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Navigazione nel Mediterraneo: rotte e trasporti

Navigazione nel Mediterraneo: rotte e trasporti

Il Mediterraneo è un mare attraversato da secoli di storia, protagonista di eventi chiave e unificatore di una grande varietà di culture. La sua bellezza, intesa come patrimonio storico e culturale, è così affascinante che quasi oscura la navigazione nel Mediterraneo che indica un altro ruolo che questo mare svolge da secoli, un ruolo di primo piano nel trasporto per mare.

Breve storia della navigazione nel Mediterraneo

Lo sviluppo della navigazione nel Mediterraneo ha inizio nella seconda metà dell’Ottocento con la navigazione marittima a vapore e con conseguente riduzione di tempi e costi di trasporto, ma è nel secolo successivo che si afferma l’importanza dello sviluppo dell’attività marittima per il trasporto di merci, proseguito fino ad oggi, e che è ancora in corso grazie alla tecnologia adottata nelle operazioni portuali.

La navigazione nel Mediterraneo negli ultimi decenni

Soffermandosi sulla navigazione nel Mediterraneo degli ultimi anni, si scopre che i porti di questo mare hanno assunto un ruolo importante a causa dei mutamenti nel panorama internazionale dei trasporti marittimi, e tale ruolo potrebbe vedersi rafforzato in caso di incremento dei traffici tra l’Europa e l’Asia (2010). Lo studio The European and Mediterrean Containerport Markets to 2015, realizzato da Oceans Shipping Consultants nel 2006, in particolare, rivela una crescita del traffico containerizzato in questo mare, dovuta soprattutto all’incremento del transhipment. Si tratta di una crescita che interessa in percentuali diverse tutte le aree del Mediterraneo e che porterebbe il livello previsto di utilizzo della capacità portuale di questo mare a uno maggiore di quello previsto per il Nord Europa.

Nello specifico, i porti toccati lungo la rotta Europa-Asia, ossia Algeciras, Gioia Tauro, Malta e Taranto, sono protagonisti di una rete feeder a cui vanno aggiunti i già esistenti servizi diretti per i porti della costa del Nord del Mediterraneo e per alcuni di loro la presenza di grandi terminal dedicati esclusivamente al trasbordo.

D’altra parte non sono solo le nuove rotte o l’incremento di quelle esistenti a far ben sperare ma anche il rinnovamento nella navigazione nel Mediterraneo, che si basa principalmente su numerosi investimenti per ridurre il gap infrastrutturale con i Paesi dell’Unione Europea e le misure adottate per rendere più snelle le procedure amministrative, che ha interessato la Sponda Sud e che sta contribuendo a questa crescita. In particolar modo, c’è stato l’ingresso di Egitto e Marocco nella gestione del traffico di container. Ciò ha portato a un incremento in termini di percentuale di quote di mercato per i porti di questi paesi, rispettivamente Port Said e Tanger Med, e un decremento per i porti europei summenzionati come Gioia Tauro, Algeciras e Taranto.

La competizione nel contesto della navigazione nel Mediterraneo probabilmente porterà un’ulteriore crescita del peso dei porti del versante meridionale, tenendo conto anche degli investimenti futuri programmati, e l’Europa a puntare sulla rotta che collega l’economia occidentale e il Far East summenzionata.

In fine, è interessante menzionare lo Short Sea Shipping (SSS) che, insieme alle Autostrade del Mare, ha l’obiettivo dello spostamento di una quota significativa del traffico merci dal vettore stradale al trasporto marittimo a corto raggio nel contesto dell’Unione Europea. Questo sistema ha inoltre lo scopo di ridurre l’impatto ambientale e permette di stabilire rotte con i nuovi mercati emergenti.

Da queste informazioni si evince l’importanza del ruolo del Mar Mediterraneo nella navigazione e nei trasporti, sia per quanto riguarda le rotte interne che quelle che collegano l’area con l’esterno, e come tale ruolo è destinato a crescere grazie alla nascita e lo sviluppo di già esistenti porti, rotte e progetti.

Fonte immagine: Pixabay

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