Italiano L2 e accoglienza: 5 attività per la prima lezione

Italiano L2 e accoglienza

Italiano L2 e accoglienza: 5 attività da proporre in un contesto di apprendimento

La fase di accoglienza è un momento cruciale in un contesto di apprendimento di una lingua seconda (L2). Per favorire una reale integrazione, è fondamentale porre attenzione al valore delle lingue di origine e rispettare la fase del silenzio, un periodo naturale in cui l’apprendente assorbe la lingua prima di produrla. È altrettanto importante, come sottolineato da esperti di glottodidattica, far leva sull’affettività per abbassare il “filtro affettivo” e ridurre l’ansia. Per una panoramica sui quadri di riferimento, è utile consultare risorse come quelle offerte dall’Università per Stranieri di Siena.

Ecco alcune attività che possono migliorare il rapporto tra apprendimento dell’Italiano L2 e accoglienza in una classe plurilingue.

Attività Obiettivo e competenza attivata
Il giro dei saluti Creare un clima inclusivo, valorizzare le lingue d’origine (competenza interculturale e orale).
Il cartellone dei nomi Memorizzare i nomi, associare nome e volto (competenza scritta base e relazionale).
Il gioco delle bandiere Introdurre il lessico dei colori e dei paesi (competenza lessicale e orale).
Il gioco dei comandi (TPR) Favorire la comprensione orale senza produzione verbale (competenza non verbale e ascolto).

Italiano L2 e accoglienza: 5 attività da svolgere

1. Il giro dei saluti

Gli allievi si dispongono in cerchio. L’insegnante saluta dicendo «Ciao, io sono…». Per valorizzare le lingue d’origine, si chiede a ogni allievo di salutare i compagni nella propria lingua. Successivamente, si lavora in coppia su mini-dialoghi con diverse formule di saluto (ciao, buongiorno, buonasera), simulando le situazioni.

2. Il cartellone dei nomi

Sempre in cerchio, ogni allievo si presenta al compagno vicino con la frase: «Ciao, io mi chiamo…, e tu?». Successivamente, si chiede a ciascuno di fare un autoritratto su un foglio e di incollarlo su un cartellone comune, scrivendo il proprio nome sotto il disegno. Questo aiuta a creare un senso di appartenenza al gruppo.

3. Il gioco delle bandiere

L’insegnante mostra le bandiere dei paesi di provenienza degli allievi e quella italiana. Dopo aver introdotto il lessico dei colori con dei cartoncini, si chiede: «Di che colore è la bandiera dell’Italia?». Si guida la risposta collettiva e si ripete con le altre bandiere. Infine, ogni allievo disegna la propria bandiera e la incolla su un planisfero, dicendo: «Questo è il mio Paese, il/la…».

4. Mi piace / Non mi piace

Per approfondire la conoscenza reciproca, si scrivono alla lavagna domande come: «Qual è il tuo colore preferito? Qual è il tuo cibo preferito?». L’insegnante dà l’esempio di risposta («Il mio colore preferito è…»). Gli allievi, aiutandosi anche con i disegni, preparano le loro risposte e poi le condividono con i compagni. Le preferenze possono essere raccolte in un cartellone.

5. Il gioco dei comandi (Total Physical Response – TPR)

Questa attività è ideale per la fase del silenzio. L’insegnante dà comandi semplici e li esegue insieme agli studenti, che rispondono solo con il corpo. Si inizia con azioni basilari: «Alzatevi», «Sedetevi», «Toccate il tavolo», «Prendete la penna». Man mano che la comprensione aumenta, si possono introdurre comandi più complessi. Questo metodo riduce l’ansia da prestazione e permette di acquisire lessico in modo naturale e divertente.

Fonte immagine: Freepik

Articolo aggiornato il: 03/10/2025

 

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