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Eroica Fenice

Nice Leng'ete

Tutela delle donne: la storia di Nice Leng’ete

«Spegniamo il fuoco delle mutilazioni, accendiamo la luce dell’istruzione», queste le parole pronunciate in coro da centinaia di ragazze africane durante il rito di passaggio all’età adulta, proposto da Nice Leng’ete. Il riferimento è alla pratica dell’infibulazione, la mutilazione genitale femminile, praticata ancora oggi in 40 paesi: dall’Africa alla penisola arabica, dal sud-est asiatico all’America meridionale.
Questo sistema nasce nell’antico Egitto ed entra presto a far parte della tradizione dei paesi circostanti. Esso era ritenuto utile a preservare l’illibatezza della donna, resa incapace di provare piacere durante l’atto sessuale. La parola fibula fa riferimento alla spilla che veniva utilizzata per tenere fermo il mantello sulle spalle. In questo caso la “spilla” si aggancia da carne a carne, per tenere cuciti i genitali esterni femminili. Un’orrenda mutilazione considerata un’iniziazione, un rito che fa diventare donne, degne del loro padre. Sono le donne stesse a praticarla ad altre donne, in nome dei valori patriarcali ricevuti e da trasmettere. Le mutilazioni genitali coinvolgono in media ogni anno 3 milioni di ragazze, di cui 40.000 presenti in Italia.

L’infibulazione è dichiarata illegale nella maggior parte dei paesi, prevalentemente musulmani, in cui per secoli si è svolta, a causa dell’invasività della pratica, del dolore fisico, dell’elevato rischio di morte e dei danni psicologici recati alle giovani. Per di più, tale rituale non risulta prescritto da alcuna religione né dovuto a esigenze terapeutiche. La circoncisione femminile è già stata formalmente vietata in Kenya, in Nigeria, in Gambia. In Somalia le Nazioni Unite l’hanno bandita nel 2012. Tuttavia, nel Corno d’Africa, le mutilazioni colpiscono ancora ben il 98% della popolazione femminile. I fervidi sostenitori della tradizione continuano a volerle “tagliate”.

Chi è Nice Nailante Leng’ete?

È chiamata l’alternativa ed è colei che ha dato e continua a dare speranza a migliaia di donne. Nice Leng’ete è un esempio di forza, coraggio e determinazione; è una guerriera, unica voce fuori dal coro nella sua tribù di appartenenza, quella dei Maasai, in Kenya. Orfana di entrambi i genitori, all’età di nove anni si è rifiutata di sottoporsi al taglio ed è scappata di casa. Di lì ha avuto inizio la sua opera di sensibilizzazione sui pericolosi effetti della mutilazione, presso gli anziani delle tribù. Nel 2008 è stata scelta come educatrice di comunità dai capi del villaggio.

All’età di 25 anni, Nice è riuscita a salvare più di 10.500 bambine, grazie ad uno strumento potentissimo: l’istruzione. La donna è diventata una vera e propria icona. Ha partecipato alla borsa di studio “Mandela Washington” per Giovani Leader Africani e ha incontrato il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Oggi collabora con Amref Health Africa (organizzazione sanitaria no profit africana). È impegnata in una serie di progetti dedicati alla saluta materna, infantile e all’istruzione delle ragazze, in giro per il mondo. Nel mese di ottobre ha tenuto conferenze anche a Roma e Milano, a favore della campagna “Diventare Grandi“.

Tutelare le donne

L’obiettivo di Nice Leng’ete non è solo il sostegno delle comunità africane: la sua personale battaglia, oggi, si inquadra in quella più estesa contro la violenza sulle donne. L’infibulazione è solo uno dei tanti esempi di azioni “compromettenti” derivanti da credenze obsolete. In gran parte della società occidentale, vengono considerati traguardi importanti il compimento dei diciotto anni, l’esame di maturità, il primo giorno di lavoro, il matrimonio. Ma in alcuni paesi non è così: il “battesimo” che sancisce l’ingresso delle donne in comunità come quella Maasai, è rappresentato dall’orrenda pratica dell’infibulazione. Per non parlare del diritto di voto non ancora esteso alle donne. Ecco perché il prossimo obiettivo di Nice è proprio quello di impegnarsi in politica, nel 2022.

L’importanza dell’istruzione

Nice Leng’ete è una donna intelligente e colta, che ha avuto il coraggio di trasformare in realtà un desiderio suo e di molte altre donne. Donne non abbastanza coraggiose da reagire, alcune influenzabili a tal punto che la loro mente, offuscata dall’ignoranza, crede che solo sottoponendosi ad un rito così brutale saranno rispettate e troveranno marito. Nice è una ragazza che ama la propria terra, è una giovane donna africana legata alle proprie tradizioni. Per questo motivo continua a battersi per un miglioramento delle condizioni della popolazione africana, per questo ha proposto un nuovo rito di iniziazione: una combinazione di cerimonia tradizionale ed educazione alla salute sessuale e all’istruzione. Per tre giorni arrivano dai villaggi centinaia di ragazzine che verranno “benedette sui libri”.

La tradizione contribuisce a plasmare l’identità di un popolo, caratterizzante ma non determinante: le consuetudini di una comunità non escludono l’istruzione, che è un diritto di tutti, fondamentale per conoscere le tradizioni stesse. È però doveroso guardare avanti per migliorare il tenore di vita della popolazione ed evitare che un culto sovrasti la dignità umana.

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