Perché la data della Pasqua cambia ogni anno?

Perché la data della Pasqua cambia ogni anno?

Di solito le ricorrenze cadono sempre negli stessi giorni dell’anno, siano essere religiose o civili. Ci sono però anche feste dette “mobili” come la Pasqua che cadono sempre in giorni diversi. La data della Pasqua, infatti, è sempre variabile perché non si basa sul calendario che scandisce le nostre vite, ma sul calendario celeste.

Perché la data della Pasqua non è fissa?

La data della Pasqua cristiana si fissa in base al calendario lunare: cade la prima domenica dopo la prima luna piena dell’equinozio di primavera. Sebbene sempre all’interno dello stesso periodo dell’anno, la data può quindi variare in un intervallo di ben 35 giorni. Ecco perché è una festività “mobile”.

Già all’interno della religione cristiana ci sono due diverse scuole di pensiero. I cattolici e i protestanti seguono il Calendario Gregoriano, mentre gli ortodossi e la maggioranza di Chiese cattoliche orientali segue il Calendario Giuliano.

La storia della data della Pasqua cattolica è legata a quella ebraica. Così come comanda la Bibbia, la Pasqua ebraica è celebrata al tramonto del quattordicesimo giorno del mese di Nisan del calendario ebraico. Siccome gli ebrei, tutt’oggi, utilizzano un calendario i cui mesi durano quanto un ciclo lunare (29 o 30 giorni), la Pasqua ebraica è celebrata in corrispondenza della luna piena del periodo marzo-aprile. Questo calendario prevede che ogni mese abbia inizio la luna nuova, per cui il quindicesimo giorno del mese coinciderà con il plenilunio, in cui la luna risulterà visibile per l’intera notte.

Cambiamenti e riforme

Nei primi secoli la Pasqua cattolica era celebrata semplicemente la domenica successiva alla Pasqua ebraica. Il problema si verificava dal momento che gli stessi ebrei non erano d’accordo sempre tra quando inserire il mese lunare embolismico all’interno del loro calendario per far coincidere il ciclo lunare e quello solare. Da qui molti cristiani iniziarono a convincersi di celebrare la Pasqua nel momento sbagliato e trovarono un loro metodo per calcolare il giorno più importante dell’anno liturgico.

L’algoritmo del calcolo in latino è chiamato “computus paschalis”, più semplicemente “computus”.

Il primo a calcolare in modo diverso la data della Pasqua è stato Ippolito di Roma, teologo e scrittore romano conosciuto come il primo antipapa. Egli sviluppò un ciclo di date pasquali di 112 anni. 112 è multiplo di 28, la durata del ciclo solare. Al termine di ogni ciclo, dunque, la Pasqua si sarebbe ripresentata nello stesso giorno della settimana. Successivamente, la Chiesa di Roma decise di adottare un ciclo di 84 anni, il “latercus”, sempre multiplo di 28 ma astronomicamente più accurato.

In oriente invece Anatolio di Laodicea si rese conto che il ciclo pasquale doveva utilizzare il ciclo metonico basato sull’osservazione che 19 anni solari corrispondono a 235 mesi lunari e a 6940 giorni. Se così non fosse stato, le date del plenilunio astronomico si sarebbero allontanate progressivamente da quelle calcolate con il computus.

Dopo diversi conflitti tra la Chiesa di Roma e quella d’Alessandria si arrivò infine a riconoscere che il ciclo pasquale esatto doveva avere durata di 28×19 anni ossia 532 anni. Il ciclo di 532 anni si diffuse lentamente in Europa e fu utilizzato fino alla riforma gregoriana.

Come si calcola oggi la data della Pasqua?

Dopo così tanta confusione nel 325 al Consiglio di Nicea, interpretando un passo di San Paolo, si stabilì che la Pasqua cade la domenica successiva alla prima luna piena di primavera. All’epoca l’equinozio cadeva il 21 marzo che pertanto divenne la data di riferimento.

Di conseguenza, la Pasqua ricade sempre nel periodo dei 35 giorni compresi tra il 22 marzo e il 25 aprile.

Supponendo i casi estremi, se il plenilunio di primavera si verificasse il giorno dell’equinozio stesso (21 marzo) e di sabato, allora Pasqua sarà il giorno immediatamente successivo. Se invece il plenilunio cedesse il 20 marzo, bisognerà aspettare il plenilunio successivo (ossia 29 giorni), arrivando al 18 aprile. Nel caso in cui il 18 aprile fosse domenica, la data della Pasqua slitterebbe alla domenica ancora successiva, ovvero al 25 aprile.

A cascata, sono stabilite tutte le date delle altre feste mobili legate al periodo pasquale: la Pentecoste, 50 giorni dopo Pasqua, le Ceneri 47 giorni prima, e così via.

Nonostante siamo arrivati ad una conclusione con una regola ben precisa che stabilisca la data della Pasqua, è chiaro che non è così per tutte le religioni cristiane. Ancora oggi la data è calcolata usando il Calendario Giuliano dagli ortodossi, quello Gregoriano da protestanti e cattolici.  Di conseguenza nel calendario Giuliano il periodo in cui potrebbe cadere la data della Pasqua è quello che va dal 4 aprile all’8 maggio.

È interessante notare che non sono solo le feste mobili a dipendere dagli eventi astronomici. In realtà nelle feste religiose anche il Natale cade a pochi giorni del solstizio di inverno. La Pasqua è invece legata all’inizio della primavera. Sono quindi le stagioni a scandire in qualche modo anche le date delle ricorrenze cristiane più importanti.

Seguendo il metodo di calcolo spiegato, nel 2022 Pasqua sarà il 17 aprile, nel 2023 il 9 aprile, mentre nel 2024 il 31 marzo.

Fonte immagine: Pxhere

A proposito di Federica Grimaldi

Ventenne appassionata di arte e letteratura. Entra a far parte del team di Eroica per dedicarsi alla stimolante attività della scrittura.

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