Dolori premestruali: cosa sono e come alleviarli

Dolori premestruali: cosa sono e come alleviarli

Sono sempre più numerose le donne che soffrono di dolori premestruali, un insieme di fastidiosi disturbi che possono condizionare il normale svolgimento delle attività quotidiane, arrecando malessere generale e forte irritabilità. In Italia, le diverse ricerche effettuate in questo ambito, dimostrano che esistono una serie di sintomi comuni, i quali caratterizzano la fase che precede il normale ciclo mestruale, variando in intensità e tipologia in base a diversi fattori individuali.

Qual è la causa dei dolori premestruali?

I dolori che caratterizzano la fase premestruale, scientificamente nota come Sindrome Premestruale (SPM), sono legati a una o più cause delle quali non si conosce ancora con assoluta precisione il meccanismo. Si ritiene che diversi fattori agiscano in sinergia. Le cause principali sono le fluttuazioni ormonali di estrogeni e progesterone che si verificano dopo l’ovulazione. A queste si aggiungono altri fattori scatenanti, come una carenza di magnesio, che può generare mal di testa e crampi muscolari. Tale carenza è correlata a un incremento di ormoni, come l’aldosterone, che regola i quantitativi dei sali minerali nel nostro corpo e può contribuire alla ritenzione idrica.

Quali sono i sintomi più comuni

Sbalzi di umore, improvvisa voglia di cibo, stanchezza, forte irritabilità, tensione mammaria, gonfiore addominale, insonnia, sono solo alcuni dei sintomi premestruali. Naturalmente solo alcuni di essi, tendono a sparire una volta sopraggiunto il ciclo, per poi presentarsi nuovamente il mese successivo. I dolori premestruali si presentano solitamente dai cinque ai dieci giorni prima del ciclo. In alcune donne, può succedere che i primi sintomi si manifestino durante il primo giorno di ovulazione, circa il quattordicesimo, e durino fino al ciclo vero e proprio.

Sintomi fisici Sintomi emotivi e comportamentali
Crampi e gonfiore addominale. Irritabilità e sbalzi d’umore improvvisi.
Mal di testa o emicrania. Ansia, nervosismo o sensazione di tristezza.
Dolore e tensione al seno (mastodinia). Difficoltà di concentrazione.
Stanchezza e affaticamento (astenia). Alterazioni dell’appetito (“fame nervosa”).

Come curare o alleviare i dolori premestruali

Appartenendo a un vero e proprio quadro clinico, i dolori premestruali si possono alleviare, qualora non fossero particolarmente intensi, con rimedi naturali o farmaci.

Stile di vita e rimedi naturali

Un corretto stile di vita è il primo passo. L’attività fisica leggera, come camminare o fare yoga, può aiutare a ridurre crampi e migliorare l’umore. Gli integratori di magnesio e la vitamina B6 si sono dimostrati molto efficaci per regolare l’attività ormonale. Per quanto concerne i metodi naturali, si può far ricorso alla camomilla, a tisane calde a base di zenzero, tarassaco e verbena, ottimi alleati per il senso di gonfiore. Può essere utile anche una dieta ricca di cereali integrali, frutta, verdure a foglia verde e fibre, limitando sale, zuccheri e caffeina.

Trattamenti farmacologici

Quando i dolori sono intensi, è possibile ricorrere a farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come quelli a base di ibuprofene o naprossene, per alleviare crampi e mal di testa. In casi specifici e sempre sotto controllo medico, il ginecologo può prescrivere la pillola contraccettiva per regolarizzare il ciclo ormonale e ridurre drasticamente i sintomi.

Quando è necessario consultare un medico

I dolori premestruali non vanno assolutamente sottovalutati, specialmente se sono così intensi da impedire le normali attività. A tal proposito, alcune donne sono solite redigere un “diario dei sintomi”, sul quale annotano ciò che caratterizza quei giorni. Questo strumento è molto utile per il medico. È importante consultare un ginecologo se i dolori peggiorano nel tempo, non rispondono ai comuni antidolorifici o sono associati ad altri disturbi. Potrebbe essere necessario escludere altre condizioni mediche, come l’endometriosi, come sottolineato anche dall’Istituto Superiore di Sanità.

Immagine in evidenza: pixabay.com

Articolo aggiornato il: 05/09/2024

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