Il terrificante caso di Novi Ligure: il tragico massacro familiare

Il terrificante caso di Novi Ligure

In una cittadina italiana chiamata Novi Ligure, nel febbraio 2001, avvenne un tragico omicidio conosciuto come il terrificante caso di Novi Ligure.

Erika De Nardo, all’epoca sedicenne, e il suo fidanzato di diciassette anni, Mauro Favaro detto Omar, commisero l’omicidio della madre quarantunenne, Susanna Cassini, e del fratellino undicenne, Gianluca De Nardo. Pare che avessero pianificato anche l’omicidio del padre di Erika, Francesco De Nardo, ma poi decisero di rinunciare quando Omar si ferì durante il delitto. Il terrificante caso di Novi Ligure suscitò molto interesse nei media.

Inizialmente, sembrava che la ragazza fosse l’unica sopravvissuta a una terribile aggressione, così come il padre Francesco De Nardo, che non era in casa al momento dell’accaduto. Erika, con una precisione impressionante e inquietante, sosteneva di aver visto chiaramente i volti degli assassini di sua madre e suo fratello, arrivando persino a disegnare identikit dei presunti killer, ovvero due presunti albanesi che, secondo la sua versione, avrebbero tentato una rapina finita male. Tuttavia, diversi dettagli del terrificante caso di Novi Ligure non quadravano: il perché dei presunti rapinatori sarebbero dovuti entrare in una casa tranquilla con una famiglia che stava cenando, senza alcun segno di effrazione, era sospettoso. Inoltre, l’estrema violenza sugli individui, con 97 coltellate, destava ulteriori perplessità.

Il procuratore capo di Alessandria, Carlo Carlese, ha definito il terrificante caso di Novi Ligure come uno dei più brutali mai visti. Mentre i cittadini di Novi chiedevano giustizia e esprimevano rabbia contro i presunti responsabili albanesi, Carlese portò Erika e il suo fidanzato Omar sulla scena del crimine e li interrogò per diverse ore, lasciandoli soli in una stanza dove una telecamera registrava i loro dialoghi. Durante questa conversazione, Erika sembrava rassicurare Omar dicendo che lei era l’unica testimone e che non sarebbe finito in prigione. Ma la scoperta delle registrazioni svelò un’altra verità: gli assassini erano proprio loro due.

Il 23 febbraio il terrificante caso di Novi Ligure si risolve con l’arresto dei due, una notizia che ha fatto scalpore in tutto il mondo. Gli psichiatri hanno parlato di un legame malato e totalizzante tra i due fidanzati. Erika è stata descritta come fredda, determinata, mentre Omar appariva estremamente fragile e passivo. Sebbene il movente resti oscuro, il piano omicida era stato accuratamente pianificato per giorni, sorprendendo tutti, dato che nulla indicava un epilogo così tragico. In seguito, sono stati condannati: Erika a 20 anni di reclusione, Omar a 16. Nessuno dei due ha ricevuto il riconoscimento di infermità mentale, come il bipolarismo o il disturbo della personalità. Entrambi hanno scontato la loro pena e, grazie agli sconti per buona condotta e indulto, sono usciti dal carcere nel 2010 Omar e nel 2011 Erika.

Dopo aver lasciato il carcere, entrambi hanno avviato un nuovo capitolo della loro vita. A seguito del terrificante caso di Novi Ligure Erika si è sposata e il sostegno del padre è stato cruciale nel suo processo di rinascita. Tuttavia, i due giovani porteranno sempre con loro il peso di questa tragedia, un peso destinato a influenzare il resto delle loro vite. Erika stessa ha ammesso di sognare frequentemente sua madre e di sperare nel suo perdono.

Fonte immagine: Pexels

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