Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Leandra Romano

Leandra Romano: aggredita, ora è in coma

Leandra Romano, 26enne di Brusciano, la sera del 13 novembre è stata aggredita a Nola con un’ascia e ora è in coma. Quella di Leandra è una delle tante, ormai troppe storie di cui il 25 novembre, la Giornata mondiale contro gli abusi e le violenze sulle donne, è una denuncia.

Giovanissima, la ragazza è attualmente ricoverata al Secondo Policlinico di Napoli, in stato di coma. A ridurla quasi in fin di vita è stato il 22enne nolano Pasquale Rubino, riconosciuto già in passato mentalmente disabile da perizia psichiatrica: fu anche incarcerato con l’accusa di violenze domestiche esercitate su uno dei membri della sua famiglia, la sorella. Venti giorni prima dell’accaduto aveva ricevuto la prescrizione di un trattamento sanitario e una terapia farmacologica, salvo poi vederne il rilascio e l’opportunità di ritornare alla propria abitazione.

I particolari dell’aggressione ai danni di Leandra Romano

Leandra stava rientrando, dopo la fine del turno di lavoro come praticante commercialista in uno studio di Via Pietro Vivenzio a Nola. Piuttosto che recarsi come di consueto alla stazione della Circumvesuviana che l’avrebbe riportata a Brusciano, si è allontanata di un centinaio di metri in attesa di un passaggio a casa promessole da un’amica. L’assalitore, riconosciuto da un’ottantina di testimoni, si nascondeva approfittando della confusione delle bancarelle allestite in onore della festa di San Felice: una volta compiuta l’aggressione in via Napolitano, è scappato a bordo della sua Citroen nera da cui pochi minuti prima era uscito. La fuga l’ha portato alla pizzeria nella quale era impiegato da pochi mesi, con tutta la probabile intenzione di costruirsi un alibi. A incastrarlo sono state non solo le testimonianze con denuncia e comunicazione della targa del veicolo, ma anche il ritrovamento dell’arma macchiata del sangue della vittima all’interno dell’auto del ragazzo, da parte degli agenti di polizia guidati dal primo dirigente Giovanni Mandato, e ora in mano alla scientifica. Una notte d’interrogatori, ma che da quel 14 novembre, in cui l’aggressore è stato arrestato e portato al carcere di Poggioreale, non ha ancora visto una svolta: continua a negare qualsiasi implicazione nella vicenda e qualsiasi tipo di responsabilità. In effetti sembra che la ragazza, Leandra, non la conosca e non l’abbia mai conosciuta: fra le ipotesi vagliate, la più plausibile vedrebbe Pasquale convinto sin dall’inizio che Leandra fosse un’altra persona, ciò lo avrebbe portato a scaricare sulla giovane tutta la sua rabbia e la sua violenza, vedendo nella sua immagine quella che invece la sua mente produceva.

Il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, ha raccolto attorno a sé l’intera comunità, tra cui familiari e amici della 26enne, durante la consueta processione con il busto di San Felice, rivolgendo il proprio pensiero alla povera vittima. Interrotti anche i fuochi d’artificio previsti per manifestare la propria vicinanza e il dispiacere.
«Una ragazza d’oro, una gran lavoratrice che non si risparmiava e che cercava in ogni modo di aiutare la sua famiglia», le parole – riportate sul Mattino – piene di commozione, risentimento e dolore delle persone a lei più vicine.

Guardando alla Giornata contro la violenza sulle donne appena trascorsa, l’effetto che produce è la consapevolezza che una giornata non basta, ma servirebbe ogni momento, ogni istante del nostro tempo, per sensibilizzare ed educare ogni individuo al rispetto, non solo verso il sesso debole, che diviene tale per colpa di chi non sa cosa sia il rispetto della vita altrui, ma anche verso qualsiasi altro essere vivente.
Leandra Romano, come tante, dà corpo a questa voce, e ora bisogna sperare per lei, costantemente.

Print Friendly, PDF & Email