Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Assoluzione per Erri De Luca: il fatto non sussiste

Da oggi Erri De Luca si sente di nuovo un cittadino qualunque.

L’ha affermato lui stesso, dopo essere stato assolto dall’accusa di istigazione a delinquere per aver dichiarato, in un’intervista ad Huffington Post del 2013, di essere a favore dei sabotaggi alla linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione.
Per il giudice, Immacolata Iadeluca, “il fatto non sussiste”.

Erri De Luca aveva manifestato la convinzione che la TAV, sigla con cui si usa definire i treni ad alta velocità, dovesse essere intralciata e sabotata per difendere il suolo, l’acqua e l’aria.

L’accusa, sostenuta dai pubblici ministeri Antonio Rinaudo e Andrea Paladino, aveva chiesto per lui otto mesi di reclusione per aver incitato a commettere reati.
Lo scrittore napoletano non era disposto a farsi censurare, e in questi anni ha continuato a sostenere la tesi precedentemente affermata, tanto che ancora oggi, dopo il processo, ha ribadito il suo inalterato pensiero. “Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità vada intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua”, ha affermato, “ Se quello che ho detto è reato, l’ho ripetuto e continuerò a ripeterlo”.

Erri De Luca: attacco alla libertà di espressione

In questi anni il processo è diventato il simbolo dell’attacco alla libertà di espressione in Italia ed alcuni intellettuali francesi (tra cui Salaman Rushdie, Wim Wenders e Paul Auster) hanno firmato un appello: Liberté pour Erri De Luca.
Lo scrittore ha espresso la sua gratitudine nei confronti delle persone che lo hanno sostenuto sia in Italia che in Francia; questa mattina, appena entrato in tribunale, ha rimarcato che i suoi colleghi stranieri non hanno compreso le ragioni del suo processo.
I lettori affezionati a De Luca hanno creato un movimento di protesta, tanto che è diventato virale l’hashtag #iostoconerri. Con degli striscioni su cui era stampata questa stessa frase i lettori si sono incontrati – diverse volte ed in occasione del processo – in alcune librerie di Napoli, mettendo in piedi quelle che hanno chiamato “letture a sostegno di Erri De Luca”.
Anche alcuni scrittori napoletani, di cui ricordiamo Roberto Saviano e Maurizio De Giovanni, hanno sposato la causa di Erri.
La sentenza della Iadeluca ribadisce il valore dell’articolo 21 della Costituzione.

La “parola contraria” di Erri De Luca su cui tanto si è discusso in questi anni rimane tale

Lo scrittore continuerà ad “usare il vocabolario per esprimere le proprie convinzioni”.

Print Friendly, PDF & Email