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Scozia, quali prospettive per un nuovo referendum?

Scozia, quali prospettive per un nuovo referendum?

Lunedì scorso, la leader dell’esecutivo scozzese, Nicola Sturgeon, ha annunciato che la Scozia intende promuovere un nuovo quesito referendario per determinare l’uscita o meno della Scozia dalla Gran Bretagna. Tale proposta deriva dal malcontento diffuso, sul territorio scozzese, in seguito ai risultati della Brexit, con il quale la Gran Bretagna ha formalmente espresso la sua volontà di uscita dall’Unione Europea.

I recenti avvenimenti sembrano, infatti, dimostrare come la Scozia sia rimasta fortemente contrariata da un’eventuale uscita dall’Unione e di conseguenza dalle logiche del mercato Unico Europeo. Le risorse economiche del Paese ne risulterebbero danneggiate, sia sotto il profilo delle esportazioni che sotto quello delle importazioni e l’egemonia del Parlamento di Londra sul solitario esecutivo scozzese risulterebbe schiacciante.

La Scozia rimarrebbe, dunque, isolata e con il solo supporto del Regno Unito in un panorama geopolitico come quello di oggi in cui gli Stati-Nazione rivendicano le proprie sovranità nazionali.

Una scelta per il futuro che rievoca il passato della Scozia

A onor del vero, la Scozia si è già trovata di fronte a questa scelta, se rimanere o meno nella Gran Bretagna, e l’ha fatto anche piuttosto di recente: era infatti il 2014 quando il Paese già si trovava a dibattere a favore del leave o del remain nel Regno Unito, determinando alla fine di restare a far parte dello Stato di Sua Maestà.

Ma il 2014 è stato l’anno che ha anticipato una serie di terremoti geopolitici che hanno mutato alla radici gli equilibri statali sotto una prospettiva globale. La Gran Bretagna nel 2014 aveva solo parzialmente vagliato l’ipotesi di un referendum di uscita dall’UE e le correnti del populismo non soffiavano forti come negli ultimi due anni.

Non è un caso che più del 60% della popolazione scozzese abbia votato nel recente referendum sulla Brexit a favore del remain, avendo di conseguenza consistentemente valutato come centrale la partnership europea ed il suo ruolo di interlocutore determinante come organizzazione regionale.

Una nuova proposta di indire un referendum Scoxit parrebbe, in tal caso, giustificato alla luce di nuovi interessi economici e politici che si sono venuti a creare e di un mutamento delle circostante evidente come quello del fenomeno Brexit.

Le trattative col governo inglese sono ancora lontane, ma la Scozia è risoluta nelle sue idee: restare europei, distaccarsi dalla Gran Bretagna e sancire formalmente la nascita dello Stato scozzese è tutt’altro che una prospettiva priva di fondamento, anzi: è il segnale chiaro di una Scozia che vuole ancora giocare le sue carte migliori per essere finalmente considerato come un agente statuario distaccato dalla Corona inglese.