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10 motivi per cui scegliere il curry: tipologie e proprietà della spezia indiana

10 motivi per cui scegliere il curry: tipologie e proprietà della spezia indiana

Il curry è una miscela indiana di spezie elaborata in differenti formule con la combinazione di una decina di ingredienti. Si tratta di spezie tostate in padella e pestate in un mortaio: cumino e curcuma sono i principali ingredienti e sono i responsabili della colorazione di sfumature intorno al giallo ocra e giallo senape. Nella versione classica ci sono anche cannella, chiodi di garofano, coriandolo, fieno greco, noce moscata, pepe nero, peperoncino e zenzero.

Breve storia del curry

I primi mercanti della Compagnia delle Indie nel 1700 di ritorno dai loro viaggi portarono in Inghilterra l’abitudine indiana degli alimenti piccanti e speziati ma gli Inglesi non sapevano preparare la miscela. Cominciò così a crearsi un mercato di spezie già confezionate e pronte all’uso. Già il secolo successivo il curry entrava a far parte dei repertori gastronomici delle cucine internazionali. In India questa miscela di spezie è nota con il nome di masala. Deve il suo nome occidentale alla parola cari, pronuncia errata della parola che nella lingua Tamil significa salsa.

Composizione chimica e valori nutrizionali della spezia indiana

Minerali: potassio, fosforo, sodio, calcio, ferro, magnesio, rame, zinco, manganese, selenio.

Vitamine: A, B1, B2, B3, B6, C, E, K, J.

Zuccheri: destrosio, fruttosio, saccarosio, galattosio

Calorie: 320cal per 100g

Proprietà terapeutiche del curry

  • Antinfiammatorio e antiossidante: Il curry allevia l’affaticamento del fegato proteggendolo dalle tossine. Giova allo stomaco e all’intestino. Secondo lo studio condotto nel 2005 dal professor Giovanni Scapagnini la curcumina sarebbe un rimedio contro l’invecchiamento e la morte neuronale.
  • Digestivo: La curcumina presente nel curry è un polifenolo che presenta molteplici effetti benefici per l’apparato digerente, soprattutto nella fase digestiva e nella regolazione del metabolismo. Per l’aerofagia invece agiscono il cumino e lo zenzero.
  • Antibatterico: Secondo lo studio dell’Oregon State University il curry stimola l’attività della proteina CAMP, utile per il sistema immunitario. È quindi un valido aiuto alle infezioni e ai batteri che vengono sconfitti grazie alle proprietà dei chiodi di garofano. In caso di emergenza il curry può anche essere usato per medicare piccole ferite.
  • Antitumorale: Previene il tumore all’esofago, polmoni, fegato, reni, e intestino. Secondo gli studi della dottoressa Karen Knudsen agisce stimolando l’azione dei farmaci antitumorali che non sono efficaci contro le cellule che resistono alla cura. Rallenta la crescita del tumore alla prostata.
  • Anticoagulante: Previene l’artrite, i reumatismi e l’arteriosclerosi. È utile alle malattie cardiovascolari perché regola i ritmi cardiaci e la circolazione sanguigna.
  • Brucia i grassi: è per questo che viene inserito in alcune cure dimagranti
  • Secondo alcuni studi può contrastare le malattie patologiche neurodegenerative, in primis l’Alzheimer.
  • Riduce i livelli di colesterolo e regola l’indice glicemico: è un valido aiuto contro il diabete

Tipologie, ricette e controindicazioni del curry

Il gusto è decisamente piccante ma di intensità variabile. Le tipologie vanno da mild cioè leggermente piccante a sweet, molto piccante. I metodi di preparazione del curry variano di paese in paese. La combinazione dei vari ingredienti determina la colorazione del curry: dal giallo al rosso.

Spesso questa miscela di spezie è associata a piatti a base di carne o pesce – specialmente gamberi o pollo – ma molte sono anche le ricette vegetariane: ricordiamo le koftas, polpettine di verdure, o il dal, uno stufato di lenticchie.

Nonostante il curry sia consigliato in gravidanza perché stimola i recettori di gusto e olfatto per il feto, è sconsigliata l’assunzione più di una o due volte a settimana; in ogni caso è opportuno consigliare il ginecologo. Il curry è sconsigliato per chi soffre di calcoli alla cistifellea a causa della stimolazione della produzione degli acidi biliari attribuita alla curcumina. La contrazione della cistifellea derivante potrebbe appunto accentuare i sintomi della malattia. Il pepe invece può essere dannoso per chi soffre di gastrite ed ulcera perché tende ad aumentare gli stati infiammatori. Infine per i suoi effetti anticoagulanti è consigliato non assumere il curry nel caso in cui si faccia già uso di farmaci fluidificanti per il sangue.

 

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