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Eroica Fenice

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Scuola: il contributo volontario obbligatorio

A Torre del Greco, provincia di Napoli, si verifica l’ennesimo scandalo nelle scuole. Il preside dell’istituto comprensivo Sauro-Morelli, Gennaro Di Martino, annuncia una bizzarra delibera del consiglio d’istituto che ha reso obbligatorio il versamento di 15 euro l’anno per ogni iscrizione alla suddetta scuola.
Tuttavia, la scuola non ha alcun diritto di rendere obbligatorio ciò che per legge è volontario, anche un contributo volontario, insinuandosi quindi nello sterminato campo dell’illegalità.
Dopo le mille segnalazioni fatte, il Ministero ha infatti più di una volta ribadito (ad esempio nella circolare ministeriale numero 593 del 07/03/2013) il carattere facoltativo di tale contributo, ammonendo le scuole che agendo contro questo principio di legge, minano la fiducia delle famiglie nelle istituzioni e violano il diritto allo studio garantito dalla costituzione.

È stato inoltre specificato che i consigli d’istituto non possono in alcun modo obbligare a pagare il contributo volontario, soprattutto in riferimento all’articolo 23 della Costituzione, in base al quale nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta, se non in base alla legge.
Ciononostante, a colpire l’opinione pubblica, oltre che l’ossimoro volontario obbligatorio, illegalmente vestito di legalità, sono le minacce, continue, che subiscono le famiglie degli studenti.
Nel caso in cui la famiglia si rifiutasse di versare i soldi richiesti (che oscillano dai 15 euro, come nel caso della scuola torrese, ai 150/200 di altri istituti) lo studente potrebbe perdere, secondo le parole degli interessati, il diritto a partecipare a laboratori, gite, progetti, ad usufruire di carta igienica o acqua, e ad avere un voto in condotta differente dal sette (secondo il principio in base al quale non pagare significa non avere una buona condotta). Inutile sottolineare anche l’illegalità e l’infondatezza di questi assurdi ricatti.
Rassicuriamo dunque le famiglie che hanno la sfortuna di aver iscritto o di voler iscrivere gli studenti nelle scuole coinvolte da questo scandalo, ribadendo il loro diritto al rifiutarsi di pagare tale somma senza temere alcun tipo di ripercussione sul ragazzo. Le istituzioni invitano inoltre le suddette famiglie a denunciare le scuole e il personale scolastico che si macchia di questo crimine.

Le vane giustificazioni intorno al contributo volontario obbligatorio

Il motivo che sta alla base di queste assurde rivendicazioni di diritti da parte delle scuole nasce dalle difficoltà economiche che quest’ultime sono costrette ad affrontare. Tuttavia, il fine non giustifica i mezzi e non possono essere le famiglie, in situazioni economiche critiche o meno, ad essere costrette a sopperire alla mancanza di sensibilità del sistema politico.
Il contributo volontario rimane volontario e così sarà fin quando la legge non cambierà forma e contenuto.
Di obbligatorio c’è solo il rispetto della legge e la legge, almeno in questo caso, parla chiaro.
Il diritto allo studio non è in vendita, non in Italia, non oggi, non nelle nostre scuole.