Wakamatsu Shizuko: la letteratura d’infanzia in Giappone

Wakamatsu Shizuko: la letteratura d'infanzia in Giappone

Wakamatsu Shizuko, 若松賎子, (1864-96) incarna la donna scrittrice del primo periodo Meiji e, sebbene non abbia goduto della stessa rilevanza di altre collaboratrici della rivista Seitō 青鞜 o della famosissima Higuchi Ichiyō 樋口一葉, secondo lo studioso Satō Michimasa vale la pena dire di lei che sia stata la pioniera che per prima ha attribuito all’infanzia in Giappone un significato moderno. Originaria della prefettura di Fukushima, dopo essere stata adottata dalla famiglia Ōkawa, ebbe la fortuna di ricevere un’educazione in stile occidentale alla Ferris Girls’ High School di Yokohama, dove studiò l’inglese e i classici giapponesi, dimostrando sin dalla tenera età grandi doti intellettuali e profonda sensibilità. La Yokohama del tempo era un centro nevralgico per il commercio con l’Occidente, che pullulava di americani, europei e altre persone vestite con ogni sorta di costumi che agli occhi della piccola Shizuko apparvero di certo bizzarri. Essere esposta fin da subito a un tale clima di cosmopolitismo ebbe un forte impatto sulla sua formazione.  A lei si deve un enorme contributo alla letteratura d’infanzia in Giappone.

Wakamatsu Shizuko e la traduzione di Little Lord Fauntleroy

Illustrazione di Birch di Cedric di Little Lord Fauntleroy, Wikipedia

I primi contributi di Wakamatsu Shizuko alla rivista Jogaku zasshi 女学雑誌 comprendevano sia poesie in inglese che saggi, a volte in giapponese a volte in inglese, dai quali traspare il suo potenziale espressivo. Sebbene la sua prosa inglese fosse straordinaria, sarebbe stato con le traduzioni di opere dall’inglese che avrebbe raggiunto l’apice del successo. Wakamatsu Shizuko è principalmente ricordata per la sua traduzione di Little Lord Fauntleroy, capolavoro di Frances Hodgson Burnett, con cui ha aperto la strada a un nuovo genere fino a quel momento sottovalutato: la letteratura per l’infanzia. Diventa così una delle prime scrittrici in Giappone a destinare le proprie opere a un pubblico di bambini, soddisfacendo uno dei prerequisiti fondamentali individuati da Satō Michimasa: l’accettazione e l’inclusione dei bambini come parte integrante del pubblico di lettori.

Non si sa in che modo Shizuko sia entrata in possesso del libro di Burnett, che ebbe in Giappone minore risonanza rispetto ad autori molto più in voga come Bulwer-Lytton o Charles Dickens, le cui opere furono ampiamente tradotte.

Certo è però che Burnett, con la sua visione della perfetta unione di madre e figlio, abbia fornito a Wakamatsu Shizuko un assaggio di un’infanzia che lei non aveva mai conosciuto, influenzando la sua decisione di non raccontare di amori platonici o di relazioni tra uomo e donna, con cui avrebbe potuto facilmente incappare in critiche e cliché dell’epoca, preferendo invece la purezza  dell’amore filiale.

 Un altro aspetto che, senza dubbio, ha spinto Wakamatsu Shizuko ad avvicinarsi a Little Lord Fauntleroy è la capacità di Cedric Errol, il piccolo protagonista, di migliorare ogni situazione attraverso il proprio altruismo e sensibilità. Questo tipo di caratteristica non è da considerarsi poi così estranea all’immaginario giapponese, tanto che si potrebbe perfino cogliere un sottile parallelismo con la storia del Principe Genji, retrocesso allo status di cittadino comune, esiliato dalla corte per poi salire al rango più elevato grazie alla sua personalità. In tal senso, il mono no aware può forse essere considerato come un equivalente della “bontà” del XIX secolo.

Un nuovo pubblico di lettori: i bambini

Cercando di rimanere il più possibile fedele al testo originale di Burnett, Wakamatsu utilizzò uno stile quanto più possibile comprensibile anche per le donne meno colte, che avrebbero potuto leggere le storie ad alta voce ai propri bambini, i quali per la prima volta avrebbero potuto godere di un genere letterario tutto per loro: la letteratura d’infanzia, in Giappone ancora poco considerata. Maeda Ai, al pari di Rebecca Copeland, osserva come la pratica comune della lettura, con una persona che leggeva ad alta voce agli ascoltatori, fosse ancora ampiamente apprezzata nel primo periodo Meiji e considerata un ottimo metodo educativo. Il risultato finale, intitolato Shōkōshi 小公子, è stato incluso nel prestigioso Iwanami Bunko nel 1927 e ripubblicato nel 2017.

Wakamatsu Shizuko ha svolto un lavoro eccezionale e ha realizzato varie traduzioni memorabili dando un notevole contributo alla letteratura d’infanzia. Il suo uso consapevole della traduzione come veicolo per esprimere il suo modo di pensare l’ha resa una traduttrice visibile, che ha trasposto in maniera efficace storie inglesi in lingua giapponese. Non meno importante è, poi, il suo contributo nel contesto della storia della lingua e letteratura giapponese, su tutti il suo uso del genbun itchi 言 文一致 (unione di lingua parlata e scritta).

Per questo motivo, i suoi lavori di traduzione sono di grande importanza per lo sviluppo della letteratura d’infanzia in Giappone.

Fonte Immagine in evidenza: Freepik, autore jcomp

Altri articoli da non perdere
Giovani e lockdown: come intrattenersi in casa
Giovani e lockdown: cosa fare in casa

Giovani e lockdown: in questo periodo particolarmente difficile, stare in casa è l’unica soluzione. Il problema però è trovare qualcosa Scopri di più

Infrangere le regole: quando è giusto farlo e perché
Rispettare le regole: quando è giusto farlo

Infrangere le regole non è sempre sinonimo di caos: a volte può essere necessario per stimolare il cambiamento. Le regole Scopri di più

Vivere a Tokyo: 3 consigli utili
Vivere a Tokyo: 3 consigli utili

Quante sono oggi le persone che, dopo aver visto miriadi di video su YouTube, pensano: “Quanto vorrei andare a vivere Scopri di più

Lingue italiane: un patrimonio a rischio?
lingue italiane

L’Italia, fin dalla sua nascita nel 1861, è sempre stata frammentata culturalmente e linguisticamente. Nei decenni successivi all’Unità nazionale l’obiettivo Scopri di più

Il suono delle cellule: la musica della vita
Il suono delle cellule: la musica della vita

Il suono delle cellule. Cos’è esattamente? Quando si pensa al suono non si fa fatica ad immaginare la musica, la Scopri di più

Emanuele Scuotto, lo scultore tra mito e tradizione
Emanuele Scuotto, Minotauro - foto di Antonella Ricciardi

Emanuele Scuotto non fa lo scultore. Emanuele Scuotto è uno scultore. Ama il suo lavoro e la sua passione è Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Miriam Monaci

Vedi tutti gli articoli di Miriam Monaci

Commenta