Sulla strada di Jack Kerouac | Recensione

Sulla strada di Jack Kerouac | Recensione

Sulla strada è un romanzo autobiografico scritto dall’autore statunitense Jack Kerouac, considerato il padre della Beat Generation. Nei suoi scritti sono particolarmente ricorrenti l’idea di libertà, di approfondimento della propria coscienza e di realizzazione alternativa della propria personalità. Idee che rimandano ad un gruppo di poeti e artisti statunitensi nato nel secondo dopoguerra e che è passato alla storia con il termine di Beat Generation. Gli elementi cardine della cultura Beat riguardavano il rifiuto di norme imposte, la sperimentazione di droghe, l’interesse per le religioni orientali e un totale rifiuto verso tutto ciò che aveva a che fare con il materialismo. Tra i suoi autori di riferimento troviamo Jack Kerouac, che ha fatto del suo celebre romanzo Sulla Strada il manifesto della Beat Generation. L’opera, pubblicata nel 1957, si concentra su una serie di viaggi fatti da Kerouac in automobile attraverso gli Stati Uniti, in parte con il suo amico Neal Cassady e in parte in autostop.

La trama di Sulla strada di Jack Kerouac

La storia è suddivisa in 5 parti, essa si svolge in un lasso di tempo compreso tra il 1947 e il 1950 ed è narrata in prima persona da un giovane ragazzo di nome Sal Paradise, trasposizione autobiografica dello stesso Kerouac. Sal è uno studente di New York che dopo aver fatto la conoscenza di un certo Dean Moriarty inizia ad avventurarsi verso una sfrenata ricerca della libertà, decidendo di rifiutare tutte le convenzioni sociali del tempo. Dean è appena uscito dal riformatorio e, dopo qualche mese a New York, si sposterà a Denver per la primavera. Il lettore si ritrova sin dall’inizio di Sulla strada ad avere a che fare con personaggi che sono, con grande irrequietezza,  alla ricerca  del proprio posto nel mondo. Sal decide di lasciare New York per poi dirigersi ad Ovest, utilizzando l’autobus o mediante autostop, alla ricerca di nuove esperienze e con lo scopo principale di voler diventare un vero scrittore. Attraverso i loro viaggi interminabili i due ragazzi, sentono di voler conoscere davvero sé stessi, si vedono liberi dai pressanti condizionamenti della società, sperimentano alcool e varie droghe, ascoltano musica jazz, vanno alle feste, conoscono altri spiriti liberi come loro condividendo la propria inquietudine con il mondo e avendo la fissa prerogativa di intraprendere costantemente nuove avventure e provare emozioni intense. In tal senso l’opera è da vedere come un vero e proprio richiamo alla vita libera e alla piena consapevolezza dell’istante. Per i due protagonisti di Sulla strada, Sal e Dean, è chiaro, dunque, che ciò che conta davvero non è la meta ma il viaggio.

Una solitudine incolmabile

Il ritratto che emerge dalla narrazione di Jack Kerouac in Sulla strada è quella di una gioventù profondamente ribelle, che ha l’intenzione di sovvertire l’ordine sociale e culturale in modo da tale da non finire per conformarsi ad esso. Nel corso del romanzo risulta evidente, grazie alla presenza di alcuni fattori tematici e stilistici, l’influenza dei più grandi autori americani come Walt Whitman, Henry Miller ed Henry David Thoreau. Tutti i personaggi che incontriamo in Sulla strada sembrano non riconoscere alcun valore intrinseco alla vita, poiché sono guidati solo da una serie di emozioni che vivono sul momento e che non sono neanche in grado di apprezzare sino in fondo a causa di un grande senso di vuoto che li attanaglia e che li porta, al contempo, a vedersi soli nella loro totale insoddisfazione. In questa inarrestabile ricerca di qualcosa che possa davvero placare l’animo irrequieto e tormentato di Sal e Dean, il lettore viene trasportato in un mondo pieno di musica jazz, sballo, droga, storie d’amore fugaci e continui vagabondaggi. Tuttavia ciò che è fondamentale leggere tra le righe del romanzo è un inevitabile senso di solitudine che emerge dai discorsi confusi del protagonista Sal e un assordante vuoto causato da un futuro completamente incerto per i giovani protagonisti. L’angoscia e la paura di non riuscire a realizzare i propri obiettivi personali, porta i giovani Sal e Dean a condurre una vita in continuo movimento. Capiamo, dunque, come l’idea di viaggio proposta in Sulla strada, non rappresenti solo un modo per conoscere meglio sé stessi ma anche una comoda via di fuga per far sì che Sal e Dean possano illudersi di colmare il proprio angosciante senso di vuoto.

Fonte immagine: Amazon.it

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