Cartografia medievale: studio della creazione delle mappe

cartografia medievale: studio della creazione delle mappe

La cartografia nasce dall’esigenza dell’uomo di rappresentare e poter tener conto dei vari territori, esplorati e ancora da esplorare. Naturalmente essa va a rappresentare la realtà e lo spazio circostante. Sin dall’antichità veniva utilizzata per orientarsi nel territorio, segnare i punti di caccia e pesca più proficui; fino ad arrivare alla cartografia medievale, stipulata per quelle che di lì a poco, divennero le esplorazioni e spedizioni geografiche.

Precedentemente le rappresentazioni non erano del tutto veritiere poiché l’obiettivo principale era quello di avere un’idea generica del luogo. Di fatto erano molto schematiche, non in proporzione e realizzate sulle pergamene, in modo da poter essere consultate come guide di navigazione. Oltre alle conoscenze del periodo, la cartografia medievale era anche influenzata da quelle che erano le idee sociali del tempo, ad esempio la forte fede cristiana. Questa tipologia di carte viene definita come T-O ovvero quadripartite: comprendeva i tre continenti ritenuti al tempo Asia, Africa ed Europa e gli antipodi ancora sconosciuti. Ma durante i tempi medievali tali rappresentazioni erano rappresentate dalla fede e tracciate, stabilendo le coordinate tramite la fede e le credenze del tempo, confutando prima la propria fede che lo spazio territoriale. 

Tuttavia si vennero pian piano a sviluppare popolazioni in nuovi territori e ne vennero scoperti di nuovi; dunque la cartografia medievale nutre una nuova esigenza: rappresentare mari sconosciuti e nuovi continenti per le rotte commerciali e lo scambio di materiali. Fino ad implementarle con conoscenze scientifiche sempre più precise e matematiche. Ad esempio sono presenti le cartografie più complesse come il Mappa Mundi di Ebstrof risalente all’incirca al dodicesimo secolo, anche la mappa di Hereford di Richard Haldingham, derivante dalla tipologia T-O.

La rappresentazione T-O includeva i tre continenti conosciuti al tempo: Asia, Africa ed Europa al centro della mappatura;  intorno alla rappresentazione della suddivisione territoriale troviamo il Mare Oceanus. Ciò che accomuna tutte queste tipologie di mappe è spesso la medesima disposizione territoriale assieme alla rappresentazione del mare e dei continenti ma anche l’utilizzo dei materiali a disposizione nel tempo medievale: pellame animale

Con lo studio astronomico naturalmente le esplorazioni si modificarono con l’introduzione del teodolite, uno strumento di misurazione, rese più facile la conoscenza degli angoli azimutali e zenitali. Favorendo uno studio sempre più preciso e dettagliato utile alla rappresentazione territoriale. 

Grazie agli studi e anche agli errori commessi in antichità si è arrivata alla conoscenza sempre più approfondita del proprio ambiente. Fino ad arrivare a quello che è presente al giorno d’oggi su qualsiasi dispositivo portatile ovvero il GPS, assieme alla collaborazione informatica, che hanno reso possibile e molto più semplice la creazione di mappe accurate e accessibili, fino ad arrivare ad un tracciamento della persona sul proprio dispositivo in tempo reale.

Fonte immagine: Freepik.com

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