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sonda Rosetta

La sonda Rosetta: cronaca di un’avventura

Nell’ultima settimana gran parte della nostra attenzione è stata focalizzata dalla sonda Rosetta che ha da poco esaurito il suo compito, almeno per il momento. Ora che questa prima fase è terminata possono essere già tirate alcune somme sulla missione.

La missione di Rosetta era difficile, qualcosa che non era mai stato tentato prima, lanciare una sonda verso una cometa e farla atterrare su di essa. La missione svolta dall’Ente Spaziale Europeo, ESA, raccoglie il testimone di un precedente progetto della Nasa naufragato per problemi economici e tecnici alla fine degli anni ’70. Dopo varie vicissitudini e studi sulla fattibilità della missione, si è arrivati alla partenza agli inizi del nuovo millennio. 

Il viaggio della sonda Rosetta inizia il 5 maggio 2014

La missione Rosetta partì con il lancio della sonda il 5 Maggio 2004. La finalità del progetto era di arrivare presso la cometa 67P/Churyumov Gerasimenko, porsi in orbita attorno ad essa, lanciare il lendar Philae che si sarebbe occupato di rilevamenti al suolo con il proprio laboratorio “in loco”, inviare i dati alla sonda Rosetta in orbita che poi li avrebbe inviati a Terra. (nell’immagine foto in successione dell’avvicinamento alla cometa)

Prima di arrivare alla cometa, Rosetta in questi 10 anni che passano tra il lancio e l’arrivo a destinazione, ha svolto diversi compiti di mappattura e rilevazione dei diversi corpi celesti incontrati, documenta la morfologia di asteroidi ed effettua il sorvolo di Marte e la Terra per sfruttarne l’effetto fionda ed essere lanciata verso la propria destinazione.

Nel Settembre del 2014 venne raggiunta la destinazione e scelto il luogo dell’atterraggio, denominato Agilkia. Il 12 Novembre il lander Philae venne sganciato da Rosetta e inviato sulla cometa. Dopo un viaggio rallentato di quasi 10 ore, il lander atterrò, ma nel posto sbagliato. A causa di un errore tecnico Philae atterrò in un cratere poco lontano dal luogo designato, la sua nuova posizione gli impedì di ricaricare le batterie con i pannelli solari, perchè localizzato in un cono d’ombra, ma fatto ben più grave, a causa del malfunzionamento che ne ha compromesso l’atterraggio, il lander di Rosetta non era neanche assicurato alla superficie della cometa. Il lander, dotato di 3 piedi arpionati, aveva uno dei suoi sostegni rivolti verso l’alto; ciò gli impediva una presa sulla superficie irregolare con il rischio che un imprevisto qualsiasi potesse pregiudicarne ulteriormente la missione. Per cercare di riequilibrare Philae si pensò allora di usare il braccio da utilizzare per raccogliere il materiale a mò di leva, facendo così si riuscì a mettere il lander in posizione per scavare. Il tempo stringeva, le batterie stavano per esaurirsi, l’autonomia delle batterie senza possibilità di essere ricaricate era attorno alle 24 ore. La sonda venne messa all’opera e nel giro di poche ore si ottenne il materiale da analizzare in loco.

Alla data del 16 Novembre il lander ha eseguito la propria missione primaria: ha effettuato le trapanazioni del suolo, raccolto e analizzati i campioni e inviato i dati a Rosetta. Poco dopo la fine delle proprie operazioni, il lander smise di funzionare a causa dell’esaurimento delle batterie. In questo momento l’ESA aspetta di ricevere ed elaborare i dati raccolti. Nel prossimo futuro, nell’estate 2015, la sonda Rosetta seguirà la cometa nella sua corsa, passando attorno al sole, in questa fase il lander avrebbe la possibilità di ricaricare le batterie e continuare le perforazioni.