proprio qui: utilizzare un “filtro” standard in modo inedito e certamente non per intrattenere o spingere al consumo.

C’è qualcosa «di più personale, sono i miei occhi, comunque racconto quello che vedo, cercando di far uscire non solo il folklore ma anche la problematica di quella strada. Lo spazio di un minuto permette di raccontare nella giornata nello specifico quello che succede, è un fatto unico». Ad esempio, per l’artista napoletano, via dei Tribunali è via dei Tribunali, con l’affluenza di un turismo lampante «però magari succede qualcosa di unico proprio in quell’istante», proprio quando il medium attualizza e distende quella realtà. Nel video, infatti, il primo pubblicato, si riprende la via nel caratteristico chiacchiericcio e affollamento del centro storico, tra il turismo gastronomico, per la pizza e le fritture, e l’aspetto più superstizioso, misterico.

Ma al contrario, nel video in via Scarlatti, non ne viene fuori solo un affresco “caratteristico”. Al di là degli alberi, dei bambini che giocano sul viale, le famiglie, l’artista di strada e quel tipo di quotidianità tutta «vomerese», «ci sono scritte di saldi ovunque e si entra ed esce dai negozi. C’è questa cosa di consumare, di comprare, di mangiare il gelato. Lì vedevo praticamente la risultante di quello che è il borghese. La fissazione del cane, l’ossessione del mangiare e del comprare. Una caratteristica del residenziale». E d’altronde «ogni quartiere è un microcosmo, è un mondo a s

é», così come Scampia e il viale della Resistenza o via Sanità. Per cui ogni luogo è «un altro mondo, un’altra storia da raccontare e che fa parte delle mille facce di Napoli».

Nello spazio sottostante ai video, Danilo scrive «Streets Of Naples è un racconto in un minuto di alcune delle più belle strade di Napoli. Un itinerario audiovisivo vissuto e visto con gli occhi di chi ogni giorno le vive».  Questo è un monito sottile che invita non solo alla bellezza, ma alla “partecipazione” di quello spaccato di vita, scavalcando, però, i pregiudizi e gli stereotipi che spesso lasciano intravedere molto poco. Ecco perché, a livello comunicativo, l’intenzione di Danilo Marraffino è «far capire anche qualcosa della nostra città a chi viene da fuori e trasmettere la bellezza in qualsiasi forma sia, dalla periferia al residenziale e cercando di capirne anche i pro e i contro. Il quotidiano è diverso, le persone sono diverse» da come i luoghi comuni ce li presentano, e Napoli in tutta la sua bellezza è un crogiolo di esistenze dal sapore di una poesia antica: «Saglieva ‘a dinto Napule, nzieme cu tanta voce,/confusa ‘int’ a na nebbia na luce ‘e tanta lume:/sentevemo ‘e zampogne, c’ ‘o suono antico e ddoce,/ienghere ll’aria, e tutte sti vvoce accumpagnà…» (Salvatore Di Giacomo, Ll’ombra).

“Streets of Naples” di Danilo Marraffino – Via dei Tribunali