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TPA

TPA: l’autogestione tra sogno e realtà

Il TPA (Terzo Piano Autogestito) si pone all’interno del panorama dell’autogestione universitaria napoletana come una realtà edificante e propositiva. È un’esperienza che nasce nel 1994 grazie al lavoro instancabile di un gruppo di studenti che decide di utilizzare le aule, ormai dismesse dell’ex dipartimento di Tecnologia della Facoltà di Architettura presso Palazzo Gravina a Napoli, come luogo d’ incontro e di realizzazione di numerose attività. Il passo dalla dismissione alla nascita dei laboratori non è stato semplice, ma il punto d’arrivo (anche se di arrivo non si può mai parlare) è un risultato più che soddisfacente: le aule sono state infatti ripulite dai materiali edili di rifiuto che ormai padroneggiavano e sono state utilizzate per la nascita di “officine”.

Concreti e reali sono, quindi, i laboratori che mette in gioco il TPA, nello specifico: Arkfotolab, Arabola Serilab, ArkVideoLab e Laboratorio Materiali Occupato.

L’Arkfotolab, fiore all’occhiello del TPA, nato simultaneamente all’autogestione delle aule, si è posto nel tempo come un valido supporto alle attività di volta in volta proposte. Ha fatto della foto analogica la sua essenza grazie anche alla presenza di una camera oscura dove è possibile sviluppare le proprie fotografie in piena autonomia con la strumentazione messa a disposizione. Inoltre, il laboratorio si è fatto centro propulsore di numerose iniziative che hanno contribuito ad alimentare la riuscita degli obiettivi del TPA. In questo contesto si pone, ad esempio, l’iniziativa “Incontri a Luci Rosse”, in collaborazione con SKATTO, che ha come finalità l’organizzazione di un vero e proprio workshop fotografico che affianca lezioni puramente teoriche alla pratica dell’arte della fotografia. Sulla scia dello sperimentalismo e della voglia di mettersi in gioco, dal 2005, è stata promossa l’iniziativa della “Smorfia, una mostra fotografica interamente autofinanziata e autogestita sull’interpretazione dei 90 numeri del “panariello” proponendo ogni anno una chiave di lettura sempre nuova (il tema di quest’edizione sarà il progresso).

L’Arabola Serilab è uno spazio nato all’interno del TPA nel 2012 ed è interamente dedicato alla serigrafia fai da te. Anche il laboratorio di serigrafia è completamente autogestito ed organizza corsi periodici gratuiti di impressione dei telai e di stampa. Attraverso le tecniche serigrafiche è possibile produrre stampe sia su carta che su tessuti.

ArkVideoLab è un laboratorio che purtroppo negli ultimi anni ha trovato un numero sempre minore di “adepti”. I video realizzati si sono basati su lavori di ricerca effettuati nell’ambito di seminari, quali il “KNOw ENCLOUSURES” che aveva come oggetto di studio l’area orientale della città relativamente alle pratiche sociali di uso dello spazio urbano.

Laboratorio materiali occupato esprime con vigore il bisogno di un’Università in cui sia esistente un connubio tra teoria e pratica: studiare i materiali ma tastarne la loro consistenza azzerando la distanza tra il “tecnico” e il “manovale”. La voglia del “fare”, “realizzare”, “costruire”.

Nel 2012 nasce una nuova collaborazione con il TPA, Radiolina che ha stabilito proprio lì la sede della sua nuova regia. Una radio Libera e Indipendente, che al momento trasmette in web-streaming 24 ore su 24. Per ascoltarla basta un qualsiasi computer connesso ad internet con un palinsesto che si articola in diversi appuntamenti di trasmissioni musicali, di attualità e di approfondimento politico. Un progetto radiofonico che sposa tutto quello che il Terzo Piano Autogestito rappresenta.

Il TPA rifiuta qualsiasi etichetta politica proponendosi come uno spazio collettivo per tutti: studenti, lavoratori e disoccupati i quali decidono di presentare un progetto e portarlo a termine in un ambiente in cui ha gli strumenti e le competenze necessarie per poter lavorare al meglio. Ma il TPA è anche molto altro, è qualcosa in più che lo differenzia sostanzialmente dalle realtà ad esso simili: è un luogo comune nel quale si può mettere a disposizione la propria esperienza a vantaggio dell’altro. Posto sempre al passo con i tempi, il TPA basa la propria “politica” su una autogestione reale che affonda le sue radici nell’autonomia dalle istituzioni e, al contempo, nella responsabilità individuale dei soggetti nella gestione degli spazi e dei progetti proposti.

Jundra Elce

 

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