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Eroica Fenice

Il Faro la Tempesta la Quiete di Ilaria Pastore

Il Faro la Tempesta la Quiete di Ilaria Pastore

Ilaria Pastore, classe 1980, è una cantastorie di origine pugliese nata a Milano che si avvicina alla musica nel 2000. Si occupa di cantautorato, teatro, musica contemporanea ma anche di insegnamento ed eventi dedicati ai bambini.

Fa parte del cast di Mo.dì-L’ultimo inverno di Amedeo Modigliani, nel quale collabora anche alla realizzazione degli arrangiamenti vocali. Con questo spettacolo si è esibita a Milano (una settimana di sold-out la prima stagione al Teatro Leonardo da Vinci), Genova, Lugano e in altre città.

Collabora, inoltre, con lo scrittore e regista Luca Chieregato in uno spettacolo di storia e canzone, dedicato ai bambini.

Ilaria Pastore, infine, è la voce del gruppo Tudìp Ensemble. Con anni di attività ed esperienze alle spalle, il 6 maggio pubblica Il Faro la Tempesta la Quiete, il suo secondo cd.

Il Faro la Tempesta la Quiete di Ilaria Pastore: tra ritmo e malinconia

Le nove canzoni che compongono Il Faro la Tempesta la Quiete si alternano tra quelle più movimentate e ritmiche e quelle più dolci, malinconiche  e lente. Apre il cd Ricordi Migliori in cui Ilaria, con la dolcezza della sua voce, ha il potere di trascinarci nei nostri ricordi, in cui è custodito il faro (sono sempre un punto fermo che ci ricorda chi siamo stati), la tempesta (ricordi distruttivi che, pur volendo, non possiamo dimenticare), la quiete (ricordi che ci daranno sempre serenità). 

Da Jole, più ritmica, che parla di qualcosa che si è perduto e si vuole ritrovare, si passa a Buio Pesto, il buio che si ha quando viene spenta la luce, quando qualcuno va via e si sente quella strana sensazione: la libertà di ricominciareTu Sbufferai ed io mi arrabbierò perché tocca sempre a me capire cosa succederà: istantanee di storie quotidiane, in cui si riconoscono un po’ tutti, momenti in cui qualcosa si perde e altri in cui si resta sempre ancorati a qualcosa, d’altronde sarebbe tutto più semplice se parlassi un po’ con me.

Il ritmo simpatico e movimentato della voce di Ilaria in Polaroid cela in realtà un po’ di malinconia nelle domande che non hanno ancora avuto risposta, in quella foto di qualche estate fa, che il tempo prima o dopo sbiadirà. Compro Oro è una riproduzione, in chiave ironica, dei rapporti nella società di oggi, basati un po’ sull’omertà, un po’ sulle bugie, al punto che la verità non viene più presa in considerazione perché costa troppo.

Il Dubbio è quello stato di incertezza che non ci permette di scegliere, di imboccare un bivio invece che un altro, è quella condizione mentale che non ci fa cercare risposte, eppure a volte il dubbio può essere un luogo meraviglioso. Questo ci insegna Ilaria con la settima canzone del suo disco. Con timbro armonico e cadenza nostalgica Ilaria ritorna, in Va Tutto Bene, a parlare del tempo, quello che troppo spesso si spreca e non ci fa dire ciò che dovremmo o vorremmo, con il risultato finale, uguale un po’ per tutti: ormai è troppo tardi! Chiude il disco Decifrato che allude alle premesse, alla promesse, al presente da vivere, al futuro da non pensare (un classico che non muore mai: Carpe Diem!) e a qualcuno custodito in un posto segreto.

Il Faro la Tempesta la Quiete coinvolge totalmente perché permette di riconoscerci in quelle parole, in quella musica, nella malinconia e perché tutti noi abbiamo qualcuno custodito in un altro posto, un posto segreto dove vorremo stare tutto il giorno.