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Balconica, quando ‘onna pereta si fa musicista

Balconica non è un semplice evento ma risulta essere un grande momento per la condivisione e interazione tra gli spazi pubblici e privati con una forte e attiva partecipazione degli abitanti di Futani (SA).

Il 10 ottobre la manifestazione giungerà  alla sua seconda edizione e, visti i presupposti dati dal successo dello scorso anno e considerando le energie e l’impegno che si stanno spendendo, si prospetta come esperienza unica e degna di nota, che supererà la semplice visione del balcone come scena per uno spettacolo.

Balconica nacque, per caso, da una vicenda accaduta nella lontana e grande Berlino, ma fin dall’inizio ha superato le distanze per essere subito pensata calzante alle realtà che appartengono ai piccoli centri della provincia salernitana nel Cilento.

Frutto della collaborazione di un gruppo di ragazzi, il Festival è visibile anche come interazione che si crea tra pubblico ed artisti. L’invito ad assistere agli spettacoli è esteso a tutti con un programma vasto ed eterogeneo che avrà inizio dalle 17.00 per terminare ben oltre la mezzanotte. Diciassette saranno i gruppi che si esibiranno ed a salire sui “palcoscenici” e tra i tanti anche volti noti come gli MCCS ed il gruppo “Concertino dal Balconcino”.

A Balconica i balconi del Corso si fanno palcoscenico per decine di musicisti.

Gli abitanti rendono possibile la manifestazione, diciassette le famiglie coinvolte per questa edizione, che cooperando con gli organizzatori, non risultando parte coinvolta bensì totalmente partecipante, ovviamente assieme a chi aderisce al festival.

Per Balconica gli abitanti aprono le loro case lasciando entrare lo spettacolo.

Oltre a mettere a disposizione i loro balconi e la necessaria elettricità, oltre la concessione di sedie e faretti, c’è chi preparerà un dolce, chi preparerà una spaghettata per avere i musicisti come loro commensali, poi chiaramente, ci sarà la moka che farà gli straordinari sulla fiamma soprattutto perché regina indiscussa dell’ospitalità.

Molte delle case che rimangono chiuse in questo periodo oltre “fuori stagione” saranno aperte e vivranno di nuova linfa, donando con i loro balconi, vitalità ed energia a chi sarà presente.

Si comprende come Balconica non esisterebbe senza l’aiuto di tutti.

Sarà ritrovato il momento “cappello”, che al balcone si trasforma in “panaro” calato per raccogliere i consensi monetari da parte di chi assisterà allo spettacolo.

Come per altri eventi, dove partecipare è legato a rivitalizzare, anche per Balconica vale il presupposto “del voler fare”, per dare vita oltre lo spettacolo, mantenere attiva una parte dell’entroterra cilentano per riuscire a restituire ciò che in molte occasioni viene relegato alla “bella stagione”. Comprendere che è importante riuscire a dar luogo ad eventi di tal tipo rappresenta il modo sicuramente più appropriato per ottenere la rigenerazione dei nostri piccoli centri.

Negli anni ’70 e ‘80 il Cilento divenne meta ambita da molti turisti causando una cementificazione spudorata e villana. Negli ultimi anni, il turismo in modalità “locusta”, ed in parte la “crisi”, ha condotto allo svuotamento di quei casamenti tanto ricercati che fruttarono non poco ai soliti noti e che ostacolarono lo sviluppo culturale del luogo. L’entroterra, che più ha subito l’isolamento dalla costa, tanto millantata dai ferragostani, è stato preda del fenomeno consequenziale chiamato appunto svuotamento. In molti, soprattutto quelli che sono cresciuti nei feroci anni ’90, si sono da sempre posti il quesito del “Che fare?” e sembra che le risposte non stiano tardando ad arrivare.

Balconica è una delle risposte.

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