Polonia: il diritto all’aborto nel cuore dell’Europa delle tutele

Polonia

La Polonia e il diritto all’aborto.

È entrata in vigore dopo mesi di fuoco e protesta, in Polonia, la norma restrittivissima contro l’aborto non consentito per malformazione del feto e che resta praticabile ora solo per casi di incesto, stupro o per evidente stato di pericolo della madre. Un giorno, viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale polacca una legge, nel nulla, in mezzo al caos, in sordina perché c’erano state così tante polemiche prima che era impossibile farlo diversamente. Un divieto enorme, caduto sulle teste delle donne della Polonia, nel cuore dell’Europa delle tutele, quasi a ciel sereno.

Un assalto confezionato alla bell’e meglio contro la libertà dei cittadini e un passo rilevante verso svolte autoritarie e dispotiche da parte del governo. Eppure può sembrare una cosa da niente, svegliarsi ed essere privati di un diritto legittimo, già ampiamente leso e ora completamente ridimensionato e declassato. E può sembrare pure da niente che lo si faccia in un posto dove la storia ha insegnato più che agli altri posti e che all’improvviso si scordi ogni lezione strada facendo (eppure era ieri che si commemoravano i crimini contro l’umanità che si badi bene, non erano venuti fuori dal nulla, ma da un raduno di libertà).

La verità è che non si tratta di una cosa da niente, non si tratta, prima di tutto, di cose, ma di persone. Di donne, con davanti un dolore immenso, che ora sono allo sbando, ai margini di una società, che parla di diritto alla vita e poi fa di tutto per renderla meno facile, più clandestina, sottomessa, senza scelte. Ed è paradossale perché a pensarci il partito di Destra polacco, Diritto e Giustizia (PiS) sostiene di combattere per il diritto alla nascita. Ma per ribadirne un principio ne calpesta un altro, lo stronca sul nascere, neanche dà il beneficio del dubbio. Non è un cortocircuito venuto fuori malissimo? Ora con la forma di una legge, fatta e inamovibile, che può essere contestata ma purtroppo rimane lì e nessuno delle voci grosse si scomoda per dire che è ingiusto e che anziché un passo avanti, si è un passo anni luce dietro.

Per quanto si voglia dire o fare, interrompere una gravidanza è una possibilità, per quanto travagliata, che dev’essere tutelata. Ognuno, indistintamente crede nel diritto alla vita e lo difende. Però per difendere la vita non si deve per forza, davanti a una situazione tanto estrema, progettare l’esistenza di un altro a tavolino senza neanche pensarci due volte.

Immagine: LifeGate

About Rita Salomone

Scrivo cose e parlo tanto. Mi piace Forrest Gump (anche se sono nata quattro anni dopo il film) e nel tempo libero studio filologia a Napoli. Bella storia la vita come scatola di cioccolatini.

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