Caso Almasri – il governo italiano smentisce l’indagine della Cpi

Caso Almasri - il governo italiano smentisce l’indagine della Cpi

Il caso che vede come protagonista Nijeem Osama Almasri, generale libico al vertice della Polizia giudiziaria della sua nazione, ha avuto inizio poco più di un mese fa, il 6 gennaio, giorno in cui ha avuto inizio il suo viaggio europeo. Approfondiamo le vicissitudini accadute nel caso Almasri.

Cronologia degli eventi principali

Data evento Svolgimento dei fatti
6 Gennaio Inizio del viaggio in Europa del generale Almasri
13 Gennaio Spostamento a Bruxelles e successivi viaggi
14 Gennaio Avviso Interpol diramato agli Stati membri
19 Gennaio Arresto a Torino da parte della Digos
20 Gennaio Mancata convalida e scarcerazione per errore procedurale

Cronologia e tappe del caso Almasri

Dopo essersi intrattenuto a Londra per una settimana, il 13 gennaio Almasri si è spostato prima a Bruxelles per poi proseguire il suo viaggio in Germania. Il giorno seguente l’Interpol ha trasmesso un avviso a diversi Stati (tra cui l’Italia), annunciando loro la possibilità che un criminale del suo calibro potesse varcare i confini uno di questi. Pochi giorni dopo essere approdato in Italia per assistere ad una partita di calcio, è stato arrestato dalla Digos a Torino il 19 gennaio scorso. Nonostante la Corte penale internazionale, dopo averne monitorato gli spostamenti, avesse emesso un mandato di cattura internazionale al fine di internare il generale per non essersi opposto ai crimini di guerra e contro l’umanità commessi nella prigione di Mittiga, il ministro della giustizia italiano, Carlo Nordio, non ha né dato indicazioni sulla custodia cautelare, né convalidato l’arresto del generale libico, oltre a non avere informato successivamente la Cpi della scarcerazione di Almasri. Quindi, il signore della guerra libico è stato scarcerato il giorno seguente, formalmente per un “errore procedurale”: nello specifico, l’arresto non è stato convalidato perché la Cpi non aveva in precedenza trasmesso gli atti al Guardasigilli. La vicenda sul caso Almasri si è conclusa con il successivo rimpatriato del generale libico attraverso un volo di Stato, nonostante le richieste di estradizione giunte dall’organizzazione giuridica internazionale.

Indagini e ruolo del governo italiano nel caso Almasri

La Corte penale internazionale dell’Aia ha comunicato la decisione di non voler aprire per il momento alcun fascicolo con l’intento di indagare sull’operato del governo italiano sulla scelta di rimpatriare il signore della guerra libico. L’ipotesi che potesse essere aperto un procedimento penale ai danni del governo italiano per “ostacolo all’amministrazione della giustizia” è stata smentita dall’esecutivo.

La possibilità che potesse essere sporta denuncia contro la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio e il Ministro degli Interni Matteo Piantedosi, con la conseguente apertura di un fascicolo da parte dell’Aia contro i funzionari del governo italiano per “aver abusato dei loro poteri esecutivi e disubbidito ai loro obblighi internazionali e nazionali”, è stata alimentata da una denuncia trasmessa dai legali di un rifugiato originario del Sudan, Lam Magok Biel Ruei. L’uomo ha raccontato agli investigatori delle torture, autorizzate dal generale Almasri, che lui e la moglie hanno subito quando entrambi erano rinchiusi nella prigione di Mittiga. Nella denuncia il richiedente asilo sostiene che, oltre a lui e a sua moglie, innumerevoli membri del gruppo di cui hanno fatto parte sono stati vittime delle più efferate violenze. Tale dichiarazione, ricevuta dall’Ufficio del Procuratore della Cpi, sarebbe stata successivamente trasmessa al cancelliere e al presidente del Tribunale internazionale. Nonostante la traumatica rivelazione, attualmente l’organo giuridico internazionale ha deciso di non procedere all’apertura di fascicoli contro l’Italia, in quanto il procuratore della Cpi per il momento ha deciso di non trasmettere in via ufficiale la missiva del rifugiato sudanese ai giudici. Tramite la smentita giunta da attendibili fonti di governo che hanno commentato la vicenda, il modus operandi della Cpi è stato giustificato dall’ingente numero di comunicazioni che le pervengono quotidianamente. Ognuna di queste deve passare per il vaglio dei giudici della commissione e, solo se ritenuta fondata, può portare all’avvio dell’apertura di un procedimento disciplinare. Tuttavia, questa procedura può richiedere mesi.

Fonte immagine: profilo Facebook ufficiale del PD

Articolo aggiornato il: 29/12/2025

Altri articoli da non perdere
Sommergibile Titan: una tragedia evitabile?
sommergibile titan

Continuano le ricerche del Sommergibile Titan che, dopo 1 ora e 45 minuti dalla sua immersione, ha perso contatto con Scopri di più

Zohran Mamdani, cosa significa la sua vittoria per gli USA
Zohran Mamdani, cosa significa la sua vittoria per gli USA

La sera del 4 novembre (la mattina del 5, secondo il fuso orario italiano) è stata un’ottima serata per il Scopri di più

Tullio Pironti: chiude la storica libreria
Tullio Pironti: chiude la storica libreria

Tullio Pironti: la storica libreria da oltre 40 anni La città di Napoli con dispiacere perde un pezzo di storia Scopri di più

Giuseppe Salvia: il supereroe della giustizia
La storia di Giuseppe Salvia

Giuseppe Salvia e la sua storia rimarranno nei cuori e nelle menti di ognuno di noi. Giuseppe potremmo essere noi Scopri di più

The Attico: il brand che celebra la sensualità e la potenza femminile
The Attico: il brand che celebra la sensualità e la potenza femminile

The Attico è una creazione di Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini, un brand audace che, attraverso capi unici nel loro Scopri di più

L’OIF: cos’è la Francophonie e come funziona
L'OIF: cos'è la Francophonie e come funziona

Come è ben noto, la lingua francese è diffusa in molti paesi ed è frequentemente parlata da circa 321 milioni Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Eliana Errichiello

Vedi tutti gli articoli di Eliana Errichiello

Commenta