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armi negli Stati Uniti

Cose da sapere sulle armi da fuoco negli USA

Le armi e la loro circolazione negli Stati Uniti: una questione che, ciclicamente, si ripropone all’opinione pubblica americana  ad ogni tragico episodio di cronaca.

Il possesso di armi da fuoco è espresso all’interno del secondo emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti che recita: “Essendo necessaria, alla sicurezza di uno Stato libero, una milizia ben regolamentata, non potrà essere infranto il diritto dei cittadini di detenere e portare armi”

L’emendamento trova il suo fondamento nello stesso momento storico in cui la Carta costituzionale viene scritta. Il possesso di un arma da fuoco da parte dei singoli cittadini è l’unica maniera che questi hanno per difendersi nel periodo a cavallo tra ‘700 e ‘800 dalle ingerenze delle forze coloniali europee formando milizie locali armate.

Gli Stati Uniti, essendo un’insieme di Stati, non possiede una legislazione uniforme e alcune materie vengono demandate ai singoli Stati, tra cui la regolamentazione del possesso delle armi da fuoco. Esistono però linee guida che devono essere seguite in tutto lo Stato Federale, che rendono necessario:
-l’aver compiuto almeno 21 anni
-essere in regola con il pagamento delle tasse (regola valida soltanto in alcuni Stati)
-frequentare un corso sull’uso delle armi da fuoco
-il controllo del casellario giudiziario (con variazioni nei controlli da Stato a Stato, che rendono il possesso di un’arma più complicato per chi ha precedenti penali)
-fornire le proprie impronte digitali.

Le armi negli Stati Uniti dal punto di vista legislativo

Oltre questi principi la legislazione federale si è espressa più volte riguardo limitazioni su dove, come e quando utilizzare le armi da fuoco. Esistono differenze, ad esempio, sul principio di legittima difesa, che è unanimemente riconosciuto come il fine ultimo della detenzione di un’arma, ma che nella pratica differisce con Stati che riconoscono la legittima difesa come la risposta ad un attacco già effettuato e altri come la risposta preventiva ad un’eventuale aggressione.

Esistono delle deroghe, però, che vengono attuate dai singoli Stati, che in alcuni casi effettuano una differenza tra residenti e non, all’interno dello Stato in cui si acquista l’arma, oppure deroghe all’età minima a cui si può avere accesso alle armi da fuoco: secondo la legge americana il vincolo dei 21 anni può essere abbassato sotto questa soglia nel caso di “minori emancipati”.

Al momento dell’acquisto vengono registrati i dati dell’acquirente e legati all’arma, un modo assai semplice per entrarne in possesso, nonostante questi controlli preventivi avvengano tramite l’incrocio dei dati dichiarati dal futuro acquirente con quelli in possesso dell’FBI. Questi controlli, però, avvengono solamente se le armi vengono acquistate all’interno di armerie, le quali costituiscono solo una delle tante vie legali con cui si può entrare in possesso di un’arma. Per la legislazione americana, infatti, si possono acquistare armi all’interno di fiere apposite, di aree appositamente create in centri di grande distribuzione e da privati.

Per quanto riguarda la circolazione delle armi, in alcuni Stati è più facile girare con un’arma rispetto ad altri, anche se lo Stato Centrale è intervenuto a vietarne la presenza in alcuni luoghi: non è possibile introdurre armi all’interno di scuole, tribunali e edifici amministrativi (esistono anche altri luoghi a cui è applicata la deroga dei singoli Stati).

La diffusione delle armi da fuoco, a quanto pare, è capillare, con 1/3 delle famiglie americane che possiedono un arma, mentre l’Alaska con il suo 60% è lo Stato con il maggior numero di armi da fuoco detenute.

A 21 anni è possibile acquistare una pistola, mentre per chi ha almeno 18 anni può acquistare un fucile ad anima liscia o rigata (comuni fucili da caccia) senza problemi. Tra le armi presenti nel catalogo degli Stati Uniti figurano anche quelle automatiche, come i fucili d’assalto modello Ar-15, versione civile del M-16, utilizzato a quanto pare nelle ultime stragi di cui si è avuto notizia, o di altri fucili come l’M107 comunemente utilizzato dagli eserciti della NATO come arma “antimateriale” dato il calibro estremamente grande. Diversi Stati sono intervenuti regolando il possesso di queste armi, infatti, nello Stato di New York e in Connecticut non è possibile detenere armi automatiche, e in California è vietato l’acquisto di M107 in calibro 50, ma è permesso soltanto in calibri più piccoli.

Nel tempo, più volte si è tentato di limitare il possesso delle armi, e lo stesso presidente Obama ha cercato più volte durante la propria carriera politica di intervenire sull’argomento, ma spesso senza successo. La lobby delle armi, incarnata dalla NFA, National Rifle Association, definita come una delle prime agenzie per la tutela dei diritti civili negli Stati Uniti – infatti, non bisogna dimenticare che, grazie all’inserimento all’interno della carta costituzionale, possedere un’arma da fuoco negli USA è un diritto – si è battuta con l’aiuto sia di repubblicani che di democratici per evitare una stretta sul possesso di armi da fuoco. La lotta di Obama e di chi gli succederà per una stretta sulle armi è solo all’inizio.

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