Cuba sta vivendo una delle crisi turistiche più gravi degli ultimi decenni, e il settore chiave dell’economia nazionale è stato colpito duramente da una carenza quasi totale di carburante per l’aviazione, che ha costretto diverse compagnie aeree a sospendere o ridurre drammaticamente i voli verso l’isola. Secondo misure ufficiali diffuse tramite avvisi aeronautici internazionali, a partire dal 10 febbraio i principali aeroporti cubani hanno comunicato che il carburante per jet non sarà disponibile almeno fino all’11 marzo, un vuoto operativo che ha già provocato cancellazioni e ripercussioni profonde sui collegamenti aerei internazionali.
Crisi carburante Cuba: stato dei voli e compagnie aeree coinvolte
| Compagnia aerea | Stato dei collegamenti | Note operative |
|---|---|---|
| Air Canada | Sospensione immediata | Voli vuoti per il rimpatrio di 3.000 passeggeri. |
| WestJet / Sunwing | Uscita ordinata dal mercato | Vendite sospese e cancellazioni in corso. |
| Air Transat | Sospensione totale | Collegamenti interrotti fino al 30 aprile 2026. |
| Iberia / Air Europa | Operativi con scali | Rifornimento necessario in Repubblica Dominicana. |
| American / Delta | Operativi | Rifornimento al punto di partenza negli USA. |
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La sospensione dei principali vettori canadesi
Il caso più eclatante è quello di Air Canada, che ha annunciato la sospensione immediata di tutti i suoi voli verso Cuba, un mercato che rappresenta storicamente uno dei principali contributori di turismo sull’isola. La compagnia ha dichiarato che, in risposta alla «affidabilità incerta della fornitura di carburante», interromperà l’operatività regolare e invierà voli vuoti verso l’isola per riportare in patria circa 3.000 passeggeri già presenti, offrendo rimborsi e monitorando la possibilità di un ritorno al servizio in primavera.
Anche WestJet e le sue affiliate Sunwing Vacations hanno iniziato una uscita ordinata dal mercato cubano, sospendendo le vendite e cancellando i voli, mentre Air Transat ha confermato che sospenderà completamente i collegamenti fino al 30 aprile 2026, organizzando rotte di rimpatrio per i passeggeri attualmente sull’isola. Insieme, queste tre compagnie canadesi, che formano l’ossatura del mercato turistico tra Canada e Cuba, hanno lasciato decine di migliaia di viaggiatori in fase di rientro anticipato o in attesa di ritorno.
La risposta delle compagnie europee e statunitensi
Rispetto ad altri vettori internazionali, alcune compagnie europee come Iberia e Air Europa stanno tentando di mantenere i collegamenti, ma solo includendo scali tecnici per rifornirsi in paesi come la Repubblica Dominicana, una soluzione che rallenta i tempi di volo e aumenta i costi operativi. I vettori statunitensi, come American e Delta, affermano di poter proseguire per ora i loro voli grazie alla capacità di rifornirsi al loro punto di partenza, ma l’incertezza generale resta elevata.
L’impatto devastante sull’economia dell’isola
L’impatto di queste interruzioni è enorme per l’economia dell’isola. Secondo i dati riportati da agenzie internazionali come Reuters, il turismo rappresenta circa il 70 % del PIL cubano, e il Canada è stato per anni il principale mercato di visitatori internazionali, con oltre 750 mila arrivi nel 2025, nonostante un calo dell’ordine del 12 % rispetto all’anno precedente. Complessivamente, l’isola ha ricevuto poco più di 1,8 milioni di visitatori nel 2025, un dato che rappresenta un calo significativo rispetto ai livelli pre-pandemia e ben al di sotto degli obiettivi ufficiali.
Le conseguenze colpiscono più livelli dell’economia:
- cancellazione di centinaia di voli internazionali;
- perdita di entrate essenziali derivanti dai turisti stranieri;
- chiusura temporanea di strutture ricettive per risparmiare energia;
- difficoltà di accesso ai servizi energetici di base e trasporti per la popolazione locale.
Le cause geopolitiche della crisi del carburante
La crisi del carburante è strettamente collegata alle pressioni esterne che l’economia cubana subisce da anni. Cuba ha storicamente fatto affidamento su importazioni di petrolio e carburante, in particolare dal Venezuela, ma gli approvvigionamenti si sono interrotti negli ultimi mesi a causa di dinamiche geopolitiche e di sanzioni che includono minacce di tariffe verso paesi che forniscono carburante all’isola. Tale contesto ha portato all’attuale situazione di black-out nei rifornimenti, con avvisi ufficiali che indicano una paralisi delle operazioni di rifornimento nei principali aeroporti cubani.
In questo quadro, la decisione delle principali aerolinee di interrompere o sospendere i voli verso Cuba non è solo un segno immediato della crisi del carburante, ma indica una battuta d’arresto cruciale per un settore che l’isola ha considerato per anni il principale motore di crescita economica internazionale. Se le forniture di carburante non torneranno stabili nei prossimi mesi, gli esperti internazionali mettono in guardia che l’effetto a catena sul turismo, sui posti di lavoro e sulla bilancia dei pagamenti cubana potrebbe essere profondo e duraturo.
Articolo aggiornato il: 12 Febbraio 2026
Di Yuleisy Cruz Lezcano

