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Eroica Fenice

Lauro di Mario Artiaco

Io, Lauro e le rose di Mario Artiaco

È un libro, Io, Lauro e le rose, dell’esordiente Mario Artiaco, che una volta letto non riesce ad abbandonare la mente del proprio Lettore, ma lascia una traccia indelebile nello spirito e nel cuore.

È una storia dolce ma soprattutto amara: quella di una grande amicizia, nata in tenera età e destinata a durare e a resistere seppure attraverso le prove a cui la vita la sottoporrà; una storia amara, dove non c’è falso buonismo: in scena c’è la vita nuda e cruda.

Lauro, Diego, Raffaele e Mario Artiaco: un racconto autobiografico

Ciò che tocca e scuote soprattutto l’immaginazione del Lettore è che si tratta di una storia autobiografica, quindi di fatti realmente accaduti: “Raffaele” è lo pseudonimo dato a un ragazzo, un amico d’infanzia dell’Autore (che nel libro si identifica in Diego) vittima di violenze fisiche e morali: per sgravare dal peso del suo mantenimento la famiglia povera Raffaele viene affidato alle cure di Don Peppino. L’uomo però con il pretesto dell’aiuto abusa dei ragazzini che gli vengono affidati dalle famiglie povere, povere e quindi spesso incapaci per ignoranza o penuria di mezzi di difendersi. Al segreto della violenza si aggiunge quello dell’omosessualità di Raffaele, che quest’ultimo non vuole rendere nota e che in questo modo diventa arma di ricatto: nessuno deve sapere cosa succede, altrimenti Don Peppino svelerà il segreto di Raffaele, cosa che creerebbe non pochi problemi nell’ambiente chiuso e arretrato di provincia. Nella sua triste esistenza Raffaele non può chiedere e sperare nel conforto della propria madre, che vive nell’ipocrisia e preferisce prima non vedere gli abusi subiti dal figlio e poi il timore del ragazzo di essere tacciato come omosessuale.

Io, Lauro e le rose e il messaggio di speranza

In questo fosco e triste quadro c’è qualcosa di puro e di bello oltre all’amicizia con Lauro, ed è l’amore del compagno di Raffaele, un assistente sociale, che gli starà vicino fino alla fine, e il candore del Protagonista stesso che rimarrà “puro”, non scalfito dai dolori e dalle violenze subite, per una morale di speranza che pervade il Mondo e le persone dentro e fuori del Romanzo.