Home | Teatro | L’arte del burlesque: storia, stile e celebri esponenti

L’arte del burlesque: storia, stile e celebri esponenti

L'arte del burlesque: storia, stile e celebri esponenti

Vestiti svolazzanti, balli provocatori e grande spettacolo. Questo è ciò che viene in mente pensando all’arte del burlesque, uno spettacolo satirico nato in Inghilterra e poi esploso negli Stati Uniti. Il termine deriva dalla parola italiana “burla“, che definisce perfettamente la sua natura originale: uno spettacolo teatrale umoristico che faceva la parodia delle opere serie.

Con il tempo, il burlesque ha caricato le sue rappresentazioni di una forte componente sensuale e provocatoria, alternando esibizioni di spogliarelliste, barzellette, danze soliste e cori femminili. Tuttavia, è fondamentale sapere che il burlesque non è affatto un genere volgare; al contrario, la sua essenza risiede nell’arte della seduzione e dell’allusione, preferendo stuzzicare l’immaginazione dello spettatore piuttosto che mostrare nudità esplicite.

Storia del burlesque: dalle origini all’evoluzione

La nascita in Inghilterra: satira e stravaganza

L’arte del burlesque nasce nell’Inghilterra dell’età vittoriana, negli anni ’40 dell’Ottocento. Inizialmente, era una caricatura delle opere serie, prendendone in giro i soggetti in modo satirico. Il termine burlesco apparve per la prima volta nel titolo di un’opera di Francesco Berni, Opere burlesche, per poi diffondersi in Francia e Inghilterra. Nel contesto teatrale vittoriano, era noto anche come parodia o stravaganza. Gli spettacoli mescolavano musica popolare, operetta e music-hall, e nel 1868 la compagnia Thompson Company portò questo stile a New York, con ballerine di can-can, danzatrici del ventre, giocolieri e acrobati.

Elemento Burlesque inglese vs americano: l’evoluzione del genere
Scopo principale Inglese: parodia e satira di opere teatrali e dell’alta società. Americano: intrattenimento popolare, con un focus crescente sulla sensualità.
Nudità Inglese: assente o molto velata (es. gambe scoperte). Americano: introduce gradualmente lo striptease come elemento centrale.

L’evoluzione in America: dal minstrel show allo striptease

In America, il burlesque si fuse presto con elementi del popolare minstrel show. Gli spettacoli si strutturarono in tre parti: sketch comici, numeri maschili (acrobati, maghi) e, infine, numeri di coro. Il passaggio allo striptease fu graduale: inizialmente le soubrettes mettevano in mostra le loro figure cantando e ballando; in seguito, le spogliarelliste soppiantarono le cantanti, rendendo la nudità progressiva il fulcro dello spettacolo.

Le esponenti più celebri del burlesque

Icone storiche

Gipsy Rose Lee: Nome d’arte di Rose Louise Hovick, è considerata la “Regina dello spogliarello”. Lavorò alle Ziegfeld Follies e, con la sua ironia e intelligenza, elevò lo striptease a forma d’arte, ispirando le future pin-up. La sua autobiografia “Gipsy” divenne un celebre film.

Tempest Storm: Pseudonimo di Annie Blanche Banks, fu una grande icona degli anni ’50. Dopo un’infanzia difficile, trovò lavoro a Hollywood e, grazie al suo fisico prorompente e ai capelli rosso fuoco, divenne una stella del burlesque.

Bettie Page: Sebbene più nota come modella pin-up, la sua immagine audace e il suo stile la rendono un simbolo del fetish e del bizarre, influenzando profondamente l’estetica del burlesque.

La rinascita moderna (Neo-Burlesque)

Dita Von Teese: È l’artista che più di ogni altra ha riportato in auge il burlesque a livello mondiale. Con le sue performance glamour e sofisticate, ha reintrodotto il genere a un nuovo pubblico.

Vesper Julie: Nome d’arte di Giulia di Quilio, è una ballerina italiana che ha incantato migliaia di spettatori, apparendo anche nel film premio Oscar di Paolo Sorrentino, “La grande bellezza”.

Anche cantanti famose come Madonna, Christina Aguilera e Gwen Stefani si sono ispirate allo stile del burlesque, contribuendo alla sua popolarità.

Il futuro dell’arte del burlesque: tra tradizione e innovazione

Oggi l’arte del burlesque continua a evolversi, mescolando le sue radici storiche con nuove influenze. Gli spettacoli moderni spesso incorporano elementi di danza contemporanea e arti visive, diventando un potente mezzo per esplorare l’identità di genere, la sessualità e la body positivity, sfidando le convenzioni sociali e promuovendo l’inclusività e la libertà di espressione.

Fonte immagine: Pixabay / Wikipedia

Articolo aggiornato il: 11/09/2025

 

📚 Appassionato di teatro e drammaturgia? Vai al nostro archivio di recensioni teatrali per scoprire la storia del teatro, i capolavori classici e tutte le opere in scena in Italia.

Altri articoli da non perdere
Don Juan in Soho inaugura la Sala Grande al Bellini
Don Juan in Soho inaugura la Sala Grande al Bellini

La stagione 2021/2022 al Bellini ha finalmente un magistrale inizio con l’irriverente Don Juan in Soho di Gabriele Russo ad Scopri di più

Muratori al Piccolo Bellini | Recensione
Muratori

Muratori di Edoardo Erba arriva al Piccolo Bellini dal 17 ottobre al 5 novembre. La celebre commedia ritorna in scena Scopri di più

Wonderboom! di Stefano Cenci al Piccolo Bellini
Wonderboom! di Stefano Cenci al Piccolo Bellini

«Nella vita ci sono cose ben più importanti del denaro – ma – il guaio è che ci vogliono i Scopri di più

Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo | Recensione
Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo, di Fabrizia Ramondino | Recensione

A distanza di trent’anni della messa in scena di Terremoto con madre e figlia, Mario Martone ritorna a dedicare la Scopri di più

La gatta sul tetto che scotta, di Leonardo Lidi | Recensione
La gatta sul tetto che scotta, di Leonardo Lidi | Recensione

Dopo Lo zoo di vetro di Tennessee Williams, Leonardo Lidi ritorna a un altro grande classico dello stesso autore: La Scopri di più

Dear son al Bellini | Recensione
Dear son al Bellini

Dal 26 febbraio al 2 marzo va in scena al Bellini Dear son, spettacolo della compagnia Riva&Repele. Dear son, la compagnia Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Turco Rosa

Studentessa di lingue e culture comparate presso l'Orientale di Napoli, con una grande passione verso la lingua e la cultura giapponese. Maratoneta di serie tv e film di ogni genere, amante dell'arte cinematografica in ogni sua parte. Con esperienza quinquennale nell'ambito della vendita e assistenza telefonica. Il suo sogno nel cassetto è di diventare un traduttrice e giornalista letteraria.

Vedi tutti gli articoli di Turco Rosa

Commenta