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Eroica Fenice

Diario di una quarantena. Il rumore nel silenzio

Diario di una quarantena. Il rumore nel silenzio

Ciao Covid-19. È una ventinovenne che ti parla, una ventinovenne alle soglie dei trenta, restia e un po’ timorosa nell’immergersi.

Lo sai che stai mettendo a dura prova cuori, umori e desideri di quanti rimpiangono la libertà di un contatto, di una passeggiata di fronte al mare, di un bacio che sa di universo? Tra queste migliaia di cuori stropicciati c’è anche quello di una ragazza, donna e fanciulla a seconda della Luna. Lei è una sognatrice. Ama volare senza freni, senza direzioni, senza inibizioni. Ama l’arte, in tutte le sue forme. La musica nutre la sua anima, insieme all’amore, con cui e per cui vive. La danza scandisce il tempo, che come un bradipo si trascina lento nel suo cuore, ma a ritmo deciso. La scrittura accompagna le sue giornate, tristi e gioiose, inducendola a vomitare catarticamente quell’oceano di segreti e pensieri, i più reconditi dell’essere.

Lei avverte in sé quell’infinito, quell’immenso che trova spazio in un corpo piccolo, pronto ad esplodere e inondare tutt’intorno di magia e bellezza. Lei sente un’energia, che si propaga dentro e fuori, come in un flusso di onde gravitazionali, brillando come stelle e ardendo come il fuoco della passione.

Ma sai bene, Covid-19, che in un periodo come questo, di ardue restrizioni e limitazioni alla libertà di movimento e contatto, tale incredibile iperuranio dell’anima non può che esprimersi in uno spazio infinitamente più piccolo di quanto possa essere quello del mondo intero o di una grande città.

Ma l’anima di questa ventinovenne è determinata a cercare la luce, anche nell’apparente tunnel di disagio e crisi personale. L’anima di questa eterea sognatrice prende forma in passioni concrete, decidendo di porre la mente al servizio del cuore e il cuore al servizio della mente.

Testarda e viva, solleva i cerotti dalle ferite della sfiducia, decidendo sicura di continuare a concedersi il nutrimento che merita. Qui interviene Lei, oasi nel deserto e cibo in periodo di carestia: la musica.

Ecco che quell’anima bisognosa d’amore e assetata di emozioni che spezzano il fiato rispolvera passioni assopite. Si ritrova lì, davanti a quel vecchio pianoforte, quanto mai inedito ora nei suoi pensieri. Lo scruta, lo sfiora, passando delicatamente i polpastrelli dal nero al bianco dei tasti, producendo suoni delicati alternati a quelli più gravi o acuti. Sfiorando quel magico strumento comincia ad avvertire in sé la primavera del cuore. Nella mente immensi campi, alberi e sentieri si colorano di una caleidoscopica fioritura. Gli uccellini inscenano spettacoli canori, accompagnati dallo scroscio di un ruscello e dal vento che crea con le foglie soavi percussioni.

Ecco che in quell’anima, spesso insicura, a volte un po’ claudicante, si insinua l’orchestra dell’armonia universale, qualcosa di immenso e vibrante pur nello spazio fisico di una stanza. Lancia una sfida con se stessa: riuscire a suonare e cantare I’ll Never Love Again di Lady Gaga e Bradley Cooper, con tutta la bellezza e la forza che ad ogni nota si rigenerano nel cuore. Le labbra cominciano ad emettere suoni incantevoli e le mani intraprendono su quei tasti una danza sempre più abile e consapevole.

Così il rumore squarcia il silenzio assordante di quel marzo 2020 grigio, in preda al morbo e alla morte. Quel rumore è pura e soave melodia, che nutre la stanca e insensibile quiete, trascinata ormai da troppo tempo. Quella musica suonata, cantata e sviscerata interrompe il flusso della tristezza, lasciando entrare la speranza. Quella musica riesce ad accorciare persino le distanze, unendo emozionalmente quel corpo all’armonia cosmica, al mare, alle stelle, alle persone che ama e da cui è amato. Perché quel corpo non si limita ad esistere, al contrario vive, brillando della propria luce. Ma spesso quello stesso cuore dimentica la fiamma che lo alimenta, precipitando nell’oblio dell’angoscia e dell’apatia.

Poi il miracolo, la fiducia nell’ottimismo. Perché andrà bene, e non può essere diversamente. E non occorrono particolari talenti per uscire dal vortice della disperazione. A volte basta indossare degli auricolari, connettersi con la musica migliore che esista, sconvolgere positivamente l’anima, scuotendola, magari con l’intensa musica in 8D, oppio e nutrimento di mente e cuore, quella che lascia i sensi abbandonarsi per un po’, in balia dell’assoluto, di un nirvana che spogli l’anima degli orpelli, del superfluo e del marcio, per ricondurla all’essenza. La musica può questo e oltre. Bandire preoccupazioni, malattie, tedi ed agonie.

L’anima di oggi è una sorta di Horcrux, un pezzetto già grande ma ancora lontano dal ricongiungersi con gli altri, come in un puzzle. Ma la musica, insieme al coraggio e alla determinazione, può riuscire ad aggiungere pezzetto su pezzetto, portando l’anima ancora incompleta allo stadio quasi definitivo di crescita. E quel “quasi” è il segreto di una crescita inarrestabile, destinata ad evolversi instancabilmente, portando quella stessa anima a confrontarsi con la sorpresa e con una vita inedita pronta ad essere percorsa e divorata senza sosta, con la voluttà di chi non rinuncia a nutrirsi di desideri, azioni, sogni e passioni eterni.

Beh, duro Covid-19, in attesa della tua definitiva dipartita, io mi immergo in Lei, in quell’ineclissabile e meraviglioso miracolo, che come un indispensabile respiratore nutre e cura le spirituali ferite della mia anima, donandole ossigeno e rinascita.

 

Foto in evidenza: http://aprendendomusika.blogspot.com/2013/09/jovem-que-estuda-musica-se-torna-adulto.html

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