Tè matcha: la storia antica del verde in tazza

tè matcha

Recentemente si è riscoperto il piacere di gustare nel pomeriggio una fumante tazza di tè non delle “solite” varietà: si preferisce, infatti, sperimentare nuovi gusti di provenienza orientale, che si usano anche in esotiche ricette. È il caso dello smeraldino tè matcha giapponese!

Storia e origini del tè matcha

Il tè matcha (o maccha, “tè sfregato”) è una varietà di tè verde la cui storia affonda le radici nella Cina imperiale della dinastia Sui nel VI-VII secolo. Inizialmente, le foglie venivano cotte al vapore per preservarne le proprietà, essiccate e poi ridotte in polvere. Nel periodo della dinastia Song (960-1279) si perfezionò la tecnica: le foglie essiccate erano mescolate con una frusta nell’acqua bollente e mantenevano il brillante colore verde perché, prima della raccolta, le piante venivano coperte per aumentare il contenuto di clorofilla. Secondo la tradizione fu un monaco buddhista, Saicho, a introdurre il tè matcha in Giappone all’inizio del IX secolo, dove divenne il fulcro della cerimonia del tè.

Proprietà e benefici del tè matcha

Come la maggior parte dei tè, anche questo possiede proprietà eccitanti (al pari del caffè, quindi attenzione all’abuso!), ed è ricco di vitamine A e C, ferro e minerali. I suoi benefici più noti sono:

  • Potere antiossidante: il matcha è eccezionalmente ricco di catechine, in particolare l’epigallocatechina gallato (EGCG). Grazie alla preparazione per sospensione, una tazza di tè matcha può avere un contenuto di antiossidanti fino a 137 volte superiore a quello del comune tè verde, aiutando a prevenire l’invecchiamento cellulare.
  • Metabolismo e dimagrimento: diverse ricerche suggeriscono che il tè matcha può aiutare ad accelerare il metabolismo e aumentare la capacità del corpo di bruciare grassi, oltre ad avere proprietà disintossicanti e drenanti.
  • Concentrazione e memoria: grazie alla presenza dell’amminoacido L-teanina, favorisce uno stato di calma e concentrazione, migliorando le funzioni cognitive senza l’agitazione tipica della caffeina.
  • Salute della pelle: la presenza di beta-carotene aiuta a proteggere la pelle, prevenendo la formazione di macchie solari e scottature.

Controindicazioni e dosi consigliate

Nonostante i benefici, è bene non abusarne. A causa dell’alto contenuto di caffeina, un consumo eccessivo può causare insonnia, ansia o disturbi gastrointestinali. Generalmente si consiglia di non superare una o due tazze al giorno. La sua assunzione è sconsigliata a bambini, donne in gravidanza e persone sensibili alla caffeina. Per approfondimenti scientifici sui composti del tè, si possono consultare database come PubMed Central.

Come si prepara il tè matcha tradizionale

Nella preparazione del tè matcha, mescolando con il tradizionale frullino in bambù, il chasen, si nota una leggera schiuma. A differenza di altri tè, la polvere non si mette in infusione ma viene sospesa nell’acqua, permettendo di ingerire l’intera foglia e massimizzarne i benefici. Per prepararlo correttamente:

  1. Setacciate circa 1-2 grammi (mezzo cucchiaino) di polvere di matcha in una ciotola (chawan) per evitare grumi.
  2. Aggiungete circa 70-80 ml di acqua calda, ma non bollente (idealmente a 80°C).
  3. Sbattete energicamente con il chasen con un movimento a “W” o a “M” fino a formare una schiuma compatta e senza bolle grandi.
  4. Gustate subito il tè direttamente dalla ciotola.
Koicha (“tè denso”) Usucha (“tè leggero”)
Utilizza foglie di altissima qualità da piante con più di 30 anni. Utilizza foglie da piante più giovani, di qualità comunque elevata.
Ha una consistenza più densa, quasi come miele liquido, e un sapore più dolce e meno amaro. È più liquido e leggero, con una piacevole schiuma in superficie. È la preparazione più comune.
Richiede più polvere (circa 4g) e meno acqua (circa 40ml). Richiede meno polvere (circa 2g) e più acqua (circa 70ml).

Varietà, usi in cucina e una ricetta

Oggi esistono due varietà principali di tè matcha usate nel rituale: quella koicha e l’usucha. Oltre alla cerimonia del tè, il matcha è usato anche come spezia o colorante naturale nelle tradizionali sfere di mochi, nella pasta soba e nel dolce wagashi, oltre che in gelati, granite e frappè.

Biscotti con matcha e cioccolato fondente

Ingredienti:

100 gr di zucchero; 180 gr di farina; 1 uovo; 1 cucchiaio di tè matcha in polvere; ½ bustina di lievito per dolci; 90 gr di burro; 100 gr di cioccolato fondente.

Preparazione:

  1. In una ciotola impastate zucchero e burro freddo fino a ottenere una crema, poi aggiungete l’uovo e il tè matcha.
  2. Lavorate con una spatola: quando l’impasto è omogeneo, aggiungete la farina setacciata e il lievito.
  3. Avvolgete il panetto in pellicola e lasciate riposare per circa 1 ora in un luogo fresco.
  4. Stendete l’impasto, ricavate i biscotti con un coppa pasta e adagiateli su una teglia rivestita di carta forno.
  5. Infornate in forno caldo a 180°C per circa 10 minuti.
  6. Nel frattempo, sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente.
  7. Dopo aver fatto raffreddare i biscotti, immergetene una parte nel cioccolato fuso e attendete che si solidifichi prima di consumarli.

Eleonora Vitale

Fonte immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 05/09/2024

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A proposito di Eleonora Vitale

Nata a Napoli il 29 luglio 1988, conduce studi classici fino alla laurea in Filologia, Letterature e Civiltà del Mondo Antico. Da sempre impegnata nella formazione di bambini e ragazzi, adora la carta riciclata e le foto vintage, ama viaggiare, scrivere racconti, preparare dolci, dipingere e leggere, soprattutto testi della letteratura classica e mediorientale.

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