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Eroica Fenice

Bombe a Manhattan, paura negli USA

In concomitanza con il summit sui rifugiati, la sera del 17 settembre gli USA ripiombano nella psicosi del terrorismo con l’esplosione di un ordigno a Manhattan, il più celebre e popolato distretto amministrativo della città di New York. Le bombe erano due e solo una è esplosa, senza provocare vittime.

Bombe nel quartiere di Chelsea: la ricostruzione

Alle 20:30 (le 02:30 in Italia) una bomba è esplosa nel quartiere di Chelsea, causando il ferimento di 29 persone. Un altro ordigno, situato all’interno di un cassonetto, è rimasto inesploso: le indagini della polizia hanno riferito che entrambe le bombe consistevano in pentole a pressione riempite di schegge metalliche, volte a provocare un gran numero di vittime.

Nel corso della giornata del 19 settembre sono state trovate altri cinque ordigni lungo la stazione ferroviaria di Elisabeth, nel New Jersey. L’FBI ha arrestato cinque sospetti residenti nella stessa cittadina, i quali sembrano collegati al nome del principale sospettato, Ahmad Khan Rahami, un ventottenne afghano naturalizzato americano. La polizia di New York ha diffuso un identikit del sospettato, chiedendo ai cittadini di stare attenti poiché è «armato ed estremamente pericoloso». Quel che ancora non si sa è il movente del fallito attentato. Può trattarsi di un foreign fighter, quanto di un mitomane. Nulla toglie il sospetto che possa esserci una cellula che agisca tra New York e New Jersey.

A rendere più inquietante il tutto è un altro episodio avvenuto pochi minuti prima dell’esplosione a New York. In un centro commerciale del Minnesota un uomo ha accoltellato otto persone in un centro commerciale, al grido di “Allah Akbar. Fortunatamente l’aggressore è stato fermato dalla polizia e i passanti aggrediti non versano in condizioni gravi. La polizia ha però smentito un possibile collegamento tra i due episodi.

Reazioni all’attentato

Subito dopo il ritrovamento degli ordigni il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha affermato che non c’è nessun legame con il terrorismo seppur l’intenzionalità dell’atto. Tuttavia il governatore della città, Andrew Cuomo, ha sottolineato come possa esserci una pista internazionale.

Inevitabilmente, l’attentato ha alimentato la campagna elettorale negli USA e le reazioni dei due candidati alla casa bianca, Donald Trump e Hilary Clinton, non si sono fatte attendere. Il candidato repubblicano ha duramente criticato l’atto: «Nessuno sa cosa stia accadendo ma gente, viviamo in un mondo in cui è meglio essere duri. Dovremo diventare duri, molto duri. Quello che sta succedendo nel nostro Paese è terribile, ma noi diventeremo duri, svegli e vigili. Tutto questo finirà, lo faremo finire». La repubblicana Clinton è molto più cauta: «Stiamo seguendo l’attività degli investigatori. Dobbiamo sospendere il giudizio fin quando non ne sapremo di più». Di sicuro non c’è pace né per gli Stati uniti né per il mondo.

Ciro Gianluigi Barbato

 

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