Contraccettivi gratuiti in Italia: per chi e dove?

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La contraccezione gratuita in Italia è un diritto ancora a macchia di leopardo. Sebbene esistano iniziative regionali all’avanguardia, l’accesso a metodi contraccettivi gratuiti non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, qualcosa si sta muovendo a livello nazionale e sempre più regioni stanno adottando politiche per garantire una procreazione consapevole e accessibile a tutti. Vediamo qual è la situazione attuale e come orientarsi.

Scheda rapida: Chi ha diritto alla contraccezione gratuita per Regione

Regione Beneficiari principali
Puglia Donne a basso reddito, under 26, post-IVG
Emilia-Romagna Tutte le donne under 26, donne disoccupate (E02/E99)
Toscana Giovani under 26, donne in fascia economica vulnerabile
Lombardia Under 24 (nei consultori), post-parto (fino a 24 mesi)
Piemonte Giovani under 26, disoccupate, lavoratrici colpite da crisi

La novità nazionale: la pillola gratuita per tutte le donne

La notizia più importante del 2023 è la decisione del Comitato Prezzi e Rimborsi (CPR) dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) di rendere la pillola contraccettiva gratuita per tutte le donne, senza limiti di età. Questa misura, che ha un costo stimato di circa 140 milioni di euro all’anno, è attualmente in attesa dell’approvazione finale da parte del Consiglio di Amministrazione dell’AIFA per diventare operativa. Una volta approvata, rappresenterà un passo storico per l’Italia, uniformando l’accesso a livello nazionale.

La mappa della contraccezione gratuita in Italia: dove è già attiva

In attesa della misura nazionale, diverse regioni si sono già mosse autonomamente. La Puglia è stata la pioniera nel 2008, seguita da altre realtà virtuose.

Regioni all’avanguardia Regioni in ritardo o con servizio limitato
Puglia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Toscana, Marche. Abruzzo, Molise, Sicilia e gran parte del Sud Italia.

Chi ha diritto ai contraccettivi gratuiti nelle regioni attive?

I requisiti variano da regione a regione, ma generalmente il servizio è rivolto a specifiche categorie di persone, considerate più vulnerabili dal punto di vista economico o sociale. I beneficiari principali sono:

  • Giovani: ragazze e ragazzi sotto una certa soglia di età (solitamente 26 anni, ma in alcune regioni 24).
  • Donne in condizioni di vulnerabilità economica: donne con esenzione dal ticket per disoccupazione (E02) o lavoratrici colpite dalla crisi (E99).
  • Donne nel post-parto o post-interruzione di gravidanza: per un periodo di tempo limitato (solitamente 12-24 mesi dall’evento).
  • Straniere: donne con tessera STP (Stranieri Temporaneamente Presenti) o PSU (Permesso di Soggiorno per motivi Umanitari).

Quali metodi contraccettivi sono offerti gratuitamente?

L’offerta è ampia e include sia metodi ormonali che di barriera, oltre alla contraccezione d’emergenza.

Tipologia di Contraccezione Metodi Inclusi
Oltre al tradizionale preservativo, metodi ormonali a breve termine Pillola estroprogestinica, cerotto transdermico, anello vaginale.
Metodi ormonali a lungo termine (LARC) Impianto sottocutaneo, spirale ormonale (IUD medicato).
Metodi non ormonali Spirale al rame (IUD), diaframma, preservativo femminile.
Contraccezione d’emergenza Pillola del giorno dopo (ellaOne, Norlevo).

In alcuni casi, le regioni coprono anche i costi di inserimento e rimozione dei dispositivi intrauterini (spirali) e degli impianti sottocutanei.

Come ottenere i contraccettivi gratuiti in Italia: il ruolo dei consultori

Il punto di riferimento per accedere alla contraccezione gratuita è il consultorio familiare. Ecco i passaggi da seguire:

  1. Trova il consultorio più vicino: puoi cercarlo sul sito della tua ASL di competenza.
  2. Prenota un colloquio: l’accesso è solitamente gratuito e non richiede l’impegnativa del medico di base.
  3. Effettua il colloquio e la visita: un ginecologo o un’ostetrica valuterà la tua situazione, ti illustrerà i metodi disponibili e ti aiuterà a scegliere quello più adatto a te.
  4. Ricevi il contraccettivo: a seconda del metodo, ti verrà consegnato direttamente dal consultorio o ti verrà data una prescrizione per ritirarlo gratuitamente in farmacia.

La legge che istituisce i consultori (Legge 405/1975) prevede tra i loro compiti proprio quello di fornire i mezzi per una procreazione responsabile. Tuttavia, la scarsa presenza di queste strutture sul territorio (in media una ogni 35mila abitanti) rappresenta uno dei principali ostacoli a un accesso capillare.

Domande Frequenti (FAQ)

Serve il permesso dei genitori se sono minorenne?
No. La legge italiana garantisce alle minorenni l’accesso ai consultori e alla contraccezione in totale privacy e senza la necessità del consenso dei genitori.

Devo pagare il ticket per la visita al consultorio?
No, le visite e i colloqui relativi alla contraccezione nei consultori pubblici sono gratuiti per tutti.

Se la mia regione non offre la contraccezione gratuita, come posso risparmiare?
Anche se non è gratuita, puoi recarti al consultorio per una visita e una prescrizione. Molte pillole contraccettive hanno un costo contenuto. Inoltre, il profilattico maschile è un metodo efficace ed economico, facilmente reperibile.

Immagine in evidenza: Pixabay

Articolo aggiornato il: 9 Gennaio 2026

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