Donne sensuali e i loro dipinti

donne sensuali

Nella moltitudine di dipinti di donne, la sensualità femminile, viene declinata attraverso una varietà di sfumature a seconda del punto di vista dell’artista ma soprattutto la si può recuperare anche in dettagli che hanno poco a che fare con il nudo oppure non sempre a questo si lascia una posizione preminente di intellegibilità. Ecco alcuni dipinti di donne sensuali:

La sensualità dello sguardo della Venere di Botticelli.

La Nascita di Venere di Botticelli è uno dei primi nudi quasi a grandezza naturale e a corpo intero del Rinascimento italiano, una nudità che però è solamente un simbolo di bellezza spirituale. Guardandola bene infatti potrete notare che le proporzioni del corpo sono totalmente sfasate rispetto alla realtà: braccia troppo lunghe, un ventre troppo largo e un ombelico posto troppo in alto. Questi sono solo alcune delle differenze rispetto a un corpo umano reale. Ammirando in particolare il volto di Venere si nota una velata malinconia che viene espressa soprattutto attraverso gli occhi che diventano l’elemento catalizzatore, la dea è ritratta con uno sguardo strabico in una forma molto lieve, dove un occhio guarda più all’esterno dell’altro, questo dettaglio permette di ottenere uno sguardo trasognato, l’artista ha voluto cogliere questo caratteristico difetto, definito strabismo di Venere, che la rende incantevole e la inserisce tra le donne sensuali.

La sfrontatezza del nudo nella Maya Desnuda di Goya

La giovane nuda ritratta nell’opera osserva con sicurezza e priva di pudore in direzione dell’osservatore. La modella è distesa con il capo a sinistra del quadro e con le mani incrociate dietro la nuca. I suoi capelli ricci e scuri cadono liberi ai lati del viso e le gote sono arrossate e piene. Il divano che la ospita è ricoperto da un tessuto di velluto verde. Inoltre la parte superiore del corpo poggia su due cuscini foderati con tessuto chiaro decorato con tulle e infine un lenzuolo copre la parte sinistra del divano sulla quale poggiano le gambe della fanciulla. Il dipinto fu considerato una immagine scandalosa e venne conservato insieme ad altri nudi, la Maja Desnuda sopravvisse nonostante il tribunale dell’Inquisizione condannasse la rappresentazione di un corpo nudo. La Maja ricorda inoltre alcune opere di Tiziano come la Danae,  ella come la giovane fanciulla del Goya, è distesa sul letto e assume una postura di estremo abbandono fisico. Il suo corpo nudo è esposto senza veli e sembra non vergognarsi affatto di mostrare le sue grazie.

Il collo sinonimo di seduzione e sensualità nei dipinti di Amedeo Modigliani

Per Modigliani il collo era sinonimo assoluto di sensualità e seduzione. Nelle sue opere tutto è essenzialmente collo, lo si può trovare nei nudi o nei ritratti e rappresenta la parte del corpo che più di altre sa mettere in luce in modo discreto (e provocante) le donne sensuali. Il collo è una delle zone  erogene del corpo umano, luogo di baci e carezze, un ponte sottile che collega il cuore al cervello, l’inizio di un percorso di linee sinuose. L’artista grazie alla sua particolare stilizzazione creò un vero ideale di bellezza femminile, si può aggiungere che Modigliani, attraverso la sua arte, abbia traghettato le donne dei primi del ‘900 nel cuore della contemporaneità. Le sue modelle erano donne contemporanee nei cui volti iniziavano ad apparire i primi segni di make-up, giovani donne belle e soprattutto emancipate. Modigliani amava le donne e condusse una vita libertina e al di sopra delle righe, tra le sue opere c’è Elvira che posa con lo sguardo consapevolmente languido e Almasia che se ne sta accovacciata con gli occhi all’insù. Ma soprattutto c’è l’adorata Jeanne soprannominata dal pittore “noce di cocco” per i suoi folti capelli e la pelle chiara: quest’ultima sarà la donna della sua vita e la più immortalata di tutte. Talmente tanto che il suo collo diventerà il più famoso nella pittura moderna e lei sarà eletta tra le più note donne sensuali.

I provocanti ritratti femminili di Ramon Casas

Una gran parte della produzione del pittore catalano è composta da donne e le dispense in maniera del tutto nuova e anticonvenzionale. Le donne borghesi di Casas si dedicano alla lettura, vanno in bicicletta e suonano strumenti, anche la postura che le ritrae è disinvolta e lontana dai criteri di un certo “bon ton” richiesto alla figura femminile. Un motivo diverso di cogliere la bellezza nel quale non manca per l’artista la sperimentazione, seppur occasionale, sul nudo femminile. I nudi di Ramon Casas sono opere dove lo sguardo e la realizzazione del pittore ricade sul posizionamento della figura, a questa non appartiene nessun racconto, è semplicemente esaltazione del corpo. Per quanto riguarda i ritratti femminili, le donne, assumevano un aspetto sensuale e decorativo, quasi sempre raffigurate in pose vagamente suggestive e provocanti. Una delle sue modelle preferite era Julia Peraire, una bellissima bigliettaia di umile estrazione sociale divenuta sua musa ispiratrice, amante e infine moglie. Rimasto folgorato dalla sua bellezza e giovinezza, aveva 25 anni in meno di lui, Casas la ritrasse in pose accattivanti (La Sargantain) sopperendo spesso all’apparente mancanza di espressività con il sapiente uso del colore unito alla sua capacità di catturare senza troppe pretese il minimo accenno della suggestione di una donna, non a caso venne definito “el dibujante de almas”.

Fonte immagine: pixabay

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