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Eroica Fenice

90special: gli anni '90 (non) sono di nuovo tra noi

90special: gli anni ’90 (non) sono di nuovo tra noi

Se si legge “anni ’90“, qual è la prima cosa che viene in mente? Alcuni diranno le boyband, altri il Game Boy, altri ancora l’inchiesta di Tangentopoli e così via. Nel bene e nel male sono decenni che, noi che li abbiamo vissuti, ricordiamo con certo affetto. Eppure nessuna rete televisiva si è mai interessata nel volerli omaggiare con un programma relativo, fino al momento in cui Mediaset non ha dato vita a 90special ..

.. e forse sarebbe stato meglio non farlo.

90special: il museo degli anni ’90

Alla conduzione del programma (che fin da subito ricalca un celebre pezzo dei Lunapop) troviamo la iena Nicola Savino, comandante di una macchina del tempo con a bordo chi in quei decenni era genitore, adolescente, bambino e chi invece era nato alla fine (da qui il sottotitolo “ma che ne sanno i 2000”).

Partiamo subito dai pregi, davvero ben pochi. Di certo va riconosciuto il merito di aver cercato di far respirare a pieni polmoni l’aria degli anni ’90 in ogni singolo aspetto. Basti dare un’occhiata allo studio, addobbato con cimeli dell’epoca (le schede telefoniche, l’album di figurine dei calciatori, una foto di Raffaella Carrà ai tempi di Carramba che sorpresa! e quanto altro), nonché la presenza di simboli della TV italiana dell’epoca come il furgoncino di Stranamore, il microfono del Karaoke di Fiorello e le postazioni del celeberrimo quiz Tira e Molla condotto da Paolo Bonolis. Non mancano poi le esibizioni di cantanti dell’epoca, se si pensa agli Eiffel 65 che hanno riproposto la loro intramontabile hit Blue.

Quanto detto fino ad ora potrebbe indurci a pensare che 90special risulti un’operazione di revival gradevole e carina, capace di toccare il cuore di quelli che hanno vissuto gli ultimi decenni del XX secolo. Ma così non è stato.

Tra tediosi monologhi e triste ignoranza

Il primo punto debole di 90special è rappresentato dagli ospiti. Ci si è dovuti sorbire quasi due ore di monologhi di Fiorello e di Jovanotti. Personaggi di certo rilevanti per i decenni trattati nel programma ma a cui si è preferito dare il ruolo di tappabuchi, mostrando così che gli autori, in fin dei conti, non avevano idee degne di nota.

Il secondo punto, di sicuro il più grave ed intollerabile, è la presenza di ospiti per nulla attinenti al programma: Cristiano Malgioglio (simbolo della tendenza a voler inserire ad ogni costo il fenomeno del reality di turno, dato il suo evidente anacronismo) e il duo Benji & Fede che ha scimmiottato, pardon, cantato sulle note di 50 special dei Lunapop. Una vera delusione che sui social ha scatenato l’ira dei telespettatori, i quali hanno lamentato la mancanza di personaggi, oggetti, spot e di altro materiale che avrebbe reso il programma davvero interessante e godibile.

Un’offesa agli anni ’90 e a chi c’era in quel periodo

Il giudizio che va dato a 90 special non può che rasentare l’insufficienza. Sorvolando sulle poche apprezzabili trovate, il programma è lontano dall’ essere un omaggio a quegli anni. La sensazione è quella di trovarsi davanti ad una disordinata centrifuga di eventi e persone presi a caso e senza un filo logico, che vira  poi nell’odiosa tendenza al trash.

Meglio i nastri consumati delle videocassette, le foto di famiglia quasi sbiadite, le Barbie mancanti di qualche arto, le partite alla Playstation e al Super Nintendo, la divisa di Michael Jordan quando militava nei Chicago Bulls, le lacrime sul rigore sbagliato da Roberto Baggio durante la finale di USA ’94, i videoclip che passavano su MTV, i poster dei Backstreet Boys e dei Take That e Hanno ucciso l’Uomo ragno degli 883 cantata a squarciagola. Mille volte meglio tutte queste piccole cose, che farsi insultare e offendere nell’animo e nel ricordo.

Ciro Gianluigi Barbato

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