15 aprile 1912: l’affondamento del Titanic

15 aprile 1912

Il naufragio del RMS Titanic, avvenuto nell’Oceano Atlantico Settentrionale la notte del 15 aprile 1912 in seguito alla collisione con un iceberg e costato la vita ad oltre 1.500 persone, è stato un evento cruciale dei primi anni del Novecento, che ha convenzionalmente segnato un’epoca e introdotto nuove, severe norme sulla salvaguardia della vita umana in mare. 

Ma cosa è successo di preciso la notte del 15 aprile 1912?

Il viaggio e la collisione

Il Titanic salpò da Southampton, in Inghilterra, il 10 aprile e, dopo aver fatto scalo in Francia e Irlanda, puntò la prua verso New York, viaggiando alla velocità di 21 nodi. La sera del 14 aprile, alle 23:40, le due vedette avvistarono un iceberg proprio di fronte alla nave. Malgrado un disperato tentativo di manovra, il Titanic non riuscì ad evitare l’impatto, che provocò un enorme squarcio sulla fiancata. In pochi secondi, milioni di metri cubi d’acqua si riversarono nello scafo, che iniziò lentamente ad affondare.  

Le procedure di salvataggio

Secondo il progettista Thomas Andrews, il Titanic sarebbe affondato nel giro di due ore: di conseguenza, il capitano Edward Smith avviò le operazioni di salvataggio, che non sarebbero tuttavia bastate per salvare le 2.200 persone a bordo. Ai passeggeri di prima e seconda classe fu imposto l’ordine di far salire sulle scialuppe prima le donne e i bambini, lasciando però molti uomini sulla nave. Furono invece trascurati i passeggeri di terza classe, i macchinisti e i fuochisti

Le richieste di soccorso

Nel frattempo, i marconisti Jack Phillips e Harold Bride iniziarono a inviare numerosi SOS alle navi vicine: l’unica che poté intervenire fu la Carpathia, distante 58 miglia. Tuttavia, i soccorsi non sarebbero giunti in tempo, pertanto il destino del Titanic appariva ormai segnato. Mentre lo scafo si inclinava sempre di più, il panico tra i passeggeri cresceva a vista d’occhio e gli ufficiali di bordo furono costretti a sparare dei colpi di pistola in aria pur di mantenere l’ordine. 

Le fasi finali dell’affondamento

Poco dopo le 02:00 del 15 aprile, la prua del Titanic era completamente sommersa, mentre la poppa galleggiò ancora per qualche minuto. Le luci della nave si spensero e nell’oscurità della notte si udì un potente frastuono, segno che lo scafo si era spezzato in due tronconi, a causa dell’enorme accumulo d’acqua. Il Titanic scomparve completamente alla vista alle 2:20 del 15 aprile 1912, quando anche la poppa si inabissò. Delle sedici scialuppe, solo una tornò indietro in cerca di sopravvissuti: circa sessanta persone furono tratte in salvo, le restanti morirono per ipotermia. La Carpathia arrivò sul posto all’alba e trasportò i superstiti fino a New York. 

Le vittime 

Tra le numerose vittime del naufragio del 15 aprile 1912 vanno citate, oltre al capitano Smith e all’ingegnere Andrews, anche il noto miliardario J.J. Astor, l’industriale Benjamin Guggenheim, tutti i membri dell’orchestra di bordo, il marconista Jack Phillips e il primo ufficiale William Murdoch

Il ritrovamento del relitto

Il relitto del Titanic fu scoperto solo nel 1985, da un team di scienziati guidato da Robert Ballard: la notizia fece il giro del mondo, diventando un caso mediatico. Negli anni successivi, sono state svolte altre missioni scientifiche all’interno del relitto, che si sta tuttavia deformando a causa dei batteri e rischia di essere “divorato” nell’arco dei prossimi cinquant’anni.

Il naufragio del Titanic del 15 aprile 1912 è ancora oggi considerato un evento di portata storica: film con incassi pazzeschi, libri, testimonianze e missioni scientifiche ci hanno saputo svelare numerosi aspetti di questa tragedia che ha segnato la storia del Novecento. 

Fonte immagine in evidenza: Wikpedia, Il naufragio in un dipinto d’epoca di Willy Stöwer

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