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Eroica Fenice

Cos’è il pH: fra acidi, basi e soluzioni

Cos’è il pH: fra acidi, basi e soluzioni

Cos’è il pH? Con la notazione chimica di pH si indica la grandezza di misura dell’acidità e della basicità di una soluzione acquosa.

Cos’è il pH e come si misura la potenza d’idrogeno

Il pH esprime, precisamente, l’attività degli ioni d’idrogeno ed è rappresentata dalla formula pH= -log [H+]; in base alla concentrazione di tali ioni all’interno delle soluzioni acquose è possibile distinguere, tramite potenziometro (detto anche “piaccametro”, da pHmetro) tra soluzioni neutre (il cui pH è uguale a 7), tra soluzioni acide (il cui pH è minore di 7) e tra soluzioni basiche (il cui pH è maggiore di 7). Il motivo per cui il numero 7 diviene numero di riferimento per la distinzione e il calcolo del pH delle soluzioni risiede nel fatto che si prende come riferimento il seguente prodotto ionico dell’acqua (che nella sostanza acquosa pura presenta bilanciamento della concentrazione degli ioni di idrogeno con la concentrazione degli ioni di idrossido): [H+]= 10-7.

Il pH nell’attività macrocellulare e nell’uomo

La misurazione del pH risulta di fondamentale importanza – essendo la potenza d’idrogeno responsabile di varie attività macrocellulari e cellulari – anche nella conoscenza medica dell’uomo e nella farmacologia.

Nell’uomo il pH non è uguale in valore unitario, ciò vuol dire che in base alla regione dei corpo da studiare, la concentrazione degli ioni è diversa, in seguito alla pluralità dei processi biologici e chimici che avvengono all’interno delle cellule umane; inoltre, il pH risulta essere variabile da individuo a individuo poiché suscettibile a fenomeni tanto endogeni quanto esogeni; il calcolo e la valutazione del pH, quindi, in alcuni casi è cosa assolutamente e strettamente personale, in altri casi si può ragionare per grandi linee e per gruppi.

Quando dall’analisi potenziometrica il pH, in un determinato soggetto e per un periodo più o meno variabile, differisce dai valori di riferimento, si parla di alterazione di pH e, rispetto al valore di riferimento, quel determinato ambiente biochimico risulterà ad alterazione acida o basica, a seconda dell’alterazione (minore o maggiore del valore preso come riferimento); ad esempio, di norma, la pelle ha un pH che oscilla fra valori acidi e valori neutri, il sangue ha un pH alcalino (sue alterazioni provocano l’acidosi ematica e l’alcalosi ematica, entrambe nocumento per la salute umana e potenzialmente ferali), e alcalino risulta anche, in condizioni salutari, il pH dei tessuti dell’organismo. Al fine del proprio corretto funzionamento, l’organismo attua meccanismi automatici di equilibrio acido-base che è necessario per la salute umana: squilibri in tal senso, si diceva, portano a problemi di salute di varia intensità che, se alterano il valore di 7,4 del pH ematico, causano gravissime condizioni patologiche, quali l’acidosi metabolica e l’alcalosi metabolica.

Il “pH delle emozioni”

Cos’è il pH delle emozioni? Partendo dalla definizione di acido – sostanza che, dissociandosi, fornisce ioni idrogeno, oppure che è capace di aumentare la concentrazione degli ioni di idrogeno – e dalla definizione di base – sostanza che, dissociandosi, fornisce ioni idrossile, oppure che è capace di aumentare la concentrazione degli ioni idrossile – si vuole offrire una riflessione particolare su quello che può essere definito il “pH delle emozioni“: ad ogni emozione, in pratica, corrisponde una determinata risposta chimico-organica nel nostro corpo; in particolare, emozioni positive – quali gioia, amore, serenità – permettono al pH ematico di mantenersi su livelli benefici per l’organismo, mentre emozioni negativeansia, tristezza, paura, stanchezza – generano acidità con effetti spiacevoli, poco salutari e pericolosi per il benessere fisico e psichico, nocumento per il benessere dell’organismo e del corretto funzionamento metabolico. 

Fonte dell’immagine in evidenza: https://www.publicdomainpictures.net/it/view-image.php?image=71359&picture=gocce-dacqua-a-forma-di-h2o

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