L’ignoto è una delle paure più recondite che da sempre affligge il genere umano. Fin dall’antichità, l’uomo tenta di dare un senso all’inspiegabile per posizionarsi consapevolmente all’interno della narrativa dell’esistenza. La conoscenza orienta nella storia creando contesti stabili, riproducibili all’infinito, e le cornici entro cui si collocano gli uomini svolgono la funzione di rispondere direttamente al bisogno di vedere e prevedere. Il vasto corpus mitico, il fiorire delle religioni e la scienza che si interroga sui processi che governano l’universo rappresentano lo sforzo di mettere ordine là dove la coscienza razionale non riesce. Introducendo il concetto di una narrativa leggibile e condivisa, in una certa misura l’ignoto diventa prevedibile e, in retrospettiva, meno destabilizzante.
Principali casi di persone scomparse ancora irrisolti
| Nome del caso | Data della scomparsa | Luogo | Stato attuale |
|---|---|---|---|
| Amy Lynn Bradley | 23 marzo 1998 | Crociera nei Caraibi | Irrisolto (possibile tratta) |
| Andrew Paul Gosden | 14 settembre 2007 | Londra, King’s Cross | Irrisolto (nessuna traccia) |
| Mirella Gregori | 7 maggio 1983 | Roma, Porta Pia | Irrisolto (connessioni oscure) |
Indice dei contenuti
L’illusione del controllo permette alle culture di addomesticare la paura dell’imprevedibilità attraverso categorizzazioni finite e, siccome l’uomo si riconosce per categorie, che cosa succede quando è una persona a scomparire nel nulla?
Il fenomeno delle persone scomparse è una realtà che tocca ogni società moderna. A livello globale si stima che i numeri oltrepassino pericolosamente la soglia dei 284.000 casi registrati, con un aumento del 70% negli ultimi cinque anni, dovuto alle conseguenti crisi umanitarie dei conflitti armati. Se da un lato le statistiche dimostrano che la maggior parte delle persone scomparse viene ritrovata entro un arco di tempo relativamente breve, dall’altra ogni sparizione mai chiarita rappresenta una frattura all’interno delle reti relazionali quotidiane. È in questo spazio che la paura dell’ignoto si interseca con la figura tangibile dell’assenza, perché quando una persona svanisce nel nulla, l’evento non offre alcuna conclusione accettabile: la vita resta sospesa e il futuro diviene instabile.
Di seguito, tre casi internazionali di persone scomparse, ad oggi, purtroppo, ancora irrisolti.
Il caso Amy Lynn Bradley

È il 21 marzo 1998 quando la nave da crociera Royal Caribbean’s Rhapsody of the Seas salpa da San Juan in Porto Rico per dirigersi verso le isole dei Caraibi. A bordo, tra i vari passeggeri è salita Amy Lynn Bradley, con la prospettiva di godersi una piacevole vacanza in compagnia della sua famiglia. Amy ha 23 anni ed è originaria della Virginia e, in quel preciso momento, sta attraversando una fase particolarmente felice della sua vita dopo aver concluso gli studi universitari.
L’ambiente a bordo è gradevole, l’atmosfera conviviale e il 23 marzo Amy e suo fratello Brad si convincono a prendere parte ad una festa organizzata nel nightclub della nave. I registri elettronici delle serrature dimostrano che il divertimento è proseguito fino a notte inoltrata, portando Brad a tornare in cabina alle 3:35 del mattino, seguito da Amy circa cinque minuti dopo. Brad va a letto, mentre Amy si dirige sulla balconata per godere della brezza marina, dove suo padre la riscopre addormentata qualche ora dopo, tra le 5:15 e le 5:30. Deciso a non disturbarla e consapevole dell’abitudine che Amy aveva sviluppato durante i pochi giorni dall’inizio della crociera, Ron constata che non ci sia nulla che non vada, si sente sereno e quindi torna a dormire. Mezz’ora più tardi, della presenza di Amy sul balcone rimane solo il suo paio di scarpe, così come tutti gli altri oggetti personali in suo possesso.
La ricerca di Amy da parte della famiglia è spasmodica, ma lo stesso non si può dire del personale di bordo. Lo staff rifiuta di annunciare la scomparsa di Amy per non turbare l’umore degli ospiti e lascia anche che la nave attracchi regolarmente al porto di Curaçao, permettendo la libera scesa di 2400 passeggeri e 765 membri dell’equipaggio. Secondo gli inquirenti, questo è stato ciò che ha profondamente compromesso il corso delle indagini – e che puntualmente accade di fronte a casi di persone scomparse.
La risposta delle autorità ha visto la Coast Guard di Curaçao impegnata in ricerche via mare e via terra che si sono rivelate in seguito improduttive, così come a niente è servito l’intervento dell’FBI. Tuttavia, la pista più persistente, che negli anni ha prodotto un piccolo numero di prove e avvistamenti, vede Amy come vittima della tratta di esseri umani nei Caraibi. Presumibilmente, Amy pare essere stata avvistata in un bagno pubblico un mese dopo la sua scomparsa, in una situazione di trattenimento forzato. Successivamente, le testimonianze rimandano a bordelli di Curaçao e un avvistamento presso una spiaggia locale in compagnia di due uomini dagli atteggiamenti sospetti. Inoltre, nel 2005 la famiglia Bradley riceve un’e-mail anonima contenente le foto di una donna pubblicate su un sito di prostitute caraibico e l’analisi biometrica sembra suggerire che potrebbe trattarsi proprio di Amy.
Ad oggi, Amy risulta ancora nella lista delle persone scomparse e, per chiunque abbia qualsiasi tipo di informazione, l’FBI continua a offrire una ricompensa di 25.000 dollari.
Il caso Andrew Paul Gosden

A Balby, sobborgo di Doncaster situato nel South Yorkshire, vive Andrew Paul Gosden, un quattordicenne riservato, profondamente riflessivo e con una naturale propensione per la matematica. Dal rendimento scolastico brillante e selezionato per un programma di merito per studenti eccellenti, probabilmente da grande studierà all’università di Cambridge, ma nel frattempo si gode la compagnia di sua sorella, predilige l’heavy metal e rifugge da ogni forma di tecnologia che non sia correlata alle sue console di gioco. La sua cerchia di amici è ristretta ma significativa, anche se i contatti non sfociano mai al di fuori del contesto scolastico – non essendo Andrew in possesso di un telefono cellulare, e la maggior parte del suo tempo libero preferisce trascorrerlo in casa a leggere libri di un certo spessore culturale.
È la mattina del 14 settembre 2007 e in casa Gosden si respira un’aria insolita. Il diligente e meticoloso Andrew, per la prima volta in tutta la sua carriera scolastica, rischia di fare tardi a scuola. Apparentemente, quella per lui è stata una notte inquieta, che al suono della sveglia gli ha reso difficile alzarsi dal letto e incominciare a prepararsi per la giornata. Andrew è di cattivo umore e c’è qualcosa che lo turba visibilmente, nota sua madre, ma, nonostante ciò, il mattino discende rapidamente nella sua solita e ordinaria routine. Intorno alle 08:05 circa, dopo aver fatto colazione, Andrew apre la porta di casa, saluta i genitori e vestito dell’uniforme scolastica si incammina verso la fermata dell’autobus. Il ragazzo detiene il record del 100% di presenze a scuola; tuttavia, qual giorno qualcosa è destinato a incrinarsi.
Una telecamera lo riprende mentre si avvicina a un’ATM per prelevare 200 sterline dal suo conto bancario – che ne conta 214, per poi dirigersi immediatamente verso casa. Una volta dentro si cambia d’abito, indossando una maglietta degli Slipknot e dei jeans neri. All’interno di una borsa a tracolla inserisce il portafoglio, le chiavi di casa e la sua PlayStation Portable, lasciando consapevolmente indietro il passaporto, vestiti più pesanti e il caricatore della PSP. Alle 9:05 del mattino, la telecamera del vicino lo riprende nuovamente lasciare l’abitazione e dirigersi lungo Littlemore Lane in direzione della stazione di Doncaster, dove alle 9:17 acquista un biglietto di sola andata verso Londra. Circa un’ora e cinquanta minuti dopo, Andrew arriva alla stazione di King’s Cross e le telecamere di sicurezza lo riprendono uscire dalla stazione nel marasma generale di persone. Questa sarà l’ultima volta che la sua immagine verrà immortalata su video, da quel momento in poi Andrew sparirà nel nulla senza lasciare alcuna traccia.
Quando le persone scomparse svaniscono nel nulla, la tempestività è la chiave per risolvere l’enigma ed è esattamente la mancanza di ciò che la famiglia Gosden recrimina alla polizia. Le indagini sulla sparizione di Andrew vengono avviate in ritardo in quanto il caso non viene fin da subito trattato come una scomparsa ad alto rischio. Gli inquirenti ipotizzano dapprima una fuga volontaria dettata da qualche diverbio familiare in particolare, rallentando considerevolmente l’attivazione dei protocolli d’urgenza. Inoltre, quando è stata notata l’assenza di Andrew a scuola, per un errore nella digitazione del numero di casa Gosden il personale ha notificato le persone sbagliate, portando i suoi genitori ad accorgersi della sua scomparsa solo verso l’orario di cena e innescando così un effetto domino sul conseguente risvolto nelle ricerche. Nei vari anni si sono susseguiti avvistamenti che non hanno portato a nulla di concreto, così come le varie piste indagate dalla polizia – adescamento, aggressione casuale, sfruttamento sessuale minorile. Tutto ciò che di tangibile resta è il conto in banca di Andrew che dopo dieci anni di non utilizzo è caduto in disuso e la sua PSP che non si è mai più connessa a Internet dal 14 settembre 2007.
Il caso Mirella Gregori

Il 7 maggio del 1983 la giornata è scandita dallo scorrere delle solite attività quotidiane nel quartiere Trieste. Lungo via Nomentana, zona centrale di Roma, Mirella Gregori, giovane ragazza di 15 anni, sta passeggiando con la sua amica Sonia De Vito dopo la fine delle lezioni. Trattenutasi al Bar Italia – Pizzeria da Baffo, dove le due hanno chiacchierato del più e del meno, Mirella intorno alle 14:00 saluta l’amica e si dirige verso casa, situata proprio sopra il suddetto locale.
L’orologio legge le 15:20 circa quando Mirella esce nuovamente di casa. Qualcuno aveva precedentemente suonato al citofono, al quale era stata Mirella stessa a rispondere. Dall’altro capo della cornetta, l’interlocutore sembrava restio a comunicare la propria identità, tanto che la madre dice di aver sentito la giovane ragazza esclamare «Chi sei? Se non mi dici chi sei non scendo!». Successivamente, la voce si identifica come Alessandro, un vecchio amico delle medie e per il quale Mirella aveva provato – e probabilmente continuava a provare – dei sentimenti. Alessandro le chiede un appuntamento e le dice di incontrarsi alle 15:30 al monumento al bersagliere di Porta Pia e Mirella quindi si cambia la maglia, aggiusta il rossetto ed esce di casa in tutta fretta. Alla madre dice «Torno tra dieci minuti.» prima di andare via, lasciando dietro di sé la borsetta, i suoi oggetti personali e un vuoto che dura ormai da 42 anni.
Ancora una volta, le indagini vengono ufficialmente avviate con notevole ritardo, tanto da pregiudicare irrimediabilmente il loro naturale deflusso. I movimenti di Mirella non vengono tracciati, né sono isolate le sue ultime frequentazioni e mai si scoprirà la vera identità del sedicente Alessandro. Negli anni successivi alla sparizione, telefonate anonime associano la sparizione di Mirella all’ambiente del crimine organizzato e al caso Emanuela Orlandi, ma nessuna informazione porta a un riscontro concreto e molte chiamate finiscono per rivelarsi depistaggi.
Attualmente, Mirella Gregori fa ancora parte degli oltre 63.000 casi italiani di persone scomparse ancora tristemente irrisolti.
Spazi liminali
I casi di persone scomparse disorientano e perturbano perché interrompono la narrativa leggibile per categorizzazione, in quanto risulta impossibile stabilire che cosa sia successo e se la storia sia realmente conclusa. Se non c’è una narrazione che può definirsi chiusa, le sparizioni senza lasciare traccia si immergono nello spazio dell’ignoto che l’uomo non sa come abitare, costringendo familiari e amici a vivere di incertezza e inquietudine. A differenza di una tragedia annunciata, le persone scomparse non producono un corpo da piangere, ma occupano uno stato liminale in cui oscillano contemporaneamente tra la vita e la morte. E finché non c’è chiarezza, l’ignoto non solo continua a terrorizzare, ma diventa anche una condizione con cui dover imparare a convivere.
Fonte immagine di copertina: Pixabay

