Calcolo q.i., storia del calcolo dell’intelligenza

Calcolo q.i., storia del calcolo dell'intelligenza

Può un valore numerico definire il livello di intelligenza di una persona? Il calcolo del q.i., il quoziente intellettivo, avviene attraverso la serie di quesiti che compongono il famoso “test d’intelligenza”.

Le persone che rientrano nel range 85-115 sono considerate nella norma.; il non superamento di una certa soglia segna che la persona in questione è affetta da qualche deficit, mentre chi supera i valori di 150 è un genio.

Calcolo q.i. – Come e quando ha avuto inizio?

Il test di intelligenza non è unico. Le varie tipologie di test esistenti sono fondate sugli studi che i vari scienziati hanno condotto nel settore. In genere il format del test per il quoziente intellettivo è quello della risoluzione di un certo numero di problemi in un certo tempo a disposizione.

La pratica del calcolo del q.i. ebbe inizio nel 1905, anno in cui lo psicologo francese Alfred Binet pubblicò il primo test di intelligenza moderno, sviluppato per identificare gli alunni che avevano bisogno di un particolare aiuto nell’apprendimento scolastico. Il test Binet-Simon misurava  dunque l’età mentale del bambino; il risultato sperato era che essa coincidesse con l’età biologica cosicché, per esempio, un bambino di 10 anni con q.i. 10 potesse risolvere un problema adatto a bambini della sua età.

Fu William Louis Stern, dall’Università di Breslavia, a coniare il termine I.Q. – Intelligent Quotient – e a definirlo come il risultato della formula:

Età mentale / Età biologica * 100

Con questa modalità il calcolo del q.i. da’ come risultato un numero che non è da interpretare in relazione all’età del bambino ma che lo colloca direttamente in una scala di valutazione generica per ogni età. Questo tipo di test è chiamato Stanford-Binet.

Un altro famoso metodo di valutazione risale al 1939. In quest’anno David Wechsler pubblicò un test realizzato per adulti e pubblicò la cosiddetta Wechsler Adult Intelligence ScaleWAIS – poi estesa anche ai bambini. Il punteggio, basato su una distribuzione normale standardizzata, non era da interpretare in relazione all’età e, a differenza del test Binet, il test comprendeva non solo una parte di valutazione lessicale ma anche una di valutazione logico-sequenziale, visiva ecc. Il punteggio del q.i. sulla curva gaussiana doveva dare, con la scala Wechsler, un valore medio di 100 con permissione standard di 15.

Come si calcola il quoziente intellettivo?

Esistono quindi varie metodologie di calcolo del q.i. ma tutte sono basate sulla risoluzione di problemi ascritti a categorie come informazione, comprensione, ragionamento aritmetico, analogie, vocabolario, memoria di cifre, ordinamento di numeri e lettere, codificazione di cifre e simboli, completamento di immagini, block design, Matrici di Raven, riordinamento  di storie figurate, ricerca di simboli, assemblaggio di oggetti.

Sulla base del risultato al test q.i. si è formata l’Associazione Internazionale Mensa, una “tavola rotonda” senza scopo di lucro, formata da circa 120000 persone che rientrano nel 2% della popolazione mondiale ossia hanno raggiunto o superato il 98° percentile della popolazione nel test proposto dal sito. Il test ha una durata di 20 minuti ed è composto da 45 domande basate sulle Matrici di Raven. Al candidato non sarà comunicato il valore del q.i. ma solo se si è superata la soglia per accedere all’associazione Mensa.

Il quoziente intellettivo può essere calcolato anche online a patto di essere coscienti della bassa attendibilità dei risultati. Uno dei siti che permette il calcolo del quoziente intellettivo in maniera gratuita anche se non rigorosamente scientifica è il sito IQ test; vi si può svolgere un test di 30 domande con Matrici di Raven e ottenere un risultato immediato e gratuito per farsi un’idea del valore del proprio quoziente intellettivo.

Un numero per misurare l’intelligenza? Ecco come funziona il q.i.

Spesso il q.i. viene definito come il complesso di funzioni psichico-mentali che definiscono l’intelligenza e ancora più spesso questa definizione viene definita errata.

Questo avviene perché in realtà esistono diversi tipi di intelligenze: logico matematica, visivo spaziale, musicale, emotiva e così via. Sarebbe quindi un errore giudicare il livello di intelligenza su un unico parametro. Il quoziente intellettivo si basa sulla capacità di comprendere cause ed effetti e mettere in relazione cose ed eventi per giungere a una conoscenza concettualmente e idealmente razionale. Va puntualizzato dunque che i risultati del test del q.i. sono collegabili solo a sotto-categorie specifiche dell’intelligenza e, soprattutto, che i risultati vanno contestualizzati.

Per esempio i gruppi etnici hanno valori medi di quoziente intellettivo differenti tra loro. I risultati tuttavia rivelano semplicemente le differenze socio economiche tra le varie etnie; è molto raro che una persona che non abbia raggiunto alcun livello istruzione ottenga un alto punteggio q.i..

A incidere sul calcolo ci sono ancora molti altri fattori come quelli ereditari, ambientali, familiari. Coloro che crescono in un contesto stimolante hanno maggiori possibilità di incrementare il proprio quoziente intellettivo. Ebbene sì, perché il valore q.i. può anche cambiare durante la vita della persona.

In genere l’intelligenza raggiunge un picco intorno ai 25 anni perché tra i 20 e i 30 anni l’intelligenza cristallizzata – ossia la capacità di sfruttare le conoscenze pregresse – raggiunge il uso apice mentre quella fluida – la capacità di risolvere in modo logico le situazioni nuove – inizia a declinare, insieme alla capacità di ragionamento.

L’uomo sta diventando sempre più intelligente. La media del quoziente intellettivo sta salendo di 2-3 punti a decennio e questo è l’effetto del miglioramento dell’istruzione, dell’alimentazione e delle condizioni di salute mondiali. Gli incrementi più significativi si sviluppano infatti soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

Se sei curioso di scoprire il punteggio q.i. delle menti più illustri della storia leggi l’articolo a questo link.

Fonte immagine: https://www.studenti.it/quanto-sei-intelligente-calcolare-quoziente-intellettivo.html

A proposito di Federica Grimaldi

Ventenne appassionata di arte e letteratura. Entra a far parte del team di Eroica per dedicarsi alla stimolante attività della scrittura.

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2 Comments on “Calcolo q.i., storia del calcolo dell’intelligenza”

  1. una domanda: come si calcola il punteggio che risulta dal test del IQ? cioè come viene calcolata ( con che criterio/formula utilizzata) l’età mentale ? es: il numero di risposte corrette diviso il numero totale di quesiti … mi immagino che influisce il tempo, ovvero la velocità di risposta.

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    1. Il punteggio del QI viene generalmente calcolato utilizzando una formula che confronta la performance del soggetto con quella di una popolazione di riferimento. La formula più comune è:

      \[ QI = \frac{\text{Età mentale}}{\text{Età cronologica}} \times 100 \]

      Dove l’età mentale è determinata dalla media delle prestazioni di individui di una certa età cronologica. Il punteggio tiene conto del fatto che un individuo ottiene un punteggio superiore alla media per la sua età mentale avrà un QI superiore a 100. La velocità di risposta e altri fattori possono variare nei diversi test, ma l’età mentale è solitamente il criterio principale.

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