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Animali in via di estinzione: come sarà il mondo tra dieci anni?

Provando a immaginare come potrebbe essere il mondo tra dieci anni, un pensiero particolare va agli animali in via di estinzione, che è nostro dovere tutelare. Il benessere di ogni specie, infatti, deriva dall‘equilibrio del Pianeta nella sua totalità.
Di varia natura sono i fattori che minacciano la scomparsa di alcune famiglie animali, tra i quali la distruzione degli habitat, l’inquinamento, il commercio illegale e il bracconaggio, che interessa soprattutto le specie come gli elefanti e i rinoceronti, cacciati e uccisi alla ricerca di materiali preziosi.
Un gravoso fattore di rischio è la deforestazione, operata nelle aree più sensibili del Pianeta, come l’Amazzonia o l’Indonesia, dove gli incendi mettono in pericolo gli orango e i gorilla per dare spazio alle coltivazioni intensive. L’orango di Sumatra, diventato un simbolo, è una delle specie più a rischio dal 2016.
Ogni anno l’IUCN (International Union for Conservation of Nature) stila una Lista Rossa di animali in via di estinzione, denunciando che ad oggi è minacciato il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli.

Il nobile progetto del WWF a difesa degli animali in via di estinzione

L’associazione che si contraddistingue da sempre per la difesa del Pianeta è il WWF, fondata da Peter Scott in onore del panda ospite dello Zoo di Londra. Il WWF ha una forte convinzione: non si salvano le specie se non attraverso la tutela e la conservazione degli habitat naturali.
L’indiscriminata attività umana arreca danni ad ogni parte della Terra, soprattutto nelle foreste tropicali, i cui effetti devastanti provengono dall’inquinamento da deposizioni di ossidi di azoto.
Per ovviare al problema sono state adottate spesso strategie pericolose, come quella di introdurre specie “aliene” (non autoctone) in tutto il mondo, col risultato di sconvolgere un perfetto ecosistema.
La perdita di alcune specie non va sottovalutata solo in termini biologici, ma anche economici e culturali: la tartaruga marina, il gorilla e la tigre veicolano un importante valore ecologico e simbolico. Molte specie, poi, sono fondamentali per il sostentamento di un popolo.
L’obiettivo a lungo termine si propone di stimolare le istituzioni e i singoli enti locali ad avere cura del proprio territorio e del proprio patrimonio animale e vegetale, preservando gli habitat e le vite di milioni di animali.

Un Pianeta da difendere: i fattori determinati dell’estinzione di alcune specie

Il WWF indica una lista di venti animali in via di estinzione, tra cui lo squalo, la tigre, il rinoceronte, il tonno rosso, l’orso polare, la tartaruga e il panda gigante.
La tigre, posizionata al primo posto, si è quasi estinta: quattro specie sono completamente scomparse e oggi ne restano 3000 esemplari. La minaccia maggiore proviene dai cacciatori, che prelevano ossa, organi e pelle per grossi guadagni economici.
La tartaruga liuto, in grado di nuotare per lunghissime distanze, è diminuita drasticamente, da 150.000 a 20.000 esemplari, confondendo la plastica che galleggia nell’oceano col cibo da portare ai piccoli.
Molta preoccupazione desta anche l’elefante indonesiano, a causa della deforestazione, della caccia incontrollata e dei maltrattamenti che subisce, ed è possibile che fra vent’anni questa specie non esista più.
L’orso polare subisce gli effetti del cambiamento climatico e della caccia, al punto da divenire la prima specie di vertebrati in via di estinzione degli Stati Uniti.
Il 50% delle specie di squalo presenti nel Mediterraneo è a rischio estinzione a causa della frode alimentare.
Il panda gigante, uno degli animali più amati da bambini e adulti, è ancora un animale in estinzione, pur avendo nel settembre del 2016 ufficializzato il suo passaggio in categoria Vulnerabile.
A causa del suo valore economico, il tonno rosso è vittima della pesca illegale soprattutto nelle sue zone di riproduzione e in tutto il Mediterraneo.

Molte sono ancora le specie registrate, o in procinto di registrarsi, in un clima di allarme che è impossibile ignorare o sottovalutare.
Gli accordi internazionali hanno avviato politiche per la riduzione di questo fenomeno, ma la speranza è che si trovino soluzioni efficaci abbastanza da assicurare una piena e coscienziosa tutela degli animali in estinzione.