In Giappone, anziché utilizzare la classica firma a mano per poter convalidare in modo ufficiale la stipula di contratti di una certa importanza, si utilizza l’hanko. Ma che cos’è esattamente? Che valenza culturale ha per i giapponesi e qual è la sua storia?
L’hanko è un timbro a inchiostro rosso di forma cilindrica utilizzato in tutto il Giappone al posto della classica firma occidentale e varia in base al suo utilizzo specifico. Accompagnato quasi sempre da un’elegante custodia per conservarlo con più facilità, negli ultimi tempi è diventato anche un prezioso souvenir da portare a casa dopo un viaggio nel paese del Sol Levante, spesso consigliato anche dall’Ente Nazionale del Turismo Giapponese.
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Guida rapida ai timbri giapponesi
| Tipologia di Hanko | Funzione e utilizzo principale |
|---|---|
| Mitome-in | Timbro informale per uso quotidiano (ritiro posta, bollette). |
| Ginko-in | Timbro specifico registrato in banca per transazioni finanziarie. |
| Jitsu-in | Timbro ufficiale registrato in comune per contratti legali importanti. |
Quali sono le principali tipologie di hanko?
Se ad esempio stai soggiornando in Giappone come studente e quindi sei in possesso del visto studentesco e non semplicemente del visto turistico, per ogni evenienza sarebbe bene acquistare un hanko con l’incisione in katakana (l’alfabeto usato per le parole straniere) del proprio nome, per poter così sbrigare le pratiche burocratiche. Esistono tre categorie principali di sigilli:
- Mitome-in: è un timbro molto comune che serve per le faccende di tutti i giorni, come il ritiro di una raccomandata o il pagamento di una bolletta. È ovviamente il più economico e si può facilmente acquistare in una cartoleria e addirittura in alcuni store come il Don Quijote. Potrebbe essere l’hanko ideale per chi soggiorna come studente e non ha bisogno di stipulare complessi contratti d’affitto se si trova in Giappone per un periodo limitato.
- Ginko-in: la parola Ginko in giapponese significa banca. Questo sigillo è necessario per poter convalidare ogni tipo di transazione bancaria. Una volta aperto un conto in Giappone, la banca provvederà a registrare il vostro timbro, che andrà conservato con molta cura. In caso di smarrimento, bisogna avvisare tempestivamente l’istituto. È fondamentale munirsi di un Ginko-in se si intende svolgere un arubaito (lavoro part-time).
- Jitsu-in: è l’ultima tipologia ed è la più importante. Questo sigillo deve essere registrato nel comune di residenza e serve per poter firmare contratti di alto valore legale, come l’acquisto di immobili o automobili. Il prezzo è superiore rispetto agli altri hanko per via dei materiali pregiati utilizzati (come corno o titanio) e della durevolezza necessaria del timbro.
Qual è la storia e l’origine dell’hanko?

Quando si parla di hanko, si può tornare indietro nel tempo di molti secoli; il primo esemplare della storia apparterrebbe a un messaggero giapponese che si trovava in Cina e risalirebbe addirittura al 57 d.C.
Tuttavia, è soltanto durante il Periodo Meiji (1868-1912) che una legge sancisce ufficialmente la necessità di registrare questo timbro per garantire la validità dei documenti firmati. Infine, è dal dopoguerra che l’hanko si impone in modo capillare nella cultura giapponese quotidiana. Da quel momento il loro design e quello delle relative custodie è stato in continua evoluzione artistica. Ad oggi, il Giappone sta spingendo verso una digitalizzazione sempre maggiore della burocrazia, portando molti esperti a ipotizzare un progressivo, seppur lento, epilogo dell’era di questi affascinanti timbri fisici.
Fonte dell’immagine in evidenza: Wikipedia (Angie).
Articolo aggiornato il: 30/12/2025

