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Eroica Fenice

Mare del Nord, marea del Sud

Olanda, mare del Nord.

È Novembre: l’aria tagliente mi taglia il volto ma non riesce a tagliarmi i pensieri. Mi taglia gli occhi, ma non taglia ciò che essi hanno visto. Mi taglia la bocca, ma fatica a tagliarmi le parole che avrei dovuto dire. Mi taglia le mani, ma nonostante ciò continuo ad aggrapparmi a vetri dai quali ho imparato a non scivolare. Mi taglia i piedi e le gambe quest’aria, ma non sono capace di fermare la mia corsa. Che poi corro, parto, viaggio ma alla ricerca di cosa?

Olanda, mare del Nord

Qui ogni cosa è perfetta. Esistono le corsie per i pedoni, i semafori per le biciclette, a breve esisteranno indicazioni direzionali anche per i pesci in mare. Nei panifici i macchinari ti tagliano a fette il pane, le luci rosse, le luci blu. Funziona bene un po’ tutto, ma è così che funziona la felicità? Mi domando da giorni se questa gente sia felice o almeno lo sia un po’ di più rispetto a me. Io che vengo dal sud Italia, che sono nata e cresciuta in un paese in cui circolano più pecore che macchine. In una famiglia in cui al compimento dei diciotto anni piuttosto che lasciarti partire alla ricerca della tua strada ti stringono sempre più forte a loro, quasi ti costringono a rimanere e percorrere la loro di via perché non importano le carreggiate, non contano quanti siano i posti vuoti in macchina: l’importante è stare insieme. Sono cresciuta in una casa in cui si mangia pane, salsiccia e caciocavallo e ci si alza ogni qualvolta si vuole da tavola, perché la maleducazione è altra, o almeno così mi hanno insegnato. I sani valori che mi hanno inculcato mi hanno resa sana, almeno in parte. Ho sempre avuto voglia di partire, allontanarmi, vedere, conoscere. Ora, ho voglia di tornare.

Olanda, mare del Nord

Oggi c’è il sole a riscaldare questa terra gelida, a illuminare praterie e canali. Oggi c’è il sole a spegnere me. Il sole è uno, è sempre lo stesso, ovunque noi andiamo, fuorché a Napoli. Perché a Napoli quando c’è il sole ogni cosa cambia: cambia l’odore delle strade, l’umore della gente, la velocità con cui i pedoni attraversano a caso. Quando c’è il sole a Napoli muta il colore dei palazzi, il sapore della pizza mangiata per strada. Quando c’è il sole a Napoli i raggi del sole illuminano vicoli eternamente bui, vite condannate a vivere nella notte nera più della pece. Quando c’è il sole a Napoli, sei a Napoli e non puoi desiderar di essere altrove. Quest’acqua pulita dei canali mi fa pensare all’acqua sporca di quella che ormai considero la mia terra. L’odore di mare mi fa vedere il Vesuvio. Napoli, in lontananza. Napoli, un miraggio. Napoli, casa.